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Ponte del Baffo

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Ponte del Baffo-Biolo-Pioda-Ponte del Baffo
2 h
190
T
SINTESI. stacchiamoci dalla ss 38 dello Stelvio all’altezza di Ardenno, prendendo a sinistra (se procediamo verso Sondrio) ed imboccando la strada provinciale di Val Masino, che attraversa la frazione di Masino e comincia a salire in valle sul suo versante orientale. Superato ed ignorato lo svincolo a destra per Biolo, attraversiamo una galleria paramassi e raggiungiamo Ponte del Baffo (m. 571), dove parcheggiamo l’automobile ad uno slargo che precede l’edificio dell’antica Osteria del Baffo, sul lato destro della strada, cioè su quello opposto rispetto al ponte sul torrente Masino. Poco a valle rispetto all’osteria troviamo un cartello che indica “Biolo” e “Pioda” e che segnala la partenza di una stradella che comincia a salire in una selva, verso sud. Superato il Cincètt de Spadùn, ad un bivio prendiamo a destra, proseguendo fino al Cincètt di Selve ai Preè. Qui lasciamo la pista scendendo a destra fino alla chiesetta di San Rocco e Sebastiano. Risaliamo poi alla pista che ci porta subito a Biolo. Scendiamo diritti a visitare la chiesa della B. V. Assunta (m. 608), poi risaliamo seguiamo la strada asfaltata, che prosegue verso le case della Pioda. dopo un tornante dx ed uno sx, al successivo dx una mulattiera se ne stacca sulla sinistra e porta direttamente alla chiesa di San Gottardo (m. 694). Seguendo le indicazioni della Via al Baffo passiamo ora a lato di una casa con una meridiana e percorriamo un viottolo che attraversa le case del lato nord-occidentale del paese, portando ad un lavatoio in pietra coperto. Qui inizia la mulattiera che ridiscende a Ponte del Baffo. Nel primo tratto di discesa passiamo appena sopra un prato. Poco più avanti a sinistra della mulattiera vediamo un nuovo Cincètt, quello del Corda. Segue un tratto di marcata discesa, che ci porta di nuovo al bivio incontrato salendo. Ci immettiamo quindi nella mulattiera per la quale siamo saliti e, ripercorrendola in discesa, torniamo infine al Ponte del Baffo, dove recuperiamo l’automobile.


Ponte del Baffo

La località di Ponte del Baffo è la prima che si incontra salendo sulla strada provinciale in Val Masino. Si tratta di poche case sul lato opposto della valle, collegate alla provinciale dal Ponte del Baffo e disposte sul punto di partenza della strada che sale a Cevo e si affaccia alla Costiera dei Cech. Sul lato opposto, cioè su quello della strada provinciale si trova, invece, l’antica Osteria del Baffo, che deve il suo nome al suo antico gestore.
Oggi questi luoghi hanno una veste piuttosto dimessa, ma nei secoli passati qui passava una delle più importanti vie di accesso dalla bassa Valtellina al versante retico della media valle. Prima della bonifica ottocentesca del pian della Selvetta, infatti, l’accesso alla media Valtellina dal fondovalle non era agevole, e comportava il guado del fiume Adda a San Gregorio e l’attraversamento di zone paludose e malsane. Più sicura, anche se più lunga, era la via di mezza costa, che da Dubino saliva ai paesi della Costiera dei Cech, traversando a Caspano, scendendo per la Val Portola a Cevo e di qui, appunto, al Ponte del Baffo, per poi risalire sul versante opposto (orientale) della bassa Val Masino a Biolo. Ponte del Baffo può essere punto di partenza di una facile camminata ad anello, suggestiva e godibilissima in primavera inoltrata ed in autunno, lungo le mulattiere che da questa località salgono ai nuclei di Biolo e Pioda, alle soglie sud-orientali della Val Masino.


Cincett de Spadùn

Per effettuarla stacchiamoci dalla ss 38 dello Stelvio all’altezza di Ardenno, prendendo a sinistra (se procediamo verso Sondrio) ed imboccando la strada provinciale di Val Masino, che attraversa la frazione di Masino e comincia a salire in valle sul suo versante orientale. Superato ed ignorato lo svincolo a destra per Biolo, attraversiamo una galleria paramassi e raggiungiamo Ponte del Baffo, dove parcheggiamo l’automobile ad uno slargo che precede l’edificio dell’antica Osteria del Baffo, sul lato destro della strada, cioè su quello opposto rispetto al ponte sul torrente Masino. Poco a valle rispetto all’osteria troviamo un cartello che indica “Biolo” e “Pioda” e che segnala la partenza di una stradella che comincia a salire in una selva, verso sud.
Dopo un breve tratto la stradella diventa mulattiera e passiamo a destra di una prima santella, il “Cincett de Spadùn”.  Poco oltre, alla nostra sinistra, cioè a monte, vediamo un largo fronte franoso. Proseguiamo salendo protetti di un alto muro a secco alla nostra sinistra, mentre alla nostra destra, seminascosto dalle fronte, appare, sull’altro lato della valle, il paese di Cevo, con il campanile della chiesa di Santa Caterina. La salita porta quindi ad un bivio, segnalato da due cartelli: la mulattiera di destra porta a Biolo, quella di sinistra sale alla Pioda.


Mulattiera

Andiamo a destra, procedendo quasi in piano e superando una sorgente che sgorga da un tubo a sinistra della mulattiera. Più avanti la mulattiera si allarga a stradella e la selva comincia ad aprirsi, regalando, alla nostra destra, un bello scorcio sulla Valle di Spluga e le cime della Merdarola. Più in basso vediamo una fascia di prati. Proseguiamo diritti fino ad una croce in legno e ad un secondo Cincètt, quello di Selve ai Prèe, dove viene raffigurata una Madonna del Rosario con Bambino. Pochi metri più avanti vediamo una stradella che si stacca sulla destra da quella principale. La seguiamo scendendo verso destra (nord), fino  al limite dei prati delle Selve ai Prèe. Sul lato opposto del prato vediamo un casolare. Se proseguiamo verso sinistra ci portiamo alla vicina chiesetta dedicata ai santi Rocco e Sebastiano, raffigurati in un dipinto sulla facciata. Sotto il dipinto si legge la data 1886. Torniamo indietro, alla pista principale, che seguiamo per breve tratto verso sud fino al limite settentrionale del paese di Biolo (m. 608).


Chiesetta di San Sebastiano

Posta in una felice posizione sul dosso boscoso che segna il confine fra Val Masino e versante retico medio-valtellinese, Biolo (biöö, termine che deriva da “betulleus”, quindi da betulla) è una delle più belle frazioni di Ardenno. Il nome deriva dal latino "betulleus", per la presenza di numerose betulle, oppure dal latino medievale "buiolum", sorgente, per la presenza di acque di sorgente.
Feliciano Ninguarda, vescovo di Como, nella sua visita pastorale del 1589, registrava a Biolo 60 fuochi (300-360 anime), mentre nel nucleo centrale di Ardenno ve n'erano solo 40.
Ma cediamo a lui la parola: "Sul declivio del monte vi è Scheneno con 40 famiglie ed un'altra chiesa dedicata a S. Pietro Apostolo, distante due miglia dalla matrice. Sullo stesso monte trovasi Biolo con 60 famiglie, con la chiesa dedicata all'Assunzione della B. Vergine Maria, distante dalla matrice due miglia e mezzo. Sempre sul monte c'è Pioda con 25 famiglie, dove, distante tre miglia dalla matrice, trovasi la chiesa dedicata a S. Gottardo". Il Ninguarda parla anche dell'aspirazione di Biolo ad una figura di pastore che potesse permanentemente occuparsi della popolazione locale: "Durante la visita pastorale gli uomini di Biolo chiesero umilmente al vescovo di dar loro un cappellano e si offrirono di mantenerlo a loro spese. Per questo motivo, vagliate le ragioni da loro addotte, fu loro concesso, senza pregiudizio dei diritti del prevosto di Ardenno loro pastore." La richiesta fu accolta, e la chiesa della Beata Vergine Assunta venne eretta in parrocchia autonoma, staccandosi da Ardenno, nel 1592.

La possiamo visitare scendendo diritti lungo la strada stretta dalle case che hanno conservato in parte l'antico aspetto (ballatoi in legno), fino al sagrato della chiesa. Torniamo poi sui nostri passi e seguiamo la strada asfaltata, che prosegue verso le case della Pioda. dopo un tornante dx ed uno sx, al successivo dx una mulattiera se ne stacca sulla sinistra e porta direttamente alla chiesa di San Gottardo (m. 694), eretta a santuario dal Vescovo di Como, mons. Macchi, nel 1946. Particolarmente interessante è, da qui, il colpo d’occhio sul versante orobico centro-occidentale.
Poco sopra il santuario ci ritroviamo nel cuore del nucleo della Pioda, di cui abbiamo già dato alcune notizie storiche, che ha sempre conservato una propria forte identità, radicata in una vicenda storica che ne testimonia la vitalità nei secoli. La contrada viene sempre menzionata nei diversi documenti che parlano della suddivisione del territorio comunale di Ardenno (talora nella variante di Plota), e contava, agli inizi dell'Ottocento, la non trascurabile cifra di 80 abitanti. Da qui, fra l'altro, partiva la mulattiera che, scendendo al Ponte del Baffo, costituiva la normale via d'accesso alla Val Masino dal versante orientale, sopra Ardenno (ne troviamo ancora l'indicazione sulla parete di una casa: si tratta della "Via al Baffo"). Sul muro di un'abitazione è stata recuperata la scritta, datata 1680, che testimonia di come venne ad abitare qui, da Montagna in Valtellina, un tal Giovanni Faracino.

Seguendo le indicazioni della Via al Baffo passiamo ora a lato di una casa con una meridiana e percorriamo un viottolo che attraversa le case del lato nord-occidentale del paese, portando ad un lavatoio in pietra coperto.


Cincett del Corda

Qui inizia la mulattiera che ridiscende a Ponte del Baffo. Nel primo tratto di discesa passiamo appena sopra un prato. Poco più avanti a sinistra della mulattiera vediamo un nuovo Cincètt, quello del Corda, con una raffigurazione della Madonna delle Grazie. Il suo nome è legato alla famiglia Corda, che lo fece edificare. Nel 1973 la famiglia De Agostini lo fece restaurare. Segue un tratto di marcata discesa, che ci porta di nuovo al bivio incontrato salendo. Ci immettiamo quindi nella mulattiera per la quale siamo saliti e, ripercorrendola in discesa, torniamo infine al Ponte del Baffo, dove recuperiamo l’automobile.


Le Selve ai Prèe

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