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ANELLO OUR-VERDEL-MERLA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Our-Verdel-Merla-Rifugio Granda-Our
4 h
420
E
Our-Verdel-Merla-Rifugio Granda-Our
5 h e 30 min.
450
E
SINTESI. Saliamo con l’automobile a Buglio in Monte. Prima di raggiungere la piazza del Municipio, prendiamo a destra (indicazione per i maggenghi) ne poi subito a sinistra (indicazioni per Our e Merla), salendo su una stretta via che si porta alla parte alta del paese. Qui prendiamo a sinistra ed imbocchiamo la carrozzabile per Our e Merla. Proseguiamo diritti, ignorando una deviazione a sinistra ed una a destra. Dopo un lungo traverso a sinistra passiamo per le baite di Our di Fondo e dopo una coppia di tornanti sx-dx-sx, giungiamo all’ultimo tornante dx prima di Our di Cima. Lo riconosciamo perché in corrispondenza del tornante, sulla sinistra, parte una pista sterrata che sale all’alpe ed al rifugio Granda. Ci conviene parcheggiare qui l’automobile (m. 1300), perché più avanti è più difficile trovare spazio, e percorrere l’ultimo tratto della strada fino ad Our di Cima a piedi. Dopo un buon tratto usciamo dal bosco alle baite di Our di Cima (m. 1398). Seguendo il cartello "Verdel" imbocchiamo una stradella che va a destra, passando a valle di poche baite e raggiungendo il limite della pecceta. Qui imbocchiamo un sentiero non segnato sulle carte, ma ben marcato, che procede verso nord-ovest, in direzione del vallone centrale dell’alta Val Primaverta. Nel primo tratto sale molto gradualmente, poi si impenna e comincia a salire deciso sul fianco occidentale del lungo dosso che dai maggenghi di Melè e Calèc sale all’alpe Verdel. Procediamo nell’ombrosa e fiabesca pecceta, che finalmente si apre alla parte bassa dei prati del Verdel. Ne usciamo su lato sud-occidentale dei prati, e dobbiamo salire ancora per un tratto prima di raggiungere il ripiano con le baite, che si stende appena a nord di un caratteristico poggio boscoso. Giunti all’alpe Verdel (m. 1716), ci troviamo ad un trivio, al quale andiamo a sinistra (guardando a monte): dopo una breve traversata in piano nei prati verso ovest, sul limite della pecceta troviamo un marcato sentiero che passa per un baitello e compie una lunga traversata verso ovest, sempre restando all’ombra della pecceta. Dopo una quarantina di minuti il sentiero esce dalla pecceta sul limite orientale dell’alpe Merla (m. 1734). Passiamo appena sotto una baita isolata e siamo ad un trivio: alla nostra destra un sentiero rientra nella pecceta e sale ad intercettare il sentiero per Scermendone, davanti a noi un sentiero appena accennato procede in piano verso l’alpe Grande, alla nostra sinistra, infine, un sentiero scende al limite inferiore dei prati appena oltre il poggio boscoso e rientra nella pecceta. Esclusa la prima possibilità, scegliamo fra le rimanenti: se procediamo diritti, verso ovest, ci portiamo in una quarantina di minuti, traversando in piano, all’alpe ed al rifugio Granda (m. 1680); poco più avanti, sulla sinistra, oltre una macchia di abeti, troviamo il punto di arrivo della pista sterrata che, seguita in discesa, ci riporta all’automobile. Più breve è la seconda possibilità: se imbocchiamo il sentiero che scende a sinistra, verso ovest-sud-ovest, sul ripido versante boscoso, in breve intercettiamo l’antica mulattiera Our-Granda. Seguendola verso sinistra (sud-est) torniamo infine al maggengo di Our di Cima, dal quale, seguendo la carrozzabile, ridiscendiamo al tornante sx presso il quale abbiamo parcheggiato l’automobile.


Our di Cima: verso Verdel

Le splendide peccete che ricoprono la parte alta del versante retico sopra Buglio in Monte sono un invito alla camminata, mai troppo impegnativa, mai troppo banale. I diritti abeti disegnano le note di una sinfonia accattivante, che tocca corde profonde nell’animo dell’escursionista. Fra i molteplici anelli che possono essere disegnati in questi scenari il più semplice è quello che unisce il maggengo di Our di Cima agli alpeggi del Verdel e della Merla.
Per percorrerlo saliamo con l’automobile a Buglio in Monte. Prima di raggiungere la piazza del Municipio, prendiamo a destra (indicazione per i maggenghi) ne poi subito a sinistra (indicazioni per Our e Merla), salendo su una stretta via che si porta alla parte alta del paese. Qui prendiamo a sinistra ed imbocchiamo la carrozzabile per Our e Merla. Proseguiamo diritti, ignorando una deviazione a sinistra ed una a destra. Dopo un lungo traverso a sinistra passiamo per le baite di Our di Fondo e dopo una coppia di tornanti sx-dx-sx, giungiamo all’ultimo tornante dx prima di Our di Cima. Lo riconosciamo perché in corrispondenza del tornante, sulla sinistra, parte una pista sterrata che sale all’alpe ed al rifugio Granda. Ci conviene parcheggiare qui l’automobile (m. 1300), perché più avanti è più difficile trovare spazio, e percorrere l’ultimo tratto della strada fino ad Our di Cima a piedi.


Sentiero Our di Cima-Verdel

Dopo un buon tratto usciamo dal bosco alle baite di Our di Cima (m. 1398). Il curioso nome nasce dal tentativo di translitterare in forma francese il toponimo locale “Lür”. Al termine della carrozzabile partono due stradelle: quella di sinistra rappresenta la partenza dell’antica mulattiera per l’alpe Granda, mentre quella di destra, come segnala un cartello, porta alla partenza del sentiero per l’alpe Verdel. Seguiamo quest’ultima, passando a valle di poche baite e raggiungendo il limite della pecceta. Qui imbocchiamo un sentiero non segnato sulle carte, ma ben marcato, che procede verso nord-ovest, in direzione del vallone centrale dell’alta Val Primaverta. Nel primo tratto sale molto gradualmente, alternando tratti nel bosco a tratti all’aperto. Attraversa così tre valloncelli che più in basso si uniscono a formare il solco principale della Val Primaverta. Poi il sentiero si impenna e comincia a salire deciso sul fianco occidentale del lungo dosso che dai maggenghi di Melè e Calèc sale all’alpe Verdel. Procediamo nell’ombrosa e fiabesca pecceta, che finalmente si apre alla parte bassa dei prati del Verdel. Ne usciamo su lato sud-occidentale dei prati, e dobbiamo salire ancora per un tratto prima di raggiungere il ripiano con le baite, che si stende appena a nord di un caratteristico poggio boscoso.


Verdel

Giunti all’alpe Verdel (m. 1716), godiamo del bel colpo d'occhio verso sud: si mostrano in primo piano la Val Tartano e la Val Gerola, ci troviamo ad un trivio: alla nostra destra (guardando a monte) partono un sentiero che sale verso Scermendone ed un sentiero che traversa in piano all’alpe Oligna, mentre alla nostra sinistra parte un sentiero che traversa in piano all’alpe gemella della Merla, che già distinguiamo più o meno alla nostra stessa altezza. Imbocchiamo quest’ultimo, seguendo un cartello: dopo una breve traversata in piano nei prati verso ovest, sul limite della pecceta troviamo un marcato sentiero che passa per un baitello e compie una lunga traversata verso ovest, mantenendosi su una quota approssimativa di 1710 metri. Sentiero singolare: non è segnato sulle carte, ma è ben marcato ed ha un fondo incredibilmente regolare e riposante, costituito da aghi di pino, senza sassi o irregolarità. Riattraversiamo così tranquillamente la parte alta della Val Primaverta, sempre restando all’ombra della pecceta.


Alpe Merla

Dopo una quarantina di minuti il sentiero esce dalla pecceta sul limite orientale dell’alpe Merla (m. 1734), che assomiglia singolarmente al Verdel: anche qui i prati stanno appena a nord di un cocuzzolo boscoso. Passiamo appena sotto una baita isolata e siamo ad un trivio: alla nostra destra un sentiero rientra nella pecceta e sale ad intercettare il sentiero per Scermendone, davanti a noi un sentiero appena accennato procede in piano verso l’alpe Grande, alla nostra sinistra, infine, un sentiero scende al limite inferiore dei prati appena oltre il poggio boscoso e rientra nella pecceta.


Apri qui una panoramica verso sud dall'alpe Merla

Esclusa la prima possibilità, scegliamo fra le rimanenti: se procediamo diritti, verso ovest, ci portiamo in una quarantina di minuti, traversando in piano, su sentiero poco marcato, fra abeti e radure, all’alpe ed al rifugio Granda (m. 1680); poco più avanti, sulla sinistra, oltre una macchia di abeti, troviamo il punto di arrivo della pista sterrata che, seguita in discesa, ci riporta all’automobile.
Più breve è la seconda possibilità: se imbocchiamo il sentiero che scende a sinistra, verso ovest-sud-ovest, sul ripido versante boscoso, in breve intercettiamo l’antica mulattiera Our-Granda. Seguendola verso sinistra (sud-est) torniamo infine al maggengo di Our di Cima, dal quale, seguendo la carrozzabile, ridiscendiamo al tornante sx presso il quale abbiamo parcheggiato l’automobile.


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CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

Mappa del percorso - particolare della carta tavola elaborata da Regione Lombardia e CAI (copyright 2006) e disponibile per il download dal sito di CHARTA ITINERUM - Alpi senza frontiere

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