CARTA DEL PERCORSO - GALLERIA DI IMMAGINI - ESCURSIONI A SONDRIO


San Lorenzo e Mossini visti da Ponchiera

Le Cassandre sono le profonde e selvagge gole nelle quali il Mallero schiuma tutta la sua rabbia prima di uscirne in località Gombaro, attraversare Sondrio e gettarsi nell'Adda. Il nome sembra evocate la sfortunata profetessa troiana Cassandra, condannata a predire sventure senza essere creduta. Ma l'etimo più probabile rimanda all'aggettivo "incassato", con riferimento, appunto, alla forma delle gole che il Mallero si è scavato con millenaria pazienza.
Non è possibile vederle da vicino. E' però possibile una bella camminata, consigliabile soprattutto in primavera ed in autunno, che ci gira attorno, percorrendo il lato orientale e su quello occidentale del tratto terminale della Valmalenco. Una camminata che da Sondrio sale a Ponchiera ed Arquino seguendo il Sentiero Rusca, attraversa il Mallero sul ponte di Caparè, poco a monte delle Cassandre, scende a Mossini e di qui al Gombaro, la frazione di Sondrio raggiunta dall'alito freddo che spira dalle Cassandre. Ma vediamo la cosa un po' più da vicino.

L'ANELLO DELLE CASSANDRE

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Sondrio-Ponchiera-Caparè-Mossini-Sondrio
3 h
210
T
SINTESI. Da via Rusca di Sondrio (vicino alla Collegiata, m. 307) ci portiamo a Piazza Quadrivio, saliamo a Scarpatetti ed al Convitto Piazzi e saliamo ad intercettare la strada per Ponchiera. Dopo un tornante sx imbocchiamo la mulattiera che se ne stacca sulla destra e porta a Ponchiera. Attraversiamo il paese e procediamo sulla pista che passa di S. Andrea Avelino. Tornati sulla carozzabile per Arquino, passiamo il mallero sull'antico ponte in pietra in località Caparè (m. 460). Sul lato opposto proseguiamo fino ad intercettare la strada provinciale della Valmalenco (m. 492), che seguiamo per breve tratto in discesa, fino al primo svincolo a sinistra che scende a Mossini. Passiamo per il centro e la chiesa di S. Carlo (m. 453). Scendiamo per alcune viuzze verso la parte bassa, stando a sinistra, passiamo per la contrada Maioni e seguiamo un largo sentiero che corre fra prati ed orti, verso sud, poi piega a sinistra e si infila nella boscaglia e con qualche svolta scende lungo il fianco sinistro (orientale) del terrazzo di Mossini, fino alla frazione Gombaro. Procediamo verso il vicino nuovo ponte in ferro che attraversiamo. Attraversiamo anche la strada che sale da piazza Garibaldi a Ponchiera e scendiamo in piazza Cavour. Prendendo a destra, traversiamo a piazza Garibaldi e di qui torniamo alla Collegiata di Sondrio.


Colpo d'occhio sul colle del Castello Masegra da Scarpatetti

La partenza è in via Rusca a Sondrio (m. 307), fra la chiesa collegiata di Sondrio e la casa arcipretale, dove troviamo due pannelli illustrativi. Di qui ci portiamo, procedendo verso est su via Maurizio Quadrio, in piazza Quadrivio e proseguiamo verso nord, fino alla caratteristica frazione di Scarpatetti. Qui la stradina comincia a salire. Troviamo ben presto alla nostra destra una scalinata che ci porta al terrazzo panoramico del Convitto Giuseppe Piazzi di Sondrio, con ottimo colpo d'occhio su Sondrio ed in particolare su Scarpatetti e sul colle del Castello Masegra..


Chiesa della SS. Trinità a Ponchiera

Saliamo ancora su una stradina che si immette nella carozzabile che da Sondrio sale a Ponchiera. La seguiamo per breve tratto: dopo un tornante sx, sulla destra vediamo la mulattiera (che qui coincide con l'antica via Cavallera per il Muretto) protetta da muretti a secco che sale per via più diretta a Ponchiera. Passiamo così accanto alla chiesa della SS. Trinità, già attestata in un documento del 1506. Il paese, di orogine longobarda, è posto su un poggio in felice posizione panoramica e climatica, già abitato in epoca romana, come testimoniano alcuni rinvenimenti.


Fiume Mallero in località Caparè

Proseguiamo sulla carozzabile che attraversa i nuclei di Ponchiera, vale a dire Morelli, Buglio, Pozzoni e Scherini. Qui troviamo sulla destra l'antica chiesetta di S. Andrea Avelino e lasciamo la carozzabile seguendo una pista sterrata, che si reimmette nella carozzabile più avanti. Procediamo verso Arquino e lasciamo la strada prendendo a sinistra, portandoci all'antico ponte in pietra sul Mallero in località Caparè (m. 460; quello nuovo si trova poco più avanti). Se è piovuto di recente il Mallero scende “vestito a festa”, ovvero con la furia rabbiosa dei suoi tempi migliori (o più nefasti, tanto da giustificare l'etimologia “malus rivus”, fiume portatore di disgrazie”). Poco più a valle, infatti, precipita fragorosamente nelle profonde forre delle Cassandre.


Ponchiera vista da Mossini

Sul lato opposto della bassa Valmalenco torniamo alla carozzabile, seguendola verso sinistra. Ignorata la deviazione a destra del Sentiero Rusca, lo salutiamo e proseguiamo salendo gradualmente fino ad intercettare la strada provinciale della Valmalenco (m. 492), che seguiamo per breve tratto in discesa, fino al primo svincolo a sinistra che scende a Mossini.
Passiamo per il centro e la chiesa di S. Carlo (m. 453). Una chiesa che rimanda al più tragico periodo della storia sondriese, fra la fine del secolo XVI e la prima metà del XVII, quando la tensione fra la comunità protestante, sostenuta dal governo delle Tre Leghe Grigie signore della Valtellina, e la prevalente comunità cattolica salì fino ad un punto di rottura del rapimento dell'arciprete Rusca e del successivo cosiddetto Sacro Macello Valtellinese con il massacro di centinaia di protestanti. La chiesa di S. Carlo venne infatti costruita dalla comunità evangelica nel 1574, ma passò a quella cattolica dopo il 1620, quando i protestanti furono uccisi o costretti a fuggire a nord.
Fu da allora consacrata a San Carlo Borromeo, tenace difensore della causa cattolica contro l'eresia protestante.


La chiesa di San Carlo a Mossini

Scendiamo ora per alcune viuzze verso la parte bassa del paese, stando a sinistra, passiamo per la contrada Maioni (il cui cui nome rimanda ai "magli" usati nell'antica lavorazione del ferro nelle officine qui attive) e lasciate le ultime case alle spalle seguiamo un largo sentiero che scende fra prati ed orti, verso sud, poi piega a sinistra e si infila nella boscaglia e con qualche svolta scende lungo il fianco sinistro (orientale) del terrazzo di Mossini, fino alla frazione Gombaro. Il nome di questa località è di possibile origine celtica, oppure rimanda all'ingombro di materiale alluvionale depositato dal Mallero.


Ponchiera vista da Maioni

Raggiungiamo poi il vicino nuovo ponte in ferro, costruito dopo l'alluvione del 1987, e lo attraversiamo. Attraversiamo anche la strada che sale da piazza Garibaldi a Ponchiera e scendiamo in piazza Cavour. Prendendo a destra, traversiamo a piazza Garibaldi e di qui torniamo alla Collegiata di Sondrio.


Lo sbocco del Mallero al Gombaro

CARTE DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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