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I prati della Brusada

I prati della Brusada (brüsada) sono l’alpeggio di Cercino, che si stende su una lunga fascia di prati (dai 1400 metri del limite inferiore ai 1584 metri delle sue baite più alte, dove si trova anche una cappelletta). Si tratta anche di un importante crocevia: alla loro parte bassa giungono, infatti, sentieri che salgono dai prati Nestrelli, da Cercino e dai prati di Bioggio (termine connesso con la voce dialettale “bedoia”, betulla, oppure con “Biogio”, soprannome personale), mentre dalla loro parte alta partono sentieri per l’alpe Bassetta, l’Oratorio dei Sette Fratelli ed i prati di Bioggio. Si tratta di sentieri ben tracciati, nessuno dei quali, però, è segnalato da segnavia. Come troviamo scritto in un cartello che si trova nella loro parte alta, i prati appartenevano, un tempo, alle famiglie di Cercino, ed alle loro baite si appoggiavano i pastori di Cercino “per la monticazione degli aridi pascoli alti, strappando alle rocce il duro fieno selvatico che le mucche non potevano raggiungere e lasciando il resto all’intraprendenza delle pecore e delle capre”. Durante gli anni 1944 e 1945 furono anche rifugio di un importante nucleo di Partigiani, che ripiegò qui dopo la battaglia di Buglio (16 giugno 1944) e che costruì, oltre 300 metri più in alto, anche un rifugio di emergenza in caso di rastrellamenti, la Barac(h)ia di Partigian. Oggi questi prati sono per metà occupati da sterpaglia, e suscitano, quindi, un mesto senso di abbandono, anche se nella bella stagione sono ancora frequentati da chi vi cerca momenti di tranquillo riposo e stacco dagli affanni del tempo.


Il rifugio Consorzio Prati della Brusada

Ad est dei prati si trova, poi, un rifugio allestito a cura del Consorzio dei Prati della Brusada (m. 1608), aperto a tutti (bisogna però telefonare a Ivano - 3484036511 -, Alfio - 3397722028 - o Franco 3398258953 - per farsi comunicare la combinazione necessaria per aprire il lucchetto della nicchia nella quale è riposta la chiave).


Apri qui una panoramica dai Prati della Brusada

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PRATI NESTRELLI-BRUSADA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Prati Nestrelli-Brusada
1 h
400
E
SINTESI. Dal centro di Cino, acquistato il pass giornaliero presso il bar, saliamo in automobile alla parte alta, seguendo una carozzabile che passa a destra del centro sportivo e raggiunge subito un bivio, al quale prendiamo a destra, salendo con diversi tornanti fino ai prati Nestrelli. La pista confluisce con la pista tagliafuoco della Costiera dei Cech occidentale. Parcheggiamo qui, ad una quota di circa 1300 metri e ci incamminiamo sulla pista tagliafuoco verso est, passando a monte dei Prati Nestrelli. Ignoriamo sul suo lato sinistro il sentiero segnalato che sale all'alpe Bassetta, attraversiamo la valle Scemola (che confluisce, più in basso, nella valle di Siro) e proseguiamo fino ad uno slargo caratterizzato da grandi blocchi di pietra che sostengono la pista sul versante a monte. Qui vediamo la partenza di un evidente sentiero, non segnalato, che per breve tratto sale diritto, poi piega a destra e prosegue quasi pianeggiante. Pià avanti scarta bruscamente a sinistra e sale ai ruderi di Cuper (o Coper) Volt (m. 1311). La salita prosegue decisa con rapidi tornantini, poi il sentiero volge a destra ed assume un andamento est-nord-est, attraversando alcune vallette e restando nel bosco. Attraversato un marcato vallone, si afafccia al limite basso occidentale dei prati della Brusada, volge a sinistra e ne segue il bordo fino alle baite della prte alta (cappelletta, m. 1584).


Apri qui una fotomappa della Costiera dei Cech

Vediamo le diverse possibilità di salita. Dai prati Nestrelli, innanzitutto (i prati a monte di Cino). Portiamoci sul limite alto di destra (nord-est) dei prati, oltrepassando una fontana. Un sentierino passa a sinistra di un paio di baite e sale ad intercettare la pista tagliafuoco. Ignorando le indicazioni della partenza del sentiero che sale all'alpe Bassetta, procediamo sulla pista verso destra, attraversando la valle Scemola (che confluisce, più in basso, nella valle di Siro) e proseguendo fino ad uno slargo caratterizzato da grandi blocchi di pietra che sostengono la pista sul versante a monte.
Qui vediamo la partenza di un evidente sentiero, che per breve tratto sale diritto nel bosco, poi piega a destra e procede quasi in piano, fino ad una brusca svolta a sinistra (attenzione a non proseguire diritti). Poco oltre, troviamo un cartello giallo, che segnala le baite (ben nascoste dal bosco che se le è letteralmente mangiate) di Coper Volt (Cuper di sopra, sulle carte IGM, a 1311 metri). Il cartello è posto in prossimità del rudere della più visibile delle baite, e riporta un gustoso aneddoto che la riguarda: "Si narra che in questo luogo la Ca' d'Ambrusin era l'unica intonacata a calce, perché il Bernardino, dopo aver dato caparra ad uno di Rogolo per l'acquisto di un becco - cioè di un caprone -, avesse intonacato la baita affinché il venditore potesse distinguere il posto dove l'animale sarebbe stato portato". Due pensieri: l'epoca della proliferazione dei mezzi di comunicazione era ancora di là da venire, mentre non era ancora tramontata quella in cui un caprone contava pure qualcosa! Questi pensieri ci accompagnano nella successiva salita, che tiene, per un tratto, il filo di un bel dosso (direzione nord), nella cornice di un chiaroscurale bosco di pini. Poco sopra, ci intercetta, da sinistra, il sentiero che proviene dal pianoro a monte dei Prati Nestrelli.


Prati della Brusada

Proseguendo nella salita, pieghiamo, descrivendo un arco, verso est-nord-est, attraversiamo un vallone raggiungendo, infine, il limite sud-occidentale dei prati della Brusada, dopo circa un'ora e mezza di cammino. Il sentiero si affaccia ai prati e ne risale il limite sinistro (occidentale), passando a destra di una baita isoata e puntando alle baite del limite alto occidetale, alle cui spalle troviamo la già citta cappelletta.


Prati Brusada

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PRATI DI BIOGGIO-BRUSADA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Prati di Bioggio-Brusada
1 h
300
E
SINTESI. Saliti dalla provinciale Valeriana dei Cech a Cercino, proseguiamo nella salita verso destra, seguendo le indicazioni per San Giovanni, fino allo slargo alle spalle della chiesa di San Giovanni di Bioggio. Acquistando il pass giornaliero a Cercino possiamo proseguire in automobile sulla pista che sale ai prati di Aragno. Dopo un tornante sx sopra i prati, giungiamo ad uno slargo dove parcheggiamo, imboccando un sentierino sulla destra (presso un cippo in memoria di un giovane morto prematuamente; attenzione a non andare a destra, ma scegleiere la traccia di sinistra che nel rimo tratto non è evidentissima) che sale nel bosco fino al limite sud-orientale dei prati di Bioggio. Saliamo diritti intercettando una pista tagliafuoco; pochi metri a destra vediamo un sentiero che dopo un breve tratto diritto piega a destra sale in diagonale, passando a sinistra del recinto di una baita e portando alla fascia superiore dei prati, dove troviamo un cartello per l'Oratorio dei Sette Fratelli. Un tratturo sale con tornantini regolari, passando a destra della baita più alta, ed intercetta un sentiero che sale da destra. Procedendo a sinistra passiamo appena sopra la baita suddetta e troviamo un casello dell'acqua con l'indicazione di un bivio. Ignoriamo il sentiero per L'Oratorio dei Sette Fratelli alla nostra destra e proseguiamo diritti (indicazioni per il rifugio Brusada). Il sentiero taglia il versante di boschi verso ovest.nord-ovest, passando per un cirpo franoso ed un vallone con tratto un po' esposto. Ad un bivio prendiamo a destra ed usciamo dal bosco al rifugio Consorzio Prati della Brusada (m. 1584). Proseguendo diritti, su marcato sentiero, superiamo un vallone e raggiungiamo la parte alta orientale dei prati della Brusada.


Panorama dai prati della Brusada

Vediamo, ora, come raggiungere i prati della Brusada dai prati di Bioggio, che si trovano sopra S. Giovanni di Bioggio, in territorio del comune di Traona. Portiamoci alla pista tagliafuoco sopra le baite occidentali dei prati, cercando il sentierino che sale, ripido, tagliando una fascia di prati a monte della pista, e raggiunge una ben visibile cisterna in plastica per la raccolta dell’acqua. Questa è collocata nei pressi di una sorgente, a valle di una fascia occupata da materiale franoso. A sinistra della sorgente il sentiero prosegue (inizialmente segnalato da una serie di nastri di plastica), con traccia ben visibile, iniziando una lunga diagonale verso nord-ovest e salendo con pendenza graduale. Si tratta davvero di un buon sentiero, che tuttavia non è segnato su alcuna carta.
Dopo aver oltrepassato il rudere di due baite isolate in una radura, il sentiero conduce al limite sud-orientale dei prati Brusada, in territorio del comune di Cino. Per la verità non possiamo salire subito ai prati, perché incontriamo un cartello che ci ammonisce che il sentiero che vi accede è privato. È un cartello che celebra anche un misterioso San Rastelé, rappresentato con tanto di rastrello in mano e celebrato il 3 gennaio. Parrebbe un gioco di parole, visto che un altro cartello ammonisce a starsene lontani (Rastelé = rasté lé, cioè state lì?); ma si tratta del nome del gruppo di baite più basso dell’alpe. Qui giunge anche, come vedremo (ma è poco visibile) il sentiero che sale da Cercino, o meglio, dalla pista Cercino-Bioggio. Noi proseguiamo sul sentiero di destra, che non raggiunge i prati, ma sale, nella selva, sul loro lato orientale; più in alto li raggiunge e li risale, in diagonale, piegando leggermente a sinistra, e poi a destra, fino alla baita più alta della Brusada (m. 1584).


Prati della Brusada

Un secondo più facile sentiero congiunge i Prati di Bioggio ai Prati della Brusada. Parte più ad est. Procedendo sulla pista tagliafuoco verso est, vediamo sul lato sinistro, sopra i prati, la partenza del sentiero, che per un tratto sale diritto, poi piega a destra e taglia con una lunga diagonale una fascia di prati, passando a sinistra del recinto di una baita. Giungiamo così ad una nuova fascia di prati, dove troviamo il cartello che indica il sentiero per l'Oratorio dei Sette Fratelli. Un tratturo risale i ripidi prati con alcuni tornanti, poi, poco sotto la baita più alta, piega a destra e si porta al limite del bosco, per poi piegare decisamente a sinistra, passando sopra la baita. Qui si trova una comodissima fontana. Poco oltre, su un casello dell'acqua, troviamo l'indicazione di un bivio: il sentiero di destra sale all'oratorio dei Sette Fratelli, quello di sinistra porta il rifugio Brusada ed ai prati della Brusada. proseguiamo quindi diritti, con un lungo traverso in graduale salita nel bosco, superando anche un corpo franoso. Ad un primo bivio stiamo a destra e, più avanti, ad n secondo bivio restiamo di nuovo a destra. Il sentiero esce all'aperto proprio in corrispondenza del rifugio Consorzio Prati della Brusada (cfr. introduzione). Di qui proseguiamo diritti, salendo ancora, superando un rudere ed il cartello che indica sulla destra il sentiero per la Cunvula e la Baracca dei Partigiani. Procedendo ancora diritti, ci portiamo infine al limite alto orientale dei Prati della Brusada.


Apri qui una panoramica dal sentiero per i Prati Brusada

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CERCINO-BRUSADA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Pista per Bioggio-Brusada
3 h
820
E
SINTESI. Acquistato il pass giornaliero, saliamo in automobile da Cercino sulla strada che procede verso Mello, prendendo a sinistra (indicazioni) per la località di Bioggio. poco prima di Bioggio, nella cornice di una pineta davvero splendida, troviamo uno slargo con una fontana, in corrispondenza di una pista secondaria che si stacca, sulla sinistra, dalla carrozzabile. Lasciamo l’automobile in questo slargo (m. 750 circa) e ci incamminiamo sulla pista secondaria, trovando, ben presto, sulla destra, un cartello che segnala una nuova deviazione (indicazione: Brusada). Dopo pochi passi ci ritroviamo al punto di partenza di un sentiero ben marcato (sentée de cagnél), ma senza segnavia, che sale nel bosco, proponendoci quasi subito un bivio, al quale prendiamo a sinistra, proseguendo nella salita. Il sentiero piega per un breve tratto a destra, torna a salire per un tratto più lungo a sinistra e propone, poi, una serie di serrati tornantini. Ad una quota approssimativa di 940 il sentiero riprende l’andamento a sinistra e passa sotto un masso erratico, raggiungendo poi la cappelletta quotata m. 959. Dopo una prima radura, ad un bivio prendiamo a sinistra ed usciamo alla radura di quota 1150 (località Fraceta, cartello). Intercettiamo poco sopra la pista tagliafuoco e procediamo qualche metro verso destra, sulla pista, prima di trovare, sul suo lato opposto, la ripartenza del sentiero, segnalata da un bollo rosso su un sasso. Nel primo tratto saliamo sul terreno smosso dai lavori di tracciamento della pista, poi rientriamo nel bosco. A quota 1280 troviamo una radura panoramica. Poco sopra, il bosco comincia ad aprirsi e, alzando lo sguardo, possiamo scorgere la baita più alta dei prati della Brusada. La traccia diventa, ora, meno netta: troviamo un tratto in leggera discesa in cui sembra quasi perdersi, ma poi, superato un masso liscio, torna a farsi visibile e, attraversando una specie di conca, riprende a salire, fino ad intercettare un sentiero ben più marcato che proviene da sinistra e ci porta alle baite del Restelée, da cui la salita prosegue sul lato orientale dei prati, fino alle baite alte (m. 1584).

Infine, il sentiero che più ci interessa, quello che parte dalla pista che da Cercino sale a Bioggio. Raggiunta Cercino salendo lungo la Strada Provinciale 5 da Piussogno, non portiamoci al centro del paese, ma proseguiamo salendo: dopo due tornanti sinistrorsi, troviamo, sulla destra, la partenza della carrozzabile che sale a Bioggio (indicazioni: Bioggio e S. Giovanni). La pista è percorribile con autoveicoli solo previo acquisto di pass.
Saliamo per un buon tratto (il fondo, in cemento e sterrato, non è sempre in buone condizioni), affrontando diversi tornanti e trovando due piste secondarie che si staccano dalla carrozzabile, una a destra e una, in cemento, a sinistra, ignorandole entrambe, finché, poco prima di Bioggio, nella cornice di una pineta davvero splendida, troviamo uno slargo con una fontana, in corrispondenza di una pista secondaria che si stacca, sulla sinistra, dalla carrozzabile. Lasciamo l’automobile in questo slargo (m. 750 circa) e ci incamminiamo sulla pista secondaria, trovando, ben presto, sulla destra, un cartello che segnala una nuova deviazione (indicazione: Brusada).
Seguiamola: dopo pochi passi ci ritroviamo al punto di partenza di un sentiero ben marcato (sentée de cagnél), ma senza segnavia, che sale nel bosco, proponendoci quasi subito un bivio, al quale prendiamo a sinistra, proseguendo nella salita. Il sentiero piega per un breve tratto a destra, torna a salire per un tratto più lungo a sinistra e propone, poi, una serie di serrati tornantini. Ad una quota approssimativa di 940 il sentiero riprende l’andamento a sinistra e passa sotto un masso erratico, raggiungendo poi la cappelletta quotata m. 959 (ciancèt de la ténsa, costruita dalle famiglie De Pianto dette "ghiudésa"), nella quale i dipinti sono ormai quasi interamente cancellati. Proseguendo, usciamo per un tratto dal bosco, con un bel colpo d’occhio sulla bassa Valtellina, per poi rientrare, trovando un bivio, al quale prendiamo a destra.
Il sentiero continua a salire zigzagando, finché, a circa 1150 metri, raggiunge una piccola radura, ingentilita da alcune betulle e denominata Fraceta (fracèta): un cartello spiega che questo era un luogo nel quale i contadini che salivano per portare vettovaglie ai maggenghi si fermavano per riposare. Un successivo cartello dà la località di Coper Volt a mezz’ora di cammino (ma non non passeremo da questa località). Poco sopra, a circa 1180 metri, intercettiamo la pista tagliafuoco che dall’alpe Piazza raggiunge i prati di Bioggio. Siamo ad est (destra) di un’impressionante formazione rocciosa, ben visibile a monte della pista.


Panorama dal versante sopra i prati Brusada

Percorriamo qualche metro verso destra, sulla pista, prima di trovare, sul suo lato opposto, la ripartenza del sentiero, segnalata da un bollo rosso su un sasso. Nel primo tratto saliamo sul terreno smosso dai lavori di tracciamento della pista, poi rientriamo nel bosco. A quota 1280 troviamo una radura panoramica, con un ottimo colpo d’occhio sulla Val Gerola e sul monte Legnone. Poco sopra, il bosco comincia ad aprirsi e, alzando lo sguardo, possiamo scorgere la baita più alta dei prati della Brusada. La traccia diventa, ora, meno netta: troviamo un tratto in leggera discesa in cui sembra quasi perdersi, ma poi, superato un masso liscio, torna a farsi visibile e, attraversando una specie di conca, riprende a salire, fino ad intercettare un sentiero ben più marcato che proviene da sinistra: si tratta del già menzionato sentiero che sale alla Brusada dai prati di Bioggio. Siamo alle già menzionate baite del Restelée, e la salita alle baite più alte della Brusada prosegue facilmente, nel modo sopra illustrato.
Un’avvertenza: se scegliamo di tornare a Cercino per il sentiero descritto, prestiamo molta attenzione a questo tratto poco evidente, per evitare di scendere su falsa traccia (in particolare, ricordiamoci del tratto in leggera discesa, che, al ritorno, è, ovviamente, in leggera salita).


Prati della Brusada

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BRUSADA-ALPE BASSETTA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Brusada-Bassetta
1 h
300
E
SINTESI. Dalla parte alta occidentale dei prati della Brusada (cappelletta) imbocchiamo il sentiero che entra nel bosco, procedendo verso ovest. Superiamo un abbeveratoio ed un casello dell'acqua, scendiamo per breve tratto e tagliamo un corpo di frana. Usciamo all'aperto ed attraversiamo la parte alta della Valle di Siro (m. 1650), salendo poi su sentiero ripido in una pineta, raggiungendo a 1700 metri circa il filo di un dosso. Il sentiero si addentra, poi, in un mare di ginestre, proseguendo verso ovest e raggiungendo una zona più pulita, in cui alle sterpaglie si alternano gli ultimi magri pascoli. Dopo una graduale salita ed una serie di saliscendi, raggiunge, infine, il limite orientale dell’alpe Bassetta, in corrispondenza di un terrazzo recintato verso sud (c’è un salto roccioso che può essere pericoloso per il bestiame), dal quale si sale al crinale e su debole sentiero si prosegue facilmente verso sinistra (ovest), fino al baitone dell’alpe Bassetta (m. 1680). Salendo al crinale, in breve siamo alla cima del monte Bassetta (m. 1740).


Prati della Brusada

Vediamo, ora, i sentieri che partono dalla parte alta dei prati. Quello per l’alpe Bassetta, innanzitutto. Portiamoci nella parte alta di sinistra (occidentale), dove si trova una cappelletta, il Ciancèt de la Brüsada, nella quale è raffigurata una Madonna con Bambino, insieme ai santi Ambrogio, Michele e Margherita. Costruito da Ambrogio De Pianto, fu intonacato, all'interno, con sabbia dell'Adda, che costituiva la base ideale per gli affreschi. Qui troviamo anche due cartelli. Il primo illustra l’importanza dei prati della Brusada, Il cartello illustra anche le caratteristiche panoramiche della cresta che dalla cima della Brusada scende al passo della Piana. Un secondo cartello dà la cima Brusada ad un’ora e mezza di cammino. Proseguiamo, quindi, in questa direzione, entrando nel bosco. Si tratta di percorrere il sentée de mùnt, cioè il sentiero che entra nel bosco e sale gradualmente in direzione nord-ovest. A quota 1630 troviamo un abbeveratoio in legno e, poco oltre, un casello dell’acqua. Il sentiero prosegue con traccia più stretta, scendendo per un breve tratto. Poi passiamo a monte di un corpo franoso e proseguiamo nella salita con un tratto all’aperto.


Clicca qui per aprire una panoramica a 360 gradi dall'alpe Bassetta

A 1650 metri il sentiero attraversa un vallone che costituisce la parte alta della valle di Siro (valenàscia). Qui potremmo lasciare il sentiero e salire a vista lungo il vallone, fin quasi sotto la larga sella del Passo della Piana, per poi volgere a sinistra e raggiungere la cima della Bursada. Se invece proseguiamo sul sentiero, sul lato opposto ci attende una ripida salita, in una bella pineta, che ci porta, a quota 1700, sul filo del dosso che scende dalla cima della Brusada verso sud. Il sentiero si addentra, poi, in un mare di ginestre, proseguendo verso ovest e raggiungendo una zona più pulita, in cui alle sterpaglie si alternano gli ultimi magri pascoli. Dopo una graduale salita ed una serie di saliscendi, raggiunge, infine, il limite orientale dell’alpe Bassetta, in corrispondenza di un terrazzo recintato verso sud (c’è un salto roccioso che può essere pericoloso per il bestiame), dal quale si sale al crinale e si prosegue facilmente verso sinistra, su debole sentiero, verso ovest, alla volta del baitone dell’alpe Bassetta, panoramicissima, davvero stupenda.


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BRUSADA-ORATORIO DEI SETTE FRATELLI; BRUSADA-BARACCA DEI PARTIGIANI

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Brusada-Oratorio dei Sette Fratelli
1 h e 45 min
450
E
SINTESI. Dalla parte alta dei prati della Brusada (est) imbocchiamo il sentiero che procede verso est e raggiunge il rifugio Consorzio Prati della Brusada (m. 1584), ruiconoscibile per la bandiera italiana. Da qui non proseguiamo diritti, ma saliamo nel bosco alla nostra sinistra, fino ad una seconda baita con bandiera italiana. Alle sue spalle riprendiamo a salire in pineta, verso nord. La traccia si fa più marcata e visibile, e, piegando leggermente a destra, raggiunge, a quota 1780 circa, una fascia di massi, proseguendo sul suo limite sinistro (attenzione, qui, a non perderla proseguendo a salire diritti; anche in questo caso, però, si può salire a vista, in direzione del limite del bosco, che già si intravede). Ad una quota approssimativa di 1830 metri raggiungiamo il limite superiore destro della pineta. Ora dobbiamo traversare la Cunvula, su debole traccia di sentiero, portandoci sul versante opposto ad un ripiano, attraversato il quale siamo ad una fascia di pini. Qui intercettiamo il sentiero che sale da destra; lo seguiamo salendo fino a quota 2000, dove vediamo la traccia che piega a destra e porta all'Oratorio dei Sette Fratelli (m. 2010).
Se invece vogliamo trovare la Baracca dei Partigiani, dal limite superiore della pineta (m. 1830 metri) proseguiamo salendo più o meno diritti, su terreno ripido, fino ad un piccolo poggio. Intorno a quota 2000 traversiamo a sinistra (verso ovest, prestando attenzione al terreno ripido),
superiamo un vallone e giungiamo in vista del rudere della Baracca dei Partigiani sul crinale del suo versante occidentale.

Dalla Brusada partono, poi, due sentieri (che, nel primo tratto, nel quale sono effettivamente tali, coincidono), per la Cunvula (Oratorio dei Sette Fratelli) e per la Barac(hia) di Partigian, il già menzionato rudere di rifugio costruito nel luglio del 1944 da un gruppo di partigiani. Prendiamo, ora, come punto di riferimento la baita più alta, di destra, dei prati della Brüsàda, quotata m. 1584 (la distinguiamo anche per la bandiera italiana): da essa parte, sulla destra, il sentiero che, procedendo in direzione nord-est, attraversa la valle di Siro e si porta sul suo versante opposto, proseguendo in direzione dei prati di Bioggio.
Qui troviamo, ben presto, un sentiero che se ne stacca, sulla sinistra, con una duplice segnalazione: Cunvula (1 ora) e Barac(h)ia di Partigian (1 ora). Stacchiamoci, dunque, dal sentiero per i Prati di Bioggio ed imbocchiamo questo nuovo sentiero, che sale ad una baita, anch’essa con la bandiera italiana, a quota 1600. Nel prato sotto la baita vediamo un sentiero che prende a sinistra ed entra nel bosco, ma non è quello che ci interessa. Dobbiamo cercare, invece, il sentiero che parte alle spalle della baita e comincia a salire, diritto e piuttosto ripido, sul largo dosso boscoso a monte della baita (direzione nord), nella splendida cornice di una delle pinete che si sono salvate dai disastrosi incendi che, nel 1948, 1952 e 1965, hanno martoriato la parte occidentale della costiera.
Raggiunto, a quota 1820 metri circa, il limite superiore della pineta, il sentiero vero e proprio ci lascia, e gli itinerari si dividono: prendendo a destra ed attraversando, con graduale salita, il vallone erboso ad oriente del dosso risalito si guadagna un dosso gemello, tagliando il quale si intercetta il sentierino che dal Piazzo della Nave sale all’Oratorio dei Sette Fratelli; proseguendo, invece, sul dosso, superando due pianette, deviando leggermente a sinistra e, a quota 1980 prendendo decisamente a sinistra, con un ultimo traverso pianeggiante si raggiunge il rudere
Torniamo, infine, indietro, al cartello sopra citato, che indica la direzione per la Cunvula e la Barac(h)ia di Partigian: se ignoriamo la deviazione segnalata e proseguiamo sul sentiero principale, oltrepassiamo alcune baite ed il rifugio Consorzio dei Prati della Brusada, per poi effettuare una lunga traversata, su traccia in qualche punto stretta ma sempre ben visibile, a monte dei prati di Bioggio, sulla loro verticale: qui intercettiamo il sentiero che dai prati sale verso il Piazzo della Nave; seguendolo in discesa, raggiungiamo, infine, i prati di Bioggio, dai quali si scende ai prati di Aragno e, su carrozzabile sterrata, a S. Giovanni di Bioggio.


Panorama dall'Oratorio dei Sette Fratelli

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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