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Un itinerario alternativo per scoprire angoli sconosciuti nella valle dei Bagni di Màsino | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La traversata dalla valle Merdarola alla val Ligoncio per la bocchetta di Medaccio Se non usi Internet Explorer, clicca qui |
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La
nostra meta è ben visibile fin dall'inizio della traversata: si tratta della
bocchetta di Medaccio (m. 2303), netto taglio nella costiera che separa,
ad ovest, la valle dalla val Ligoncio e che è collocata a sinistra delle
due marcate punte di questa costiera, la punta Medaccio (m. 2350, a destra)
e la punta Fiorelli (m. 2401, vedi foto sopra, a destra, ed a sinistra).
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Oltrepassata la terza ed ultima baita (m. 2053), seguiamo i segnavia che ci permettono di superare agevolmente la fascia di grandi massi che precede la bocchetta, raggiungendo il suo limite superiore. |
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Dobbiamo ora scendere nel canalino della bocchetta, con cautela ed attenzione,
per la presenza di terriccio e sassi mobili sulla traccia che lo percorre.
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Comunque, senza eccessive difficoltà, alla fine ci ritroviamo ai suoi piedi,
di fronte all'imponente scenario della val Ligoncio e della valle dell'Oro,
che si mostrano in tutta la loro ampiezza e splendore.
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Dobbiamo continuare a seguire con attenzione i segnavia rosso-bianco-rossi,
che ci fanno piegare a sinistra, in una zona dove, talora, si può trovare
anche un piccolo nevaio.
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Aggiriamo così a monte una grande isola di granito (ben visibile a chi sale
alla Omio per il sentiero tradizionale, ma che appare, vista da qui, un
promontorio erboso), per poi scendere ed aggirare ai piedi una seconda grande
placca rocciosa.
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Alle nostre spalle la costiera che separa le due valli assume un profilo
suggestivo e selvaggio.
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Ci avviciniamo quindi gradualmente alla meta, già visibile dalla bocchetta,
il rifugio Omio, che raggiungiamo facilmente, dopo qualche saliscendi.
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Lungo la traversata sfilano sopra di noi, alla nostra sinistra, le più importanti
cime della val Ligoncio, il monte Spluga, il pizzo della Vedretta, il pizzo
Ligoncio e la punta della Sfinge (rappresentate, nella fotografia, così
come appaiono dal sentiero che scende dalla Omio ai Bagni di Masino).
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Dopo il meritato riposo al rifugio (m. 2100), che ci permette di gettare
un'ulteriore occhiata alla costiera Merdarola-Ligoncio, possiamo effettuare
la discesa per la via classica.
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Il dislivello in salita è di circa 1200 metri, ed il tempo necessario per
chiudere l'anello è di circa 5 ore. Copyright 2008 - 2011:
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