In Val d'Arigna, poco al di sotto del crinale fra questa valle e la Val Malgina
a quota 2005 metri

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Il rifugio è stato ricavato nel 1997 da una baita del Comune di Ponte in Valtellina, ed è gestita dall'Associazione degli Amici di Briotti.
Per raggiungerlo, ci si deve inoltrare in valle d'Arigna. Lasciata la statale 38 dello Stelvio in località Casacce (Ponte in Valtellina), si scende al ponte sull'Adda e si imbocca la strada che sale verso Briotti, staccandosene sulla sinistra per raggiungere la centrale Falck dell'Armisa, in località Ca' Pizzini (m. 1041), dove si trova un parcheggio per lasciare l'automobile. Un tratturo conduce poi a Pattini (m. 1275) ed ai prati della Foppa (m. 1360). Qui si trova un bivio, ed un cartello che segnala la direzione per i bivacchi Resnati, Corti e il Rifugio Donati (a destra) e quella per il rifugio Baita Pesciöla (a sinistra). Si segue quindi il ripido tratturo che risale i prati verso est, osservando la testata della val d'Arigna, dalla quale emergono, al centro, il pizzo ed il Dente di Coca, mentre verso ovest si individuano, da sinistra, la cima di Caronno, il pizzo Biorco, il pizzo di Rodes e la punta di S. Stefano.

Superate le baite Moretti (m. 1459), il tratturo prosegue fino alla sommità dei prati, cioè alle due baite Campèi (m. 1647). Si tratta ora di individuare il sentiero che sale nel bosco: per farlo si volga le spalle alla porta della prima baita e ci si diriga verso nord-nord-est, salendo leggermente fino ad incontrare una traccia sempre più marcata che entra nel bosco in corrispondenza di un ometto e di un bollo giallo su una pianta. Raggiunta una radura a 1695 metri, il sentiero piega verso destra ed inizia una lunga traversata verso sud est. Un cartello provvidenziale avverte che, ad un bivio, si deve seguire la traccia di destra. Intorno a quota 1960 si esce dal bosco e, piegando verso destra, si raggiunge facilmente il rifugio, posto alla sommità di un bel dosso.
La salita, che supera un dislivello di 964 metri, richiede circa tre ore.
Dal rifugio si può raggiungere facilmente il valico della Pesciöla (m. 1965), seguendo un sentierino che si dirige, quasi pianeggiante, verso nord nord est. Dal valico partono due sentierini: uno scende verso destra (sud est) in val malgina, alla Foppa di Sotto (m. 1793), l'altro si dirige a nord, piegando poi leggermente a sinistra, passando ad ovest della Motta (m. 1957) e raggiungendo Piàzzola, sopra Castello dell'Acqua.
Se invece ci si dirige verso sud sud est, si giunge ad intercettare il Sentiero Credaro, che valica il crinale fra due valli proprio sotto il monte Pesciöla, per poi scendere alla Foppa di Sotto (m. 1793), in val Malgina.

Dal rifugio, infine, si può scendere all'alpe Druet (m. 1812), seguendo una traccia che, passando in mezzo a due singolari spuntoni di roccia, scende verso sud ovest. Dall'alpe si scende facilmente alle baite Michelini, dalle quali si può tornare alle baite Moretti oppure salire verso sud al bivacco Resnati (m. 1920)
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