CARTA DEL PERCORSO - ALTRE ESCURSIONI A CHIURO - GALLERIA DI IMMAGINI

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
San Gaetano-Costa di San Gaetano-Monte Brione-Prato Valentino-Verdomana-San Gaetano
5 h e 30 min.
1040
E
San Gaetano-Costa di San Gaetano-Viale della Formica-Prato Valentino-Verdomana-San Gaetano
3 h e 30 min.
650
E
SINTESI. Alla rotonda di Chiuro lasciamo la ss 38 dello Stelvio prendendo a sinistra (per chi proviene da Sondrio) e ci portiamo sul lato orientale del paese, dove parte la strada che sale a Castionetto. Intercettiamo così la Provinciale Panoramica dei Castello e procedendo a destra la lasciamo quasi subito prendendo a sinistra, attraversando il paese e salendo con diversi tornanti al maggengo di Dalico (m. 1350). Proseguiamo fino al termine della carozzabile, parcheggiando presso la chiesetta di San Gaetano (m. 1550). Proseguiamo a piedi sulal pista fino all’ultima baita della località Prepatèl (m. 1699). Proprio alle spalle della baita parte un sentierino, poco marcato, che sale, ripido, lungo il dosso, attraversando dapprima una selva, uscendo poi in terreno aperto, fino a guadagnarne la cima (m. 1777), dove si trova un’asta metallica, che costituisce un prezioso punto di riferimento per chi volesse percorrere in senso inverso questo itinerario. Inizia ora la lunga risalita, all'aperto, della Costa di San Gaetano. Possiamo scegliere di rimanere sul disso (traccia di sentiero) fino al ripiano di quota 2283 metri, proseguendo poi fino alla sommità del dosso quotato 2481 metri (versante ripido), per poi portarci ad una pista sterrata ed alla cabina, che funge anche da bivacco, posta al termine degli impianti di risalita, e che rimane nascosta dietro un ultimo piccolo dosso. Poco oltre, sulla sinistra, scorgiamo la cima erbosa del monte Brione (m. 2542): per raggiungerla basta una decina di minuti di cammino.
Possiamo anche interrompere prima la salita: intorno a quota 2120 vediamo sulla destra un sentiero (Viale della Formica) che traversa in direzione nord-est superando la Valle della Rogna e portando alla pista sterrata che da Prato Valentino, seguendo gli impianti di risalita, porta alla cabina sotto il monte Brione. In questo caso scendiamo lungo la pista fino a Prato Valentino (m. 1700), proseguiamo sulla carozzabile e ci portiamo, dopo il primo tornante dx, al successivo sx. Qui la lasciamo imboccando il ripido sentiero che scende verso ovest ai prati di Verdomana (m. 1518), proseguendo verso nord sul largo sentiero che riattraversa la Valle della Rogna e porta ad intercettare la pista Dalico-San Gaetano. Salendo sulla pista torniamo all'automobil
e.


Costa di San Gaetano

La Costa di San Gaetano è uno splendido e lungo crinale erboso che separa il fianco orientale della bassa Val Fontana dalla minore Valle della Rogna, a monte dei maggenghi di Dalico e San Gaetano, che a loro volta si trovano a monte di Castionetto di Chiuro. Soprattutto nele mezze stagioni questo solare versante può essere meta di interessanti camminate.
Fra le varie possibilità si può annoverare un anello che ha come punto di partenza ed arrivo la chiesetta di San Gaetano.
All'altezza di Chiuro lasciamo la ss 38 dello Stelvio e saliamo verso Castionetto di Chiuro, intercettando la strada Panoramica dei Castelli. La lasciamo però quasi subito, prendendo a sinistra ed imboccando la strada che sale ai maggenghi di Castionetto, passando anche per la celebre torre di Castionetto, che sicuramente merita una visita.


Dalico

Proseguiamo poi con l’automobile fino alle prime baite di Dalico (m. 1350). Qui la strada effettua una diagonale verso destra, fino al punto in cui termina l’asfalto: lasciamo qui l’automobile e proseguiamo oltrepassando i prati più alti della località, in una cornice che, ad autunno inoltrato, è di rara suggestione.
Dopo mezzora, o poco più, di cammino, raggiungiamo la chiesetta di san Gaetano (m. 1550), un gioiellino incastonato in uno splendido scenario naturale, meta, un tempo, di una caratteristica processione annuale, che prevedeva la distribuzione, lungo il percorso, di pane, vino e latte.


Chiesetta di San Gaetano

La strada sale ancora, fino all’ultima baita della località Prepatèl (m. 1699). Proprio alle spalle della baita parte un sentierino, poco marcato, che sale, ripido, lungo il dosso, attraversando dapprima una selva, uscendo poi in terreno aperto, fino a guadagnarne la cima (m. 1777), dove si trova un’asta metallica, che costituisce un prezioso punto di riferimento per chi volesse percorrere in senso inverso questo itinerario. Inizia ora la lunga risalita della Costa di San Gaetano, brullo, ampio e luminoso crinale che separa la Val Fontana dalla minore val Rogna. Salendo senza percorso obbligato, raggiungiamo la cima della costa, al culmine del dosso quotato 2283 metri.
Siamo in cammino da circa due ore e mezza: se abbiamo ancora tempo ed energie da spendere, possiamo compiere una traversata verso le piste di sci di prato Valentino, scendendo ad un sentiero di mezza costa (Viale della Formica), oppure procedendo verso nord con breve discesa alla bocchetta di quota 2269, dalla quale si può attaccare il dosso successivo, quotato m. 2481 (facendo attenzione ad alcuni tratti, un po’ ripidi).


Panorama dal sentiero Prepatèl-Costa di San Gaetano

Prima di effettuare la traversata, però, gettiamo uno sguardo sul lato occidentale della Val Fontana: possiamo osservare, da sinistra, vetta di Rhon (m. 3137), la cima Vicima (m. 3123), la bocchetta di Vicima ed il pizzo Calino (m. 3024).
Se scegliamo la soluzione più lunga, ci ritroviamo sulla strada che conduce alla cabina, che funge anche da bivacco, posta al termine degli impianti di risalita, e che rimane nascosta dietro un ultimo piccolo dosso. Poco oltre, sulla sinistra, scorgiamo la cima erbosa del monte Brione (da “braida”, “prato”, ma anche “luogo selvaggio”; m. 2542): per raggiungerla basta una decina di minuti di cammino.
In alternativa possiamo lasciare la Costa di San Gaetano molto più in basso: a quota 2120 metri circa vediamo, sulla nostra destra, la partenza di un sentiero, il Viale della Formica, che traversa verso nord-est, oltrepassa il vallone dell'alta Valle della Rogna e porta ad un casello dell’acqua, a poca distanza dal più grande edificio che serve gli impianti. Da qui intercettiamo la pista Prato Valentino-Monte Brione. In entrambi i casi, non ci resta che scendere, seguendo la comoda strada, fino a Prato Valentino (m. 1720), dove troviamo la chiesetta dedicata al santo caro agli innamorati.


Costa di San Gaetano

Esistono due varianti più brevi che permettono di effettuare la traversata della valle della Rogna. Dalla baita di Prepatèl, invece di imboccare il sentierino che sale alla parte alta dei prati, dirigiamoci, senza guadagnare quota, verso destra, tagliando orizzontalmente i prati ad est dell’edificio. Troveremo una debole traccia di sentiero, che intercetta una più marcata traccia che sale da destra.
Si offrono ora due possibilità: se proseguiamo diritti, seguendo le indicazioni di un segnavia su un masso, effettuiamo una traversata che rimane in buona parte nel bosco e, mantenendo una quota approssimativamente costante, porta al limite occidentale di Prato Valentino: si tratta di un segmento del Sentiero Italia.
Se, invece, al bivio proseguiamo verso sinistra, iniziamo una lunga salita in diagonale, su terreno aperto, lungo il fianco occidentale della val Rogna. La traccia si fa sempre più debole, fino a quasi scomparire, ma quando ci sembra di averla persa, scopriamo, pochi metri più a monte, una nuova e marcata traccia, che raggiunge il cuore della valle, portandoci sul lato opposto. La traccia diventa quindi una pista che raggiunge la sterrata che da Prato Valentino sale lungo gli impianti di risalita. Percorrendo la sterrata in discesa, in breve raggiungiamo Prato Valentino.


Val Fontana vista dalla cima del monte Brione

Da qui parte la strada asfaltata che scende a Teglio. Seguiamola fino al primo tornante sinistrorso (m. 1608), dove parte un tratturo che se ne stacca sulla destra, scendendo, ripido, fino ai prati di Verdomana (m. 1521). Scendiamo alla croce, gustando l’incommensurabile bellezza degli scenari: intercettiamo, qui, il Sentiero del Sole (segnalato da un cartello).
Percorriamolo verso destra (ovest), approssimandoci di nuovo, questa volta da est ad ovest, al solco della Valle della Rogna che, a dispetto del nome, appare qui tutt’altro che inquietante o sinistra. Attraversato il magro torrentello della valle, ci ritroviamo su un sentierino, segnalato da segnavia bianco-rossi, che ci riporta a Dalico. Raggiunta una baita, possiamo scendere direttamente verso l’automobile sfruttando una strada sterrata alla nostra sinistra, oppure continuare sul Sentiero del Sole, che attraversa questo bosco e ci riporta ai prati alti di Dalico, dai quali scendiamo, seguendo la strada, all’automobile.
Sono trascorse circa sei-sette ore dalla partenza: una bella giornata primaverile o autunnale può renderle semplicemente indimenticabili.

Carta del percorso (estratto dalla CNS su copyright ed entro i limiti di concessione di utilizzabilità della Swisstopo - Per la consultazione on-line: http://map.geo.admin.ch)

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