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Il pizzo Tresero visto dalla pista per Pradaccio

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Albergo-Rifugio dei Forni Rifugio Stella Alpina- Pradaccio di sotto e di sopra-
2 h e 30 min.
330
E
SINTESI. All'ingresso di Santa Caterina Valfurva prendiamo a sinistra e percorriamo la strada della Valle dei Forni (in diversi punti stretta e priva di protezione), fino al suo termine (parcheggio a valle dell'albergo-rifugio Ghiacciaio dei Forni, m. 2178). Qui parcheggiamo e ridiscendiamo sulla carozzabile, fino al ristoro-rifugio Stella Alpina (m. 2061) in località Campec'. Imbocchiamo una ripida pista sul lato opposto (destro per chi scende) della strada (sentiero 572), che esce dal bosco in prossimità delle baite di Pradaccio di Sotto, che vediamo alla nostra destra (m. 2175). Dopo alcuni tornanti la strada diventa ancora più ripida e conduce alle baite di Pradaccio dei Forni, o Pradaccio di sopra (m. 2298). Più in alto nella pista confluisce un sentiero che viene da destra. Qui lasciamo la pista e seguiamo il sentiero verso destra (sentiero 527) traversando verso est-nord-est e poi verso est. Superata la valletta del corso d'acqua che esce più a monte dal laghetto dei Forni, procediamo quasi in piano e ci riaffacciamo alla Valle dei Forni. Ad un gruppo di baite (Baite dei Forni, m. 2369), poste sulla verticale dell'albergo-rifugio dei Forni prendiamo il sentierino che si stacca sulla destra e scende ripido, con qualche tornantino, ad intercettare la pista Forni-Pizzini poco a monte dell'albergo-rifugio Ghiacciaio dei Forni, al quale infine torniamo.


Pista che sale a Pradaccio

Questa proposta di camminata, alla portata di tutte le gambe, è ideale per coniugare le esigenze di sforzo limitato e suggestione panoramica. Si tratta di un semplice anello che ha come base l'albergo-rifugio Ghiacciaio dei Forni (m. 2178), in Valle dei Forni.
Per percorrerlo dobbiamo raggiungere S. Caterina Valfurva e, all’ingresso del paese (per chi proviene da Bormio) imboccare, sulla sinistra, la stradina asfaltata (stretta e, dopo il primo tratto, ripida) che sale in Valle dei Forni e termina, dopo 6 km, al parcheggio nei pressi del rifugio-albergo dei Forni (m. 2176). Lasciata qi l'automobile, ridiscendiamo a piedi sulla carozzabile fino al ristoro-rifugio Stella Alpina (in località campécc' da fro, m. 2061).


Baite di Pradaccio

Proprio di fronte all’edificio del rifugio troviamo, sul lato destro (per chi scende), una stradina sterrata e la imbocchiamo. La trada sale, ripida, in uno splendido bosco di pini mughi. Apprendiamo da un cartello che la strada conduce in 40 minuti alle baite di Pradaccio dei Forni; si può, inoltre, salire in 2 ore ed un quarto al lago della Manzina ed in 4 ore al monte Confinale (itinerario 572). Imbocchiamo la stradina, che sale, come detto, con pendenza severa, quasi diritta, per un centinaio di metri, verso nord, uscendo quindi dal bosco in prossimità delle baite di Pradaccio di Sotto (li bàita noa, o pradécc' du sot), che vediamo alla nostra destra (m. 2175). La stradina volge a destra e ci porta alle baite, poi volge di nuovo a sinistra e riprende la salita, circondata dai prati.


Il pizzo Tresero visto dal sentiero per le baite dei Forni

Oltre l’imbocco della valle l’arrotondata cima del monte Sobretta, che corona due baite isolate, pare sorridere ai nostri sforzi. Le baite sono costruite con la cosiddetta tecnica del Carden: mentre la parte inferiore è in muratura, quella superiore è interamente in legno, con incastro dei tronchi negli angoli. Alle nostre spalle domina già la presenza che caratterizzerà l’intera escursione, vale a dire il massiccio ed impressionante versante settentrionale del Tresero, con il suo piccolo ghiacciaio sospeso. In direzione dell’interno della valle, infine, sul lato destro comincia ad intravedersi il celebre ghiacciaio dei Forni, con le sue poderose seraccate, uno dei più grandi delle Alpi Centrali. Dopo un tornante dx ed uno successivo sx, la strada diventa ancora più ripida e conduce alle baite di Pradaccio dei Forni, o Pradaccio di sopra (li téa, o pradécc' du sora, m. 2298: un cartello riporta erroneamente 2208 metri). Il panorama si è ulteriormente allargato: mentre il ghiacciaio dei Forni si mostra con scorcio più ampio, sul lato opposto dietro al monte Sobretta  vediamo ora, a destra, la cima del Vallecetta.


Ghiacciaio dei Forni visto dal sentiero per le baite dei Forni

La stradina passa proprio davanti alle baite e prosegue nella medesima direzione, salendo gradualmente fino ad intercettare un largo sentiero che proviene da destra. Lasciamo qui la pista ed imbocchiamo questo sentiero, andando a destra. Si tratta del sentiero 527 che traversa verso est-nord-est e poi verso est, a mezza costa, sulle pendici meridionali del Sass della Manzina. Superata la Val Pisella ed il corso d'acqua che esce più a monte dal laghetto dei Forni, procediamo per un ulteriore chilometro quasi in piano e ci riaffacciamo alla Valle dei Forni. Ad un gruppo di baite (Baite dei Forni, m. 2369), poste sulla verticale dell'albergo-rifugio dei Forni prendiamo il sentierino che si stacca sulla destra e scende ripido, con qualche tornantino, ad intercettare la pista Forni-Pizzini poco a monte dell'albergo-rifugio Ghiacciaio dei Forni, al quale infine torniamo.


Baite dei Forni

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