Da Pilasco (Ardenno) a Dazio

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Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Pilasco-Dazio
45 min.
270
T

Uno degli elementi più caratteristici del paesaggio che incontra lo sguardo di chi osservi il limite occidentale della media Valtellina è il Culmine di Dazio, meglio conosciuto come Còlmen. Il suo panettone boscoso, da sempre, chiude la visuale verso la bassa Valtellina, regalando, forse, l’impressione che la piana di Ardenno sia protetta, almeno verso ovest, da un abbraccio materno, anche se, d’inverno, è proprio la sua mole che le sottrae qualche ultimo raggio di sole al tramonto.
Proprio sul fianco di questo monte corre una comoda mulattiera che permette di salire alla piana di Dazio da Pilasco, frazione di Ardenno posta sulla riva destra del torrente Màsino, all’imbocco della valle omonima. Pilasco è raggiungibile direttamente dalla ss. 38 staccandosene all’altezza dell’albergo-ristorante Isola (sulla sinistra, per chi proviene da Milano, subito dopo aver oltrepassato il punto nel quale la strada statale è scavalcata dal ponte sul quale corrono i binari della ferrovia), oppure da Màsino, attraversando, su una passerella, l’omonimo torrente. Risalendo la strada che porta alla frazione fino al suo termine, se ci siamo staccati dalla ss. 38, oppure appena oltre il ponte sul Màsino, ci ritroviamo all’imbocco di una stradina sale alla chiesetta di san Giuseppe, a 304 metri. Dalla chiesetta il panorama su Ardenno e sulla media Valtellina fino al colle di Triangia è davvero suggestivo.
A destra della chiesetta parte una larga mulattiera che, dopo qualche tornante, si addentra nel bosco, iniziando una lunga traversata e tagliando il fianco settentrionale che dalla Colmen scende alla parte terminale della
Val Masino. Giunti ad un bivio, dobbiamo scendere leggermente verso destra, ignorando il sentiero che, alla nostra sinistra, sale nella cornice di uno splendido bosco. Dal sentiero si vede bene, guardando verso nord, il paese di Biolo (termine che deriva da “betulleus”, quindi da betulla), all’imbocco della Val Masino.
Il sentiero prosegue, con tracciato diritto, fino ad una sorta di corridoio naturale, per sbucare presso la chiesetta sconsacrata di S. Antonio. Dobbiamo, ora, passare dietro la chiesetta e sotto un grande traliccio, fino a raggiungere, presso una fontanella datata 1989, ed una cappelletta con l’affresco dell’Annunciazione a Maria Vergine, la strada che da Dazio porta a Regolido.
Spendiamo un po’ di tempo in più per visitare questo incantevole borgo, frazione di
Civo: incamminiamoci verso destra fino a raggiungere le sue case, le sue baite (sulla facciata di una delle quali troveremo il dipinto della Madonna trafitta da sette spade) e la sua piccola chiesetta. Il borgo è posto proprio sul limite orientale dell’ampia conca che ospita Dazio, e, procedendo nella sua direzione, potremo gustare un suggestivo colpo d’occhio sulla media Valtellina fino al colle di Triangia, incorniciata, sullo sfondo, dal gruppo dell’Adamello. Sul versante retico di sinistra potremo, invece, individuare il monte Canale, fra Valmalenco e versante retico mediovaltellinese e, più vicino a noi, il pizzo Bello, sopra l’alpe Vignone, nel comune di Berbenno di Valtellina.
Torniamo, infine, sui nostri passi: percorrendo la strada verso ovest, raggiungiamo, in breve, il limite orientale di Dazio, dopo circa 45 minuti di cammino, necessari per superare un dislivello approssimativo di 270 metri in altezza.
Un'ultima osservazione: la mulattiera Pilasco-Piana di Dazio può essere percorsa anche in mountain-bike, più agevolmente, anche se con un po' di attenzione, in discesa. E', quindi, possibile combinare ad anello questo itinerario con quello che porta a Dazio salendo da Campovico.

 

 

 

 


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