GALLERIA DI IMMAGINI; CARTA DEL PERCORSO


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Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Prata Camportaccio-Lottano-Dona-Prata Camportaccio
1 h e 30 min.
300
T
SINTESI. Percorriamo la ss 36 dello Spluga in direzione di Chiavenna e, poco prima di raggiungere la cittadina, la lasciamo prendendo a destra quando troviamo l'indicazione per Prata Camportaccio. Superato un sottopasso, prendiamo a destra e, dopo una curva a sinistra, ci immettiamo su una strada che corre in piano, seguendola verso destra. La lasciamo alla prima deviazione a sinistra e saliamo diritti giungendo in vista dell'imponente campanile della chiesa di S. Eusebio. Qui possiamo parcheggiare all'ingresso del cimitero (m. 354).
Ci incamminiano lungo la strada che lascia alla propria sinistra le case del centro del paese, e sale non distante dall'alveo del torrente Schiesone, che resta alla nostra destra. Giungiamo così ad un bivio: mentre il ramo di destra si porta ad un ponte sul torrente e prosegue per la frazione di Pradella, seguiamo quello che volge a sinistra. Dopo una curva a destra, al successivo tornante sx troviamo un cartello che indica "Dona 430 m.". Un cartello dà Lottano a 15 minuti e segnala una mulattiera ben scalinata, con segnavia rosso-bianco-rossi, che seguiamo salendo nel primo tratto in una rada selva, a tratti fra muretti a secco, fino a raggiungere alcune baite, su un poggio erboso. Saliamo ancora superando un passaggio suggestivo scavato in mezzo ad un roccione. La mulattiera prosegue, ben scalinata, nella selva, poi piega a sinistra e, protetta da un muretto a secco sul lato destro, esce all'aperto in vista del nucleo centrale delle baite di Lottano (m. 654), fra le quali spicca la candida chiesetta. Il ritorno può ovviamente avvenire per la medesima via di salita, ma conviene scendere per la carrozzabile, raggiunta percorrendo in discesa la stradella che parte dal parcheggio un po' più a nord della chiesetta di Lottano. Scendiamo dunque inanellando una serie di tornanti dx-sx-dx-sx-dx-sx, per poi passare appena a monte dello splendido terrazzo di prati di Dona (m. 430), oggi grumo di baite, un tempo sede di un importante monastero.
Dalla strada possiamo sendere alle baite sfruttando una largo sentiero che se ne stacca sulla destra. Prendendo poi a sinistra torniamo ad intercettare la strada, e la seguiamo fino al primo tornante sx. Qui la lasciamo nuovamente imboccando il sentiero che se ne stacca sulla destra e scende lungo una fascia di prati alla parte alta del nucleo centrale di Prata Camportaccio. Su una delle prime case vediamo anche una freccia con la grande scritta "Per Lottano". Confluiamo, poi, in via Alfonso Ghezzi e rivediamo l'imponente campanile della chiesa di S. Eusebio. La discesa ci fa passare a destra del vecchio edificio della Latteria Sociale di Prata. Giunti presso la chiesa, siamo ad un bivio: mentre andando a destra ci portiamo alla piazza centrale di Prata, andando a sinistra ci ritroviamo al parcheggio del cimitero dove abbiamo lasciato l'automobile.


Prata Camportaccio dal sentiero per Dona

A monte di Prata Camportaccio, in Valchiavenna, sul versente settentrionale della fiabesca e misteriosa Val Schiesone, si trovano i nuclei di Dona e Lottano, che regalano scorsi e suggestioni paesaggistiche e storiche. Una rilassante camminata, godibilissima in autunno, inverno e primavera, ci permette di visitarli.
Percorriamo la ss 36 dello Spluga in direzione di Chiavenna e, poco prima di raggiungere la cittadina, la lasciamo prendendo a destra quando troviamo l'indicazione per Prata Camportaccio. Superato un sottopasso, prendiamo a destra e, dopo una curva a sinistra, ci immettiamo su una strada che corre in piano, seguendola verso destra. La lasciamo alla prima deviazione a sinistra e saliamo diritti giungendo in vista dell'imponente campanile della chiesa di S. Eusebio. Qui possiamo parcheggiare all'ingresso del cimitero (m. 354).


Mulattiera per Lottano

Ci incamminiano lungo la strada che lascia alla propria sinistra le case del centro del paese, e sale non distante dall'alveo del torrente Schiesone, che resta alla nostra destra. Giungiamo così ad un bivio: mentre il ramo di destra si porta ad un ponte sul torrente e prosegue per la frazione di Pradella, seguiamo quello che volge a sinistra. Dopo una curva a destra, al successivo tornante sx troviamo un cartello che indica "Dona 430 m.". Sono segnalate due possibili direzioni: proseguendo sulla carrozzabile si raggiunge per le sentiero delle incisioni rupestri (date a 15 minuti) e per Chiavenna (data a 30 minuti), mentre imboccando una stradina che si stacca sulla destra dalla carrozzabile si sale a Lottano in 15 minuti ed al rifugio il Biondo in 2 ore e 10 minuti, oppure si traversa ad Uschione in un'ora. Seguiamo questa seconda direzione e, lasciata la carrozzabile per Uschione, procediamo sulla stradina che, copo un brevissimo tratto, termina ad uno slargo, vicino al letto del torrente Schiesone. Sul rudere di un grande edificio si legge: "Lotten Comune di Prata Distretto IV di Chiavenna nel Circondario Confinante".


Lottano (nucleo settentrionale)

Oltre la piazzola una pista sterrata si inoltra nella valle seguendo il letto del torrente. Alla sua sinistra parte una mulattiera, segnalata da un cartello che dà Lottano a 15 minuti. Si tratta di una mulattiera ben scalinata, con segnavia rosso-bianco-rossi, che seguiamo salendo nel primo tratto in una rada selva, a tratti fra muretti a secco, fino a raggiungere alcune baite, su un poggio erboso. Ignorato un sentiero che traversa in piano a sinistra per ricongiungersi con la carrozzabile lasciamo alla nostra destra le baite e saliamo superando un passaggio suggestivo scavato in mezzo ad un roccione. Alle nostre spalle suggestivo è il colpo d'occhio sulla Valle della Forcola e sul Dosso Cigolino. La mulattiera prosegue, ben scalinata, nella selva, poi piega a sinistra e, protetta da un muretto a secco sul lato destro, esce all'aperto in vista del nucleo centrale delle baite di Lottano, fra le quali spicca la candida chiesetta. In una manciata di minuti siamo dunque a questo singolare e suggestivo nucleo.


Apri qui una panoramica di Lottano (nucleo centrale)

Lottano (o Lotteno, m. 654) è una frazione di Prata, posta su un incantevole ripiano di prati ritagliato sull'aspro versante settentrionale della Val Schiesone, al riparo dalle violente piene dell'omonimo torrente che, dal 1700 al 1953, hanno più volte flagellato il fondovalle. La vicenda umana di questi monti risale ben al di qua delle soglie della storia, come tesimoniano le incisioni rupestri trovate su una rupe posta un po' più in basso, presso la frazione di Dona. In tempi decisamente più recenti la felice posizione spiega perché nei secoli passati vi dimorassero molte più persone di quanto oggi si potrebbe immaginare. Nel 1861, per esempio, vi abitavano 240 persone, un quarto della popolazione complessiva di Prata Camportaccio. La statistica curata dal prefetto Scelsi, nel 1866, registra a Lottano 247 persone (il nucleo centrale di Prata, per avere un'idea comparativa, ne contava 130), 129 maschi e 118 femmine, di cui 156 celibi e 72 coniugati.


Lottano (nucleo meridionale)

Le case erano 35, di cui 4 vuote, mentre le famiglie erano 49. Il lavoro di dissodamento che rese disponibili i prati si dovette, nel XIII secolo, all'iniziativa dei monaci cistercensi della vicina (più in basso, a monte del centro di Prata Camportaccio) abbazia di Dona, edificata nel 1178, che ne deteneva il possesso. L'etimo del nome, peraltro variamente attestato (Lottano, Lotano, Lotteno e Lodeno) rimanda a tale opera di dissodamento. Tre sono i nuclei dell'insediamento. Quello centrale è raccolto attorno alla chiesetta dedicata al Sacro Cuore di Gesù ed a Pasquale Baylon, costruita nel 1799 (il più recente restauro è del 2009). Ad est del centro sta un secondo gruppo di baite, alcune ben ristrutturate. Sulla prima che incontriamo si legge ancora la scritta "Osteria". Sul lato opposto, infine, presso il punto di arrivo della carrozzabile, sta un gruppo di baite dall'aspetto più dimesso. Su una parete però sopravvive un dpinto di Madonna con Bambino.


Lottano

Il ritorno può ovviamente avvenire per la medesima via di salita, ma conviene scendere per la carrozzabile, raggiunta percorrendo in discesa la stradella che parte dal parcheggio un po' più a nord della chiesetta di Lottano. Scendiamo dunque inanellando una serie di tornanti dx-sx-dx-sx-dx-sx, per poi passare appena a monte dello splendido terrazzo di prati di Dona (m. 430), oggi grumo di baite, un tempo sede di un importante monastero. Qui, infatti, in età medievale sorse un monastero benedettino maschile, di regola cistercense o benedettina. Fu fondato nell'ultimo quarto del secolo XII da un religioso, Olderico, che lo storico settecentesco Francesco Saverio Quadrio ritiene proveniente dal monastero di San Fedele di Samolaco. Il 3 luglio 1185 il monastero ricevette in dono dall'imperatore Federico I un terreno e un campo. Papa Urbano III conferma la sua istituzione nel 1187, attribuendole diverse terre, fra cui quella di Lottano ("Loteno"). Nel 1216 era costituto dall'abate,da tre monaci e da cinque conversi. Nel 1254 è attestata la presenza di cinque religiosi, e così nel 1316. La visita pastorale del Vescovo di Como Landriani nel 1444, però, trova nel monastero solo un professo ed un converso, mentre manca l'abate, Giovanni "de Isardis" di Treviglio. Ultimo abate regolare è stato Luca da Oggiono, tra il 1454 ed il 1473, con un solo monaco professo e due servitori. Nel 1474 succedeva al defunto abate Luca un commendatario, Giovanni "de Prata". Dopo la sua morte iniziò un periodo di vacanza, fino alla soppressione.
Dona non rimase però deserta: dalla statistica curata dal Prefetto Scelsi nel 1866, infatti, apprendiamo che nel nucleo vivevano 57 persone (20 maschi e 37 donne, 40 celibi, 12 coniugati e 5 vedovi), in 11 case (di cui 2 vuote). Il numero di famiglie era di 11.


Apri qui una panoramica da Dona

Dalla strada Prata-Uschione possiamo scendere alle baite sfruttando una largo sentiero che se ne stacca sulla destra. Prendendo poi a sinistra torniamo ad intercettare la strada, e la seguiamo fino al primo tornante sx. Qui la lasciamo nuovamente imboccando il sentiero che se ne stacca sulla destra e scende lungo una fascia di prati alla parte alta del nucleo centrale di Prata Camportaccio. Su una delle prime case vediamo anche una freccia con la grande scritta "Per Lottano". Confluiamo, poi, in via Alfonso Ghezzi e rivediamo l'imponente campanile della chiesa di S. Eusebio. La discesa ci fa passare a destra del vecchio edificio della Latteria Sociale di Prata. Giunti presso la chiesa, siamo ad un bivio: mentre andando a destra ci portiamo alla piazza centrale di Prata, andando a sinistra ci ritroviamo al parcheggio del cimitero dove abbiamo lasciato l'automobile.


Dona

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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