Al pianoro delle Zocche, (lago delle Zocche), sopra Albosaggia,
a quota 2016 metri

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Ci sono due modi per raggiungere il bivacco.

- quello più breve parte dall'alpeggio di San Salvatore, raggiungibile da Albosaggia seguendo le segnalazioni (cioè dal rifugio Saffratti, m. 1317). Un sentiero parte dal limite superiore dei prati dell'alpe (alla Ca', m. 1516), risale la valle della Casera (laterale di destra della valle del Livrio), oltrepassando un bacino di raccolta e mantenendosi a fianco di un torrentello, fino a raggiungere il lago della Casera (m. 1920). Risalito un ultimo dosso, si raggiunge un gruppo di baite; l'ultima a sinistra è il rifugio Lago della Casera . Seguendo un comodo tratturo in direzione nord-est, si taglia un dosso e si raggiunge un'ampia conca. Il tratturo la attraversa ad una quota di circa 1900 metri. Per raggiungere il rifugio si può salire a vista in direzione del pianoro sovrastante, oppure seguire un sentierino che si stacca a destra dal tratturo prima che questi tagli un secondo dosso. Si raggiunge così facilmente il bivacco, nascosto dietro un dosso. Se si sceglie questa soluzione, che permette di raggiungerlo in circa due ore, si presti attenzione, poco oltre Campelli, a non seguire una deviazione a destra che, a quota 1750 metri circa, si inoltra a mezza costa nella valle del Livrio e porta al rifugio Caprari.
- una seconda soluzione prevede un percorso più lungo, che però vale la pena di effettuare per la sua panoramicità. In questo caso si parte dall'alpeggio Campelli o località Campei (m. 1316), sempre raggiungibile da Albosaggia. Seguendo un sentiero in diversi punti ripido che parte dal limite superiore della pista di sci, oppure una più comodo tratturo tracciato di recente, si risale il dosso che culmina nella Punta della Piada, staccandosene poco al di sotto della quota 2000, per entrare, seguendo a questo punto il tratturo ed ignorando il sentiero che conduce in cima al pizzo Meriggo, nell'alpe Meriggio. Dopo qualche saliscendi si superano le baite dell'alpe e, sempre seguendo il tratturo, si taglia il crinale che scende dalla punta Portorella, raggiungendo l'ampia conca all'ingresso della quale si trova il sentierino che, staccandosi sulla sinistra, permette di raggiungere facilmente, a quota 2016, il bivacco. In questo caso il tempo di percorrenza sale a due ore e mezza, ma la fatica supplementare è compensata da un ottimo panorama sulla vetta di Rhon, sulla testata della Valmalenco, sul monte Disgrazia e su parte delle cime del gruppo del Masino. Se poi si vuole percorrere una variante interessante, raggiunte le baite dell'alpe Meriggio si imbocca verso sud-ovest un sentiero che conduce, dopo una breve salita, al passo di Portorella, a 2132 metri. Dal passo si scende al pianoro dove si trovano il lago delle Zocche ed un laghetto più piccolo (vedi immagine).

Il dislivello, in entrambi i casi, è di circa 700 metri.
Il bivacco puņ essere base di partenza per diverse escursioni:
- al rifugio Caprari (m. 2130), percorrendo in senso inverso il sentiero verso San Salvatore fino al bivio sopra menzionato e percorrendo una lunga traversata nella costa medio alta della valle del Livrio (lato destro idrografico), su un sentiero che segue il canale di gronda della Sondel (attenzione: bisogna attraversare qualche galleria ed in un caso occorre una torcia). La traversata comporta 380 metri di dislivello e richiede circa un'ora e mezza.
- al vicino rifugio Baita Lago delle Zocche, seguendo il tratturo a quota 1900 verso sud-ovest.

- al pizzo Meriggio (m. 2348), con due possibili itinerari. Il primo e più breve prevede la salita al passo di Portorella, facilmente raggiungibile dal Lago delle Zocche. Raggiunto il passo, a quota 2123, invece di scendere sul versante opposto, cioè all'alpe Meriggio, si percorre un sentierino che segue il crinale verso sud, cioè in direzione opposta rispetto alla cima di Portorella. Il sentiero non è ben visibile e risale il versante settentrionale del pizzo, fino alla cima (m. 2348). Più tranquillo ma anche più lungo è il secondo itinerario: seguendo il tratturo sopra menzionato in direzione dell'alpe Meriggio (quindi verso est), la si attraversa interamente, raggiungendo il dosso oltre il quale la strada comincia a scendere, con diversi tornanti, verso l'alpe Campelli. In prossimità di un cartello di Divieto di caccia ci si stacca dalla strada per imboccare un sentiero che aggira ad est la punta della Piada e raggiunge la baita Meriggio (m. 2107). Dalla baita si sale facilmente alla vetta su una comoda traccia di sentiero. Questa ascensione, oltre ad essere assai facile, ha il pregio di essere estremamente panoramica, sia sul versante retico che su quello orobico. Il dislivello è di 382 metri. La prima soluzione richiede circa un'ora e mezza, la seconda circa due ore e mezza.
- al pizzo Campaggio (EE, m. 2502). Si raggiunge il vicino rifugio baita Lago della Casera, per poi salire verso sud est, raggiungendo la sommità di un dosso dove si trova una traccia di sentiero che conduce ai piedi della cresta collocata fra i pizzi Meriggio e Campaggio. Si sale quindi sulla cresta, puntando ad una bocchetta sulla quale si trova un grande masso a forma di gerlo (campacc, in dialetto; da qui la denominazione del pizzo). Dalla bocchetta, prestando molta attenzione Il versante è ripido e scivoloso), si sale alla vetta, in direzione sud-ovest. Il dislivello è di 536 metri, ed il tempo necessario è di circa due ore.


Massimo Dei Cas
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