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Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Deviazione per Baitridana-Rif. Alpe Piazza-Biv. Legui-Alpe Lago-Rif. Alpe Lago-Deviazione per Bitridana
5 h
700
E
SINTESI. Saliamo da Morbegno fino ad Albaredo e proseguiamo fino a trovare, dopo il secondo tornante dx (km 15), una stradina che si stacca dalla Provinciale per San Marco sulla sinistra. Parcheggiamo sulla provinciale appena prima dello svincolo (m. 1300) presso il km 15. Ci incamminiamo sulla stradina-pista per i Cornelli e Baitridana (indicazioni per il rifugio Alpe Piazza ed il bivacco Legui) ma la lasciamo subito imboccando sulla destra la marcata mulattiera che sale nel bosco ed esce ai maggenghi di Scoccia, Corte Grassa, Corte Grande e, dopo un ultimo tratto in pineta, Cornelli (m. 1739). Qui intercettiamo un sentiero che, percorso verso destra, passa a monte dell'alpe Baitridana porta al rifugio Alpe Piazza (m. 1835). Il sentiero prosegue superando una valletta e portandosi all'alpe Lago ed al bivacco bivacco Legüi (1923). Al bivacco Legüi dobbiamo consultare con attenzione i cartelli e seguire le indicazioni della variante bassa della Gran Via delle Orobie (in sigla GVO). Procediamo quindi, seguendo i segnavia, sul sentiero che traversa verso sud, portandosi all’ampia conca di pascoli che si stende ad ovest della cima del monte Lago. Procedendo diritti siamo ad un bivio: qui ignoriamo la traccia di sinistra che sale verso il facile crinale meridionale di questa cima e proseguiamo diritti, sul sentiero che lo aggira affacciandosi all’alta Valle di Lago. Il sentiero piega leggermente a sinistra ed inizia a tagliare, in leggera discesa, un ripido versante di scivolosa festuca ed una macchia di radi larici. Più o meno a metà della stessa ad un bivio dobbiamo lasciare la Gran Via delle Orobie per imboccare un sentierino che se ne stacca sulla sinistra e che corre più alto, in terreno aperto, tagliando il versante di erbe e pietrame, ai piedi di modeste formazioni rocciose. Attraversato un modesto avvallamento il sentiero porta al ripiano dell’alpe Lago. Seguendo il torrentello che esce dal Lago ci portiamo alla vicina baita più alta, quotata 1920 metri, presso un modesto dosso erboso sormontato da una croce in legno. Visitato il Lago (m. 1931), torniamo alla baita, scendiamo verso sud-ovest al baitone dell'alpe Lago (m. 1909). Dobbiamo ora scendere verso sud-ovest cioè stando leggermente a sinistra (per chi dal baitone guarda verso valle) e seguendo una traccia molto debole che in infila in avvallamento scendendo al vicino ripiano di pascolo che ospita la baita quotata 1824 metri. Qui intercettiamo di nuovo la Gran Via delle Orobie, che traversa da destra a sinistra, quasi in piano, ma la lasciamo subito proseguendo diritti nella discesa verso ovest. La traccia si infila infatti in un valloncello occupato da ontani e ne segue il lato destro, fino ad uscirne al nuovo ripiano con la baita quotata 1695 metri., presso due larici monumentali. L’ultima parte della discesa taglia in diagonale la Valle di Lago verso nord-ovest, cioè verso destra (per chi dalla baita guardi verso il fondovalle). La traccia, abbastanza marcata e sempre segnalata da segnavia bianco-rossi, attraversa il ramo principale del torrente Lago ed un ramo secondario, scendendo infine al rifugio Alpe Lago (m. 1557), posto su un poggio poco sopra la strada provinciale per il Passo di San Marco. Scesi alla vicina strada provinciale, proseguiamo nella discesa per 3 km fino al parcheggio del km 15 dove recuperiamo l'automobile.


Apri qui una fotomappa della salita dai Cornelli al bivacco Legui

La valle del Bitto di Albaredo (albarée) è una delle più ricche di opportunità escursionistiche.
La traversata dall'alpe Piazza alla meno nota alpe Lago è un'escursione che tocca i due principali alpeggi del versante orientale della valle, regalando colori e panorami ampi e luminosi. Una camminata un po' lunga ma, in condizioni ideali di tempo meteorologico e di terreno, per nulla difficile (con scarsa visibilità, invece, si può presentare qualche problema nella traversata dall'uno all'altro alpeggio, anche se il sentiero è interamente segnalato da segnavia bianco-rossi, essendo una sezione della variante bassa della Gran Via delle Orobie o sentiero Andrea Paniga).
Punto di partenza dell'escursione è il piccolo parcheggio sulla strada provinciale per il Passo di San Marco, al km 15, oltre Albaredo per S. Marco, in corrispondenza dello svincolo a sinistra della pista che sale ai Cornelli ed a Baitridana.
Raggiungiamo dunque la piazza S. Antonio di Morbegno e, seguendo le indicazioni, imbocchiamo la strada per Albaredo-Passo di San Marco. Superate Arzo (aars), Valle (val) e Campo Erbolo (campèrbul), frazioni di Morbegno, raggiungiamo Albaredo (m. 910).
Proseguiamo sulla strada per san Marco. Dopo un tornante sinistrorso, troveremo una prima deviazione a destra, che conduce alla chiesetta della Madonna delle Grazie, al sentiero dei Misteri, al dosso Chierico ed alla via Priula. La ignoriamo e proseguiamo, affrontando un tornante destrorso, uno sinistrorso ed un nuovo tornante destrorso. Quanto incontriamo il cartello che segnala il km 15 sulla strada provinciale 8 per S. Marco, prestiamo attenzione, sulla nostra sinistra, alla deviazione per Baitridana, l'alpe Piazza ed il rifugio Alpe Piazza, segnalata da una serie di cartelli, che annunciano che mancano ancora 3 km al rifugio Alpe Lago. Qui di cartelli, per la verità, ce ne sono diversi, e ci segnalano che la stradina asfaltata che sale ci porta verso il rifugio Alpe Piazza, il bivacco Legüi, la quota 2000 ed il monte Lago. Il cartello relativo al sentiero 132 dà la Corte Grande a 40 minuti, i Cornelli ad un'ora e 10 minuti ed il rifugio Alpe Piazza ad un'ora e 20 minuti. Un cartello della Comunità Montana di Morbegno, infine, dà il monte Lago a 2 ore e 30 minuti.


Monte Lago

Chi volesse effettuare una bella salita in mountain-bike, può sfruttare questa pista, che, dopo un tornante destrorso ed uno sinistrorso, conduce ad un parcheggio, oltre il quale il transito dei veicoli non autorizzati è vietato (ma si può acquistare il permesso). Proseguendo, si effettua, su fondo sterrato, un lungo traverso in direzione nord, attraversando il solco della val Fregera e raggiungendo il limite orientale dei maggenghi di Egolo. Poi si incontra un tornante destrorso, uno sinistrorso ed un ultimo destrorso, prima dell'ultimo traverso in direzione sud-est e sud, che ci porta al termine della pista, in località Cornelli (m. 1739). La località è molto panoramica: lo sguardo raggiunge l'alto Lario.
Se invece saliamo a piedi, lasciamo l'automobile su uno slargo del ciglio della strada per san Marco, imboccando a piedi la stradina. Troviamo subito, a 1380 metri circa, una bella mulattiera che si stacca, sulla destra, dalla stradina e sale alle baite di Scöccia, della Corte Grassa e della Corte Grande. Il percorso è segnalato da segnavia rosso-bianco-rossi. Nel primo tratto attraversa un bosco di faggi e pini silvestri, per uscire ai prati della Scöccia, dove, oltre alle baite, troviamo anche una fontana (m. 1450). Salendo ancora, approdiamo ai prati della Corte Grassa (m. 1500), che, come testimonia il nome, si sono dimostrati sempre un maggengo generoso per gli armenti che di qui sono transitati, nei secoli, prima di salire agli alpeggi più alti di Baitridana, dell'alpe Piazza e dell'alpe Lago. Proseguendo nella salita, ci portiamo alle baite della Corte Grande (m. 1600). che il sentiero lambisce passando alla loro destra. Si tratta di maggenghi estremamente panoramici, per cui non potremo resistere alla tentazione di gettare un ampio sguardo sul versante occidentale della Val Gerola, sulla costiera dei Cech, sulla bassa Valtellina e sulla piana di Novate Mezzola.


Apri qui una panoramica dall'alpe Piazza

Dopo un tratto pianeggiante, ad un nuovo bivio prendiamo ancora a sinistra e, oltrepassata una fontana, affrontiamo l'ultimo tratto prima dei Cornelli, che sale in una bella pecceta. Il sentiero esce alle baite dei Cornelli, oltrepassate le quali ci ritroviamo nei pressi del piccolo slargo al quale termina la pista sterrata.
Ci attende ora una breve salita ed un tratto quasi pianeggiante verso destra, prima di uscire di nuovo, alle baite dei Cornelli (m. 1739): poco sopra, intercettiamo la pista sterrata di cui abbiamo parlato sopra, nel punto in cui termina ad uno slargo.


Apri qui una panoramica dall'alpe Piazza

Imbocchiamo, ora, il sentiero che, passando a monte delle baite dei Cornelli, si dirige verso est, in direzione degli splendidi ed ampi alpeggi di Baitridana e dell'alpe Piazza. Passando a monte dei prati di Baitridana, giungiamo, ben presto, ad un bivio, segnalato da diversi cartelli: il sentierino che si stacca sulla sinistra sale alla Pozza Rossa (piccola pozza in un'incantevole radura fra i larici del crinale), data a 15 minuti; proseguendo nella direzione che stiamo tenendo, cioè sul sentiero 132, raggiungiamo in 10 minuti Baitridana ed in 20 l'alpe Piazza; nella direzione dalla quale proveniamo, infine, sono segnalati i due sentieri numero 132 (che scende in 10 minuti alla Corte Grande, in 20 alla Corte Grassa ed in 40 minuti a Scöccia) e 149 (che porta in 30 minuti ad Egolo, in 50 minuti al Dosso Comune ed in un'ora e 20 minuti ad Albaredo). Ignorata la deviazione a sinistra per la Pozza Rossa, proseguiamo fino ad un ultimo boschetto, dal quale usciamo sul limite dell'ampia alpe Piazza.


Il rifugio Alpe Piazza

Un gruppo di cartelli, posto a valle della prima baita sopra il sentiero, segnala che stiamo procedendo sulla Gran Via delle Orobie, percorrendo la quale raggiungiamo l'alpe Lago ed il rifugio Alpe Lago in 40 minuti, l'alpe Orta in 3 ore e 10 minuti ed il passo di San Marco in 4 ore; nella direzione dalla quale proveniamo ritroviamo i riferimento ai sentieri per Cornelli-Corte Grande e Cornelli-Egolo-Albaredo; sulla nostra sinistra, infine, si stacca un sentiero che sale al crinale ed effettua una traversata al versante orobico valtellinese, sopra Talamona, portando all'alpe Pedroria in 30 minuti, alla boccheta del Pisello in un'ora e 20 minuti ed alla Val Budria in 2 ore e 50 minuti.
Poco oltre, troviamo il rifugio Alpe Piazza (m. 1835), aperto anche d'inverno. Il rifugio, in eccellente posizione panoramica, dispone di 24-30 posti letto. Per informazioni si può consultare il sito http://www.rifugioalpepiazza.it (oppure scrivere a nadiacavallo@libero.it o telefonare ai numeri 338 4647620, 338 4647620 e 335 7085054).
Per proseguire la traversata seguiamo per un buon tratto la Gran Via delle Orobie (variante bassa). Imbocchiamo dunque il sentiero che, attraversato un torrentello, ci porta al baitone quotato 1923 metri (Tachèr), affiancato dal piccolo bivacco Legüi. Sul baitone è posto un cartello che celebra le fatiche di quanti, nei secoli, si sono dedicati alle attività legate all'alpeggio ed alla produzione casearia. Poco più in alto si vede la solitaria baita Tachèr.
Una sosta al bivacco ci permette di gustare lo splendido panorama sulla bassa Valtellina e sul gruppo del Masino-Disgrazia, che, emergendo, quasi, dalla linea dei larici che si disegna, regolare, a monte del rifugio Piazza, offre un effetto di contrasto cromatico di rara suggestione.
La carrellata delle cime merita di essere menzionata nel dettaglio. A nord, da sinistra, si propongono le cime della Costiera dei Cech, seguite dal gruppo del Masino, che si propone nella sua integrale bellezza, con i pizzi Porcellizzo (m. 3075), Badile (m. 3308), Cengalo (m. 3367) e del Ferro (occ. m. 3267, centr. 3289 ed or. m. 3234), le cime di Zocca (m. 3174) e di Castello (m. 3386), la punta Rasica (m. 3305), i pizzi Torrone (occ. m. 3349, cent m. 3290, or. m. 3333), il monte Sissone (m. 3330) ed il monte Disgrazia (m. 3678).
A sud vediamo il crinale che separa la Valle del Bitto di Albaredo, con, in primo piano, il monte Pedena e, alle sue spalle, il monte Azzarini; a sud-ovest e ad ovest, infine, vediamo il passo di S. Marco ed il crinale che separa le valli del Bitto; dietro di questo, si scorge buona parte del versante occidentale della Val Gerola e, sul fondo, l'inconfondibile corno del monte Legnone, che delimita, sulla sinistra, lo stupendo quadretto dell’alto Lario.


Apri qui una fotomappa della traversata alla Valle di Lago e della discesa verso il rigugio Alpe Lago

Al bivacco Legüi dobbiamo consultare con attenzione i cartelli e seguire le indicazioni della variante bassa della Gran Via delle Orobie (in sigla GVO), che, nella sua sezione occidentale, viene chiamata anche Sentiero Andrea Paniga.


Croce dell'alpe Lago

Procediamo quindi, seguendo i segnavia, sul sentiero che traversa verso sud, portandosi all’ampia conca di pascoli che si stende ad ovest della cima del monte Lago. Procedendo diritti siamo ad un bivio: qui ignoriamo la traccia di sinistra che sale verso il facile crinale meridionale di questa cima, presidiato da grandi ometti (seguendo il crinale, poi, la salita alla cima del monte Lago è abbastanza facile), e proseguiamo diritti, sul sentiero che lo aggira affacciandosi all’alta Valle di Lago.


Il Lago e la sua conca dal crinale del monte Lago

Il sentiero piega leggermente a sinistra ed inizia a tagliare, in leggera discesa, un ripido versante di scivolosa festuca (l’erba cèra che nei tempi andati veniva raccolta dalle donne per integrare le scorte di fieno, spesso in luoghi impervi e pericolosi) ed una macchia di radi larici. Davanti a noi il monte Pedena (m. 2399) mostra un volto ben diverso dal mite monte Lago, perché si erge come un’imponente e regolare piramide dai fianchi rocciosi, chiusa da un cocuzzolo arrotondato. Ai suoi piedi una caratteristica conca al cui centro vediamo il Lago (m. 1931), che, per quanto modesto, si fregia del titolo di unico specchio d’acqua dell’intera Valle del Bitto di Albaredo e dà il nome alla valle, all’alpeggio ed al monte.


Baita di quota 1920 e monte Pedena

Per scendere a visitarlo dobbiamo prestare particolare attenzione nella traversata, perché più o meno a metà della stessa ad un bivio dobbiamo lasciare la Gran Via delle Orobie, che passa circa 100 metri più in basso rispetto al Lago, per imboccare un sentierino che se ne stacca sulla sinistra e che corre più alto, in terreno aperto, tagliando il versante di erbe e pietrame, ai piedi di modeste formazioni rocciose. Attraversato un modesto avvallamento il sentiero porta al ripiano dell’alpe Lago.


Il Lago

L'alpe Lago

Seguendo il torrentello che esce dal Lago ci portiamo alla vicina baita più alta, quotata 1920 metri, presso un modesto dosso erboso sormontato da una croce in legno. Appena sotto vediamo il baitone dell’alpe Lago (m. 1909). Non scendiamo in quella direzione ma passiamo a sinistra della baita, portandoci alla conca che ospita il Lago (m. 1931), circondato da ripide pareti sul selvaggio versante che scende a nord dal monte Pedena.
Tornati alla baita, scendiamo verso sud-ovest al baitone dell'alpe Lago (m. 1909), dal quale iniziamo la discesa della Valle di Lago, che ci porterà al rifugio Alpe Lago, appena sopra la strada provinciale per il passo di San Marco.


Laghetto all'alpe Lago

Dobbiamo scendere verso sud-ovest cioè stando leggermente a sinistra (per chi dal baitone guarda verso valle) e seguendo una traccia molto debole che in infila in avvallamento scendendo al vicino ripiano di pascolo che ospita la baita quotata 1824 metri. Qui intercettiamo di nuovo la Gran Via delle Orobie, che traversa da destra a sinistra, quasi in piano, ma la lasciamo subito proseguendo diritti nella discesa verso ovest. La traccia si infila infatti in un valloncello occupato da ontani e ne segue il lato destro, fino ad uscirne al nuovo ripiano con la baita quotata 1694 metri.


Larici monumentali

Con un giro un po’ più lungo possiamo anche seguire dalla baita di quota 1824 la Gran Via delle Orobie verso destra, cioè nord, in piano. Oltre il limite dei prati, quando cominciano macereti ed ontani stiamo attenti ad un sentierino che se ne stacca sulla sinistra e scende verso sud-ovest, tagliando il versante settentrionale della Valle di Lago e raggiungendo la pianetta della baita quotata 1694 metri.


Rifugio Alpe Lago

Presso la baita ci sono due grandi larici ed un cartello ci informa che si tratta di due larici monumentali della Provincia di Sondrio e ne indica l’altezza in 24 metri e la circonferenza massima del tronco in 5 metri e mezzo. Siamo ormai in vista della meta, perché da qui vediamo bene il rifugio Alpe Lago, sul lato opposto della valle, cioè su quello settentrionale. L’ultima parte della discesa taglia infatti in diagonale la Valle di Lago verso nord-ovest, cioè verso destra (per chi dalla baita guardi verso il fondovalle). La traccia, abbastanza marcata e sempre segnalata da segnavia bianco-rossi, attraversa il ramo principale del torrente Lago ed un ramo secondario, scendendo infine al rifugio Alpe Lago (m. 1557), posto su un poggio poco sopra la strada provinciale per il Passo di San Marco. Il rifugio dispone di 50 posti letto (per informazioni cfr. http://www.rifugioalpelago.it, rifugioalpelago@gmail.com, telefono 03421890233, 3385699172 o 3333837326).
Dal rifugio una pista ci fa scendere al km 18 della Provinciale. L’ultima parte dell’anello richiede il monotono ritorno all’automobile seguendo la strada provinciale per circa 3 km.


Rifugio Alpe Lago


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