CARTA DEL PERCORSO - GALLERIA DI IMMAGINI - ESCURSIONI A SONDRIO

Vigneti della Sassella

Il grande regista Ermanno Olmi, da sempre interprete e cantore dell'ethos della vita legata alla terra, ha firmato nel 2009 un film documentario intitolato "Rupi del vino" e dedicato all'intarsio di vigneti ricavati, con sudore, terra di riporto e muretti a secco di sapiente architettura, là dove sembrava regnare incontrastata la roccia asciugata dal sole.
Questo lavoro, che ha richiesto secoli di certosina pazienza e dedizione, rimanda ad un contesto storico nel quale, soprattutto a partire dal XVI secolo e dalla signoria delle Tre Leghe Grigie, ha reso il vino una risorsa economicamente preziosa e la Valtellina una terra in posizione strategica nei commerci con i paesi di lingua tedesca, ottimi acquirenti del prodotto. L'eccezionalità di una grande valle alpina con orientamento est-ovest e quindi con un versante settentrionale ottimamente esposto al sole ha permesso, con buona pace della latitudine, lo sviluppo di una vitivinicoltura di grande qualità ed ha determinato una corsa alla colonizzazione del versante retico della bassa e media Valtellina, tappezzato da vigneti curati con passione, sapienza e tenacia.
Fra i segmenti più pregiati quello contiguo alla rupe della Sassella merita una visita che, in primavera ed in autunno, rappresenta una camminata alla portata di tutti, che ripaga ampiamente gli sforzi in termini di suggestioni, colori e profumi. Quella proposta è solo una delle tante camminate possibili, alla portata delle gambe di tutti e godibilissima in primavera ed autunno, ma anche nelle belle giornate invernali.

LA CAMMINATA DEI VIGNETI SOPRA SONDRIO

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Via Valeriana-Rocce rosse-Via Valeriana
1 h e 30 min.
150
T


Sondrio vista dal primo tratto della camminata

All’imbocco della salita con la quale inizia la tangenziale di Sondrio (per chi viene da Milano) ce ne stacchiamo sulla destra percorrendo il primo svincolo per Sondrio. Dopo un lungo rettilineo giungiamo ad una rotonda alla quale impegniamo la terza uscita (indicazioni per la Valmalenco). Proseguiamo fino all’inizio della salita della strada per la Valmalenco ma, invece di percorrerla, la lasciamo prendendo a sinistra e poi subito a destra, entrando nella via Valeriana.
Parcheggiamo qui, (m. 295) in corrispondenza di un cartello che segnala il sentiero 386 (Sant’Anna viene data ad un’ora, Pradella di sotto ad un’ora e 40 minuti e Ligari a 3 ore). Sul lato opposto del piazzale, rispetto al cartello, vediamo una scalinata che ci introduce ad una stretta stradella con fondo in cemento e pietre lisce, delimitato a destra da muri a secco (segnavia bianco-rossi). La stradella sale decisa fra i vigneti a monte di via Valeriana, di cui possiamo gustare davanti a noi la complessa architettura. Se, sostando per riprendere fiato, guardiamo alle spalle vediamo invece un ottimo colpo d’occhio su Sondrio, dominata dalla Torre ligariana ed incorniciata dal lontano gruppo dell’Adamello.


Stradella con fondo in cemento

Poco prima che il tratto con fondo in cemento termini per lasciare il posto ad un sentiero sterrato, vediamo a destra un’apertura fra i muretti che introduce ad un sentierino che sale diritto e molto ripido. Annotiamolo mentalmente perché potrebbe essere un’alternativa per coloro che temono i passaggi esposti. Proseguiamo sul sentierino, mentre alta, alla nostra destra, campeggia la scritta “Rocce rosse”, uno dei più celebrati brand della famiglia dei vini Sassella. Poco più avanti il sentiero volge a destra ed un cartello del sentiero 386 (che dà Sant’Anna a 35 minuti) ci indica la nuova direzione.
Saliamo per breve tratto diritti verso monte, poi pieghiamo a destra, sfruttando un roccione (ovviamente rossastro) nel quale il sentiero è intagliato. Si tratta di un breve passaggio esposto, per cui l’attenzione deve essere massima. Se poi la roccia è bagnata, meglio scegliere la variante. Infatti poco più avanti il sentiero viene raggiunto sul lato destro da un ripido sentierino, lo stesso di cui abbiamo notato la partenza più in basso (sale fin qui con andamento molto ripido ma sicuro). Abbiamo davanti, su un alto muraglione in cemento, la scritta “Rocce rosse”. Procediamo un tratto in quella direzione, poi pieghiamo a sinistra e ci portiamo ad una scaletta in cemento, che ci porta ad una stradina asfaltata (m. 447), il punto più alto di questa camminata. Si tratta della stradina che porta dall’ex-convento San Lorenzo a Triasso, passando poco sotto la frazione di Sant’Anna.


Salendo dal parcheggio

Un gruppo di cartelli ci chiarisce le idee. Andando a sinistra (sentiero 306) traversiamo in 40 minuti a Triasso, dal quale poi in 20 minuti si può scendere al santuario della Sassella. Nella medesima direzione è data a 40 minuti anche la frazione di Sant’Anna (che si raggiunge lasciano poco più avanti la stradina ed imboccando sulla destra un sentiero che sale ad una stradina superiore, che poi va percorsa verso destra: è questa la prosecuzione del sentiero 386). Infine prendendo nella direzione opposta, cioè a destra, i cartelli segnalano S. Bartolomeo a 25 minuti, Maioni a 30 e Sondrio-Piazza Campello ad un’ora.
Seguiamo questa direzione, lasciando quindi il sentiero 386 per percorrere un tratto del sentiero 306. Procediamo in leggera discesa, in direzione dell’inconfondibile complesso dell’ex-convento di San Lorenzo. Protagonisti restano però gli splendidi vigneti a monte ed a valle della stradina. Passiamo così poco sotto la frazione di Colombera, giungendo ad un bivio: ignorata la strada asfaltata che sale alle sue case, lasciamo anche il percorso 306 e proseguiamo scendendo verso destra, su una pista con fondo erboso che passa proprio sotto il convento di San Lorenzo.


Passaggio su roccia nel sentiero

Qualche notizia su questa luogo che caratterizza così fortemente il panorama sondriese non stona affatto. In origine castello di San Giorgio della famiglia dei Capitanei di Sondrio, divenne monastero quando venne donato nel 1100 all'abbadessa Boniza, alle monache e alla chiesa dei Santi Lorenzo e Giorgio, edificata "infra castrum quod dicitur castello Sancti Laurentii", insieme a terre e decime di due fondi recintati siti nelle vicinanze della medesima chiesa. Venne così fondato un monastero femminile di osservanza benedettina, che durò fino al 1805, con significativo numero di religiose. Nel 1624, per sempio, sono attestate ventuno professe e converse, più sette educande, mentre nel 1781 il cenobio era costituito da trentatré professe e sette converse.
A valle del monastero si stendevano (e si stendono ancora oggi) splendidi vigneti delle cui rendire le monache fruivano per il sostentamento. Nel 1805 le disposizioni napoleoniche portarono alla chiusura del monastero, che passò al demanio diventando sede della guardia di finanzia, carcere, ricovero, caserma ed osteria, finché nel 1888 fu affidato alle suore dell'Ordine di Santa Croce di Metzingen, che vi aprirono un istituto feminile e successivaente un asilo. Dal 2008, infine, rimase inutilizzato ed è stato nel 2013 posto in vendita.


Stradina che scende verso San Lorenzo, passando sotto Sant'Anna

Riprendiamo il racconto della camminata. Ad un nuovo bivio, lasciamo la strada asfaltata e prendiamo ancora a destra, scendendo su un viottolo con fondo selciato, incontrando una cappelletta nella quale è raffigurata una Madonna con Bambino. Il viottolo si immette sulla strada provinciale per la Valmalenco, che seguiamo per un breve tratto scendendo verso destra, fino al primo tornante sx. Qui la lasciamo per scendere lungo una stradina (via Sertoli) a fondo chiuso, che scende verso destra. Giunti, in breve, al suo termine troviamo la partenza di un sentierino che corre fra i vigneti. Con un po’ di attenzione, per qualche tratto esposto, lo seguiamo scendendo in pochi minuti ad intercettare la stradella in cemento che abbiamo percorso salendo. La seguiamo scendendo verso sinistra ed in breve ci ritroviamo al parcheggio dove abbiamo lasciato l’automobile. L’alternativa per chi non volesse percorrere il sentierino è di seguire la provinciale per la Valmalenco che, dopo un tornante sx ed il successivo dx, raggiunge Sondrio. Appena prima del suo termine una scaletta in cemento sul suo lato destro ci riporta al parcheggio.


Il punto terminale del viottolo con fondo selciato, sotto l'ex-convento di San Lorenzo

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