CARTA DEL PERCORSO - GALLERIA DI IMMAGINI

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Canete-Tabiadascio-Foppate
2 h
670
E
SINTESI. Alla seconda rotonda di Chiavenna (per chi proviene da MIlano) prendiamo a destra (indicazioni per il passo del Maloja) e ci portiamo a Villa di Chiavenna. Oltrepassato il paese, costeggiamo il lago di Villa e raggiunto il suo limite lasciamo la strada che prosegue per il confine italo-svizzero scendendo a destra e portandoci sul lato opposto della valle (sud). Ad un bivio andiamo a destra, passiamo davanti alla chiesetta di San Barnaba e raggiungiamo Canete, dove parcheggiamo (m. 720). Saliamo per breve tratto seguendo la carozzabile e la lasciamo per imboccare una mulattiera ben scalinata che parte alla nostra destra. Oltrepassata una fontana, usciamo dalla pecceta e ci portiamo al torrente Valtura (valtüra), che oltrepassiamo da destra a sinistra (per noi) su un ponte in legno. Seguendo una pista intercettiamo la carozzabile, la seguiamo per un tratto e, in corrispondenza di un nucleo di tre baite, dopo un tornante sx la lasciamo di nuovo riprendendo la mulattiera, che, sul lato destro della strada, sale diretta verso sud, portando al limite inferiore dei prati di Tabiadascio (tabiadàsc’. m. 1190). Saliamo su sentierino tendendo gradualmente a sinistra e, ignorata la deviazione a destra, ci portiamo in vista delle baite più alte di sinistra (est), a quota 1262, presso il limite del bosco, notiamo una sorta di avvallamento, che introduce al limite occidentale del maggengo del Monte del Lago, o dei Laghetti (al làach, 1263). Non ci portiamo però a questa baite, ma pieghiamo a destra, su un sentiero che rientra nel bosco salendo verso sud-ovest e sud, e ci porta, dopo una quarto d'ora o poco più, al limite inferiore dei prati dell’alpe Foppate (fópà, m. 1387).

La bassa Val Bregaglia, o Bregaglia italiana, offre numerose possibilità di passeggiate ed escursioni sulla fascia della media montagna, che qui è particolarmente curata e regala scorci e scoperte affascinanti. Nel territorio di Villa di Chiavenna la salita dal fondovalle a Tabiadascio e Foppate, splendidi terrazzi panoramici sul versante meridionale della valle, riserva, soprattutto in tarda primavera o in autunno, l’emozione dell’incontro con una montagna bucolica, dove il passato non è ancora interamente passato.
Per verificare in prima persona la bellezza di questi luoghi ci portiamo con l’automobile a Chiavenna, imboccando la statale per il passo del Maloja e raggiungendo Villa di Chiavenna. Oltrepassata Villa, proseguiamo in direzione del confine italo-svizzero, notando, alla nostra destra, l’invaso artificiale denominato Lago di Villa (il làach, realizzato a scopi idroelettrici dalla società Edison). In corrispondenza del limite orientale del lago (quello in direzione della dogana), lasciamo la statale e prendiamo a destra, imboccando una stradina che scende alla sua sponda orientale e, costeggiandola, si porta sul lato opposto della Val Bregaglia, quello meridionale. Qui comincia a salire, fino ad un bivio: lasciando a sinistra la strada che porta a Chete (chéet), svoltiamo a destra, toccando la bella chiesetta quattrocentesca (rifacimento di una più antica chiesetta del secolo XII) di San Barnaba, nella contrada omonima (un tempo chiamata “sciamartìn”). Proseguendo nella salita, siamo in breve al nucleo di Canete (canéet, caratterizzato da interessanti esempi di architettura rurale quattro-cinquecentesca), con la bella chiesetta localmente chiamata “la madòna de canéet”. Dopo una svolta a sinistra, troviamo un parcheggio con un pannello che illustra le bellezze della Bregaglia italiana ed offre una mappa dei percorsi sul versante montuoso.
Parte, dunque, da qui (m. 720) la camminata che ha come meta i prati di Tabiadascio e Foppate. La carrozzabile prosegue, e noi la seguiamo per un tratto, finché troviamo, sul suo versante a monte, in corrispondenza di un cartello di divieto di transito ai motoveicoli, la partenza di una larga mulattiera ben scalinata. Iniziamo, così, a salire nel silenzio del bosco, avvolti nella frescura di una bella pecceta, passando per una bella fontana la cui vasca è ricavata da un grande masso (un cartello ci invita ad avere rispetto dell’ambiente che ci accoglie). Sempre seguendo la mulattiera, che volge a sud est, usciamo dal bosco e ci portiamo al torrente Valtura (valtüra), che oltrepassiamo da destra a sinistra (per noi) su un ponte in legno.
Sul lato opposto possiamo scegliere se piegare a destra, su traccia un po’ incerta, che sale diritta in direzione sud fino al limite inferiore dei prati di Tabiadascio, oppure proseguire su una pista che si congiunge con la carozzabile. In questo caso seguiamo per un tratto la strada asfaltata, finché, in corrispondenza di un nucleo di tre baite, dopo un tornante sx notiamo, sulla destra, la ripartenza della mulattiera, che sale diretta verso sud, portando anch’essa al limite inferiore dei prati di Tabiadascio (tabiadàsc’). Si tratta di un ampio e luminoso maggese, sul cui limite inferiore, a 1190 metri di quota, possiamo scovare, seminascosto dal bosco, l’edificio dell’ex caserma della Guardia di Finanzia, la cui collocazione testimonia che questa fascia montuosa, prossima al confine elvetico, molto facile da varcare in più punti, fosse interessata, fra Ottocento e Novecento, da un intenso traffico di contrabbando.
Proseguiamo salendo su un sentierino lungo il versante dei prati, abbastanza ripido, e piegando gradualmente a sinistra, fino ad un bivio, segnalato da alcuni cartelli della Comunità Montana di Valchiavenna. Nella direzione dalla quale siamo giunti Canete è data a 45 minuti (sentiero B18). Il medesimo sentiero prosegue per i Laghetti, la bocchetta della Teggiola ed il bivacco Pedroni-Del Pra, dato a 4 ore (si tratta dell’impegnativa traversata all’alta Val Codera, nella quale, appunto, il bivacco è collocato). Prendendo a destra, invece, si percorre l’itinerario B12, che traversa in 45 minuti a Pian Cantone, proseguendo per Pradella e Uschione (6 ore), sopra Chiavenna. Ignoriamo questa seconda interessante possibilità, e proseguiamo diritti, gustando la bellezza e la luminosità dei prati, costellati di baite e ben tenute. In particolare non ci può sfuggire lo splendido colpo d’occhio verso nord, cioè verso il versante settentrionale dei monti di Piuro e Villa di Tirano, dominato dall’elegante profilo del pizzo Galleggione (il piz galesgégn o de galesgégn, m. 3107, massima elevazione del territorio di Villa di Tirano, sul confine italo-svizzero).
Raggiunte le baite più alte, a quota 1262, presso il limite del bosco, notiamo una sorta di avvallamento, che introduce al limite occidentale del maggengo del Monte del Lago, o dei Laghetti (al làach, 1262). Non ci portiamo, però, alle baite del maggengo, ma pieghiamo a destra, su un sentiero che rientra nel bosco salendo verso sud-ovest e sud, e ci porta, dopo una quarto d'ora o poco più, al limite inferiore dei prati dell’alpe Foppate (fópà, m. 1387). Qui termina, dopo circa due ore di cammino (il dislivello approssimativo in altezza è di 670 metri) la nostra escursione, anche se il sentiero segnalato prosegue oltre le poche baite dell’alpeggio, portandosi a ridosso del versante occidentale della Val Casnaggina (localmente chiamata carnasgina), che segna il confine fra Italia e Svizzera, e seguendolo fino al suo severo circo terminale, sul quale è intagliata la bocchetta della Teggiola, valicando la quale si accede all’alta Val Codera ed al già citato bivacco Pedroni-Del Pra. Il terreno, aspro e ripido, richiede però attenzione ed esperienza escursionistica. Dall’alpe non possiamo vedere, ma solo immaginare questi suggestivi scenari. Ma l’immaginazione regala anch’essa emozioni che un escursionista consapevole dei suoi limiti non disprezza. Emozioni che ci accompagnano nel ritorno alla frazione di Canete.

 

 

 

 

 

 

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CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri).

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