GALLERIA DI IMMAGINI; CARTA DEL PERCORSO

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Passo dello Spluga-Lago Berseeli-Lago Azzurro-pizzo della Casa
2h
410
EE
Passo dello Spluga-Lago Berseeli-Lago Azzurro-pizzo della Casa-Vallone della Zocapèl-Montespluga-Passo dello Spluga
4 h e 30 min.
620
EE
SINTESI. Parcheggiata l'automobile al passo dello Spluga (m. 2115), ci portiamo sul lato orientale del passo dove parte, in corrispondenza del confine, un marcato sentiero che ne risale il versante, in territorio elvetico,verso est. Il sentiero, bel segnalato e marcato, porta ad un ripiano, poi riprende la salita più ripido, con diversi tornanti, infilandosi infine nel corridodio che porta al ripiano del lago Berseeli (m. 2312). Restando a destra del lago proseguiamo piegando gradualmente a destra, in direzione del selvaggio vallone che chiude il pianoro a sud. Seguendo i segnavia bianco-rosso-bianchi, saliamo faticosamente fra grandi blocchi e nevaietti, stando sul lato destro del vallone. L'ultima parte della salita è la più ostica, perché ci muoviamo fra roccette talora un po' esposte ed anche bagnate. Un traverso a sinistra su una modesta cornice un po' esposta e bagnata ci porta al limite di un nevaietto che risaliamo diritti per pochi metri, prima di toccare finalmente la soglia del ripiano del lago Azzurro (m. 2445; memorizziamo il percorso per l'eventuale ritorno). Rientriamo in territorio italiano (segnavia bianco-rossi) ed ignoriamo i segnavia che ci portano a sinistra. Restiamo così a destra del lago (indicazione C15, per Monte Spluga), traversando il ripiano nei pressi della sua riva occidentale, verso sud-est, fino al suo limite meridionale (qui una strozzatura lo divide da un laghetto satellite). In corrispondenza della strozzatura lasciamo la via dettata dai segnavia e pieghiamo a destra, salendo per facili balze in direzione del crinale che scnde verso nord-est dal pizzo della Casa. Poco sotto il crinale proseguiamo traversando con qualche saliscendi (qualche ometto ci aiuta, ma non ci sono segnavia), fino ad un grande vallone battuto da slavine, dove pieghiamo decisamente a sinistra e ci portiamo all'ampio ripiano che ospita la modesta e panoramiccisima cima del pizzo della Casa (m. 2522), che raggiungiamo procedendo con attenzione fra grandi blocchi. Tornati sulle rive del lago, scegliamo se ridiscendere per la medesima via di salita oppure per la più lunga via del vallone della Caurghetta, o Zocapèl (segnavia biancorossi del percorso C15). In questo secondo caso prendiamo a destra e dopo un arco di cerchio ci affacciamo al ripido valone, che il sentiero piegando a destra (sud-ovest) scende fra grandi blocchi (attenzione), Dopo il rimo tratto il sentiero assume la direzione sud. A quota 2350 la pendenza si addolcisce. Poi pieghiamo a destra e proseguiamo la discesa fra le ultime pietraie e le balze erbose, fino alla sospiratissima ss 36 dello Spluga, seguendo la quale raggiungiamo Montespluga. Sfruttando lantico tracciato della via dello Spluga di qui saliamo al passo dello Spluga.


Dal passo dello Spluga (m. 2115) è possibile effettuare un'escursione relativamente breve ma non banale a due splendidi laghetti che occupano altrettanti ripiani adagiati sull'ampio versante occidentale del gruppo del Suretta. Si tratta del Bergseeli, in territorio elvetico, e del lago Azzurro, in territorio italiano. L'escursione, infatti, si articola intorno al confine fra i due stati.


Il passo dello Spluga (clicca per ingrandire l'immagine)

Saliti da Chiavenna al passo dello Spluga (m. 2115), parcheggiamo l'automobile nei pressi del casello sul confine italiano e varchiamo a piedi la frontiera. Pochi passi oltre il confine, sulla destra, troviamo, accanto ad una carta della Rheinwald elvetica, una serie di cartelli, uno dei quali indica la partenza dell'evidente sentiero che sale al lago Bergseeli (30 minuti) ed al lago Azzurro (un'ora). Diciamo subito che le indicazioni di tempo possono funzionare per il primo laghetto, mentre per il secondo sono decisamente ristrette, perché se il dislivello è contenuto, il terreno sul quale si procede è una scorbutica ed impegnativa pietraia.


Il passo dello Spluga (clicca per ingrandire l'immagine)

Comunque fino al Bergseeli il sentiero è largo, anche se, dopo il primo tratto, diventa abbastanza ripido e risale con serpentine il versante erboso ad oriente del passo, in direzione est-nord-est. Ci accompagnano i segnavia svizzeri, bianco-rosso-bianchi. La monotonia della salita è stemperata dall'ottimo colpo d'occhio sulla Valle Spluga elvetica e sulle pallide cime che sovrastano il nucleo di Splügen. Nell'ultimo tratto il sentiero propone alcuni passaggi esposti, ma con la dovuta attenzione procediamo sicuri. Ci avviciniamo così alla soglia dell'ampio ripiano del Bergseeli, ma prima di accedervi dobbiamo superare uno scorbutico passaggio su un breve corpo franoso, piccola anticipazione di quanto ci attende nella salita dal Bergseeli al lago Azzurro. Intanto alle nostre spalle emerge imponente, alto sopra il passo dello Spluga dal lato opposto rispetto al nostro, il pizzo Tambò (m. 3279), massima elevazione della Valle Spluga, mentre alto davanti a noi comincia a profilarsi il pizzo Suretta.


Il lago Berseeli (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Dopo un tratto in piano, ecco su un masso l'indicazione del lago Bergseeli (m. 2309), che pochi passi più avanti si fa finalmente vedere, con la sua forma arrotondata e l'aspetto tranquillo. Neppure l'insistente sguardo del Suretta sembra scomporlo. Il sentiero passa nei pressi della sua riva meridionale e l'invito ad una sosta è forte. Guardando verso nord, vediamo le pallide cime che sovrastano Splügen, lo Steilerhorn, l'Alperschellihorn, i pizzas d'Annarosa e il piz Béverin. Più a destra vediamo lo scuro profilo degli Schwarzhörner (Corni Neri), che si connettono con la cresta del Suretta. A sud-est vediamo poi il versante franoso che precede la soglia al più alto ripiano del lago Azzurro.


Il lago Berseeli (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Proseguendo sul sentiero, scopriamo ben presto che questo tende a dileguarsi. Restano i segnavia, che suggeriscono il percorso più razionale fra i massi caotici che occupano il lato destro del versante. Procediamo verso sud-est e poi sud, avvicinandoci al fianco destro del vallone, presso un nevaietto. Si sale usando anche un po' il naso, e con la massima attenzione, perché a tratti che propongono un'agevole scalinatura si alternano tratti in cui ci si deve muovere con cautela, per evitare di svicolare e finire con caviglia e gamba in qualche buco. Un episodio curioso che ho avuto modo di osservare conferma l'insidia del percorso. Giunto a metà della salita, sento alle mie spalle dei guaiti. Due escursionisti procedevano, più in basso, con due bei cani neri, di taglia media. Uno di questi aveva cominciato a guaire impaurito; se ne stava arroccato su un masso, tentando timidamente di procedere, ma desistendo ad ogni tentativo. Il padrone gli allungava le mani per aiutarlo, ma questo non ne voleva sapere. Così i due se ne sono tornati a valle. L'ultima parte della salita è la più ostica, perché ci muoviamo fra roccette talora un po' esposte ed anche bagnate. Un traverso a sinistra su una modesta cornice un po' esposta e bagnata ci porta al limite di un nevaietto che risaliamo diritti per pochi metri, prima di toccare finalmente la soglia del ripiano del lago Azzurro. Memorizziamo questo passaggio per il ritorno e procediamo fra rocce arrotondate.
Lasciamo alla nostra sinistra i segnavia che portano sul versante ad oriente del lago (si tratta del percorso che traversa al bivacco Suretta) e procediamo verso destra, nella direzione indicata da una segnalazione su un masso sovrastato da un ometto (Monte Spluga C15). Stiamo rientrando in Italia, ed un cippo di confine ce lo ricorda. In breve giungiamo in vista dello splendido lago Azzurro (m. 2445), che occupa buona parte dell'ampio pianoro ai piedi del versante occidentale degli Schwarzhörner (Corni Neri), nel gruppo del Suretta. Tocchiamo la sua riva settentrionale, ed il luogo sembra davvero favorire un'ampia pausa di riposo e meditazione. Mentre alla nostra sinistra sono sempre i cupi Schwarzhörner, nel gruppo del Suretta, ad affermare la loro signoria su questi luoghi, a destra il pizzo Tambò mostra tutto il suo splendore. A sinistra del pizzo vediamo una larga gobba di roccette che pare insignificante. In realtà si tratta di un pizzo (non lo si direbbe davvero da qui), il pizzo della Casa, che, visto da Montespluga, appare un aspro torrione che sovrasta, appunto, la “Casa” per eccellenza, la Cantoniera dello Spluga. Può costituire la meta dell'escursione.
I segnavia (che ora sono bianco-rossi) ci indicano la traccia intermittente di sentiero che contorna la riva occidentale del lago. Passiamo così a sinistra di un ricovero in pietra addossato ad un grande masso. Con qualche saliscendi, raggiungiamo la riva meridionale del lago, dove una strozzatura separa lo specchio più ampio del lago, a nord, dalla sua propaggine meridionale. I segnavia proseguono verso la bocchetta della Zocapèl, che si affaccia sul vallone omonimo.


Il lago Azzurro (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Più o meno all'altezza della strozzatura fra i due segmenti del lago li lasciamo, però, alla nostra sinistra e pieghiamo a destra, per salire in cima al panoramicissimo pizzo della Casa. Nessun segnavia, solo qualche ometto, qua e là. La salita avviene dunque senza percorso obbligato, ma su un terreno non difficile.


Panorama dal sentiero di salita al pizzo della Casa (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Portiamoci quasi a ridosso della crestina rocciosa che scende a nord-est dal pizzo. Procediamo poi con tratti in piano e brevi salite, fra nevaietti, corridoi erbosi e facili canalini. Se perdiamo gli ometti, prendiamo come riferimento un largo canalone spianato dalle slavine: quando giungiamo sul suo bordo, pieghiamo a sinistra e, salendo fra facili roccette, guadagniamo la spianata che precede la cima del pizzo della Casa. Ci accoglie un grande ometto. Poco oltre, la modesta gobba che segna la cima del pizzo, sul quale è posto un treppiedi per le rilevazioni trigonometriche. Prima di raggiungerlo dobbiamo superare una crestina di massi esposta, soprattutto sul lato destro. Ancora una volta facciamo ricorso a tutta la cautela del caso, e siamo infine ai 2522 metri della cima del pizzo della Casa.


Panorama dal pizzo della Casa (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Il panorama è decisamente interessante. A sud si apre il solco della Valle Spluga e della Val Chiavenna (ma non si vede il fondovalle), incorniciate dal monte Legnone, propaggine occidentale della catena orobica. Più a destra vediamo le più importanti cime delle Lepontine, pizzo Quadro, pizzo Ferrè e pizzo Tambò. A nord le già citate cime della Valle Spluga elvetica ed il gruppo del Suretta. Ad est i pizzi Emet, Mater e Groppera. Le due ore approssimative di cammino sono dunque adeguatamente ripagate.


Discesa dal pizzo della Casa e lago Azzurro (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Il ritorno può ovviamente sfruttare la via di salita, ma c'è anche la possibilità di un percorso ad anello, per la verità abbastanza faticoso. Tornati sulle rive del lago Azzurro possiamo, infatti, proseguire verso destra, seguendo i segnavia che ci portano alla già citata bocchetta della Zocapèl. Dalla bocchetta ottimo è il colpo d'occhio sul lago di Montespluga. Il sentierino traversa alto su un ripido versante erboso, poi piega a destra e scende lungo un ripido canalino, che introduce allo scorbutico vallone della Zocapèl (vallone della Caurghetta sulla carta IGM), in gran parte occupato da sfasciumi, procediamo, così, verso sud, seguendo i segnavia che dettano il percorso meno difficoltoso. Anche qui la cautela deve essere massima, perché uno scivolone è sempre dietro l'angolo. A quota 2350 la pendenza si addolcisce. Poi pieghiamo a destra e proseguiamo la discesa fra le ultime pietraie e le balze erbose, fino alla sospiratissima ss 36 dello Spluga, che tocchiamo a poca distanza dall'ingresso al nucleo di Montespluga.
Bisogna però tornare al passo, e ci attende quindi un'oretta di cammino. Raggiunta Montespluga, possiamo procedere sulla strada statale oppure sulla più breve e diretta Via Spluga, fino al colle del passo dello Spluga, dove ritroviamo l'automobile. L'intera escursione ad anello richiede circa 4 ore e mezza (dislivello in altezza: 620 metri circa). Per evitare l'antipatica salita terminale, è però consigliabile tornare per la medesima via di salita, dopo aver ben memorizzato l'itinerario di salita dal lago Bergseeli al lago Azzurro.


Il lago Azzurro (clicca qui per ingrandire l'immagine)

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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