GALLERIA DI IMMAGINI
[Home Page]
Punti di partenza ed arrivo |
Tempo necessario |
Dislivello in altezza
in m. |
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti) |
S. Salvatore-Lago della Casera |
1 h e 45 min. |
600 |
E |
Campelli-Alpe Meriggio-Alpe delle Zocche-Rif. Baita Lago della Casera-Lago della Casera |
3 h |
850 |
E |
Il lago della Casera è uno dei più caratteristici del versante montuoso sopra Albosaggia.
Può essere interessante leggere, a distanza di oltre un secolo, le note che sul su di esso stese il dott. Paolo Pero, professore di Storia Naturale al Liceo “G. Piazzi” di Sondrio, nell’operetta “I laghi alpini valtellinesi”, edita a Padova nel 1894: “Sulla sponda destra della valle del Livrio, ad ovest del pizzo Meriggio (2317 m.), a metà circa della costa, si apre un'ampia ed assai amena conca, limitata da due creste montuose, che si distaccano dal pizzo suddetto verso S.O. e N.O. e che, degradando successivamente, si congiungono di nuovo per mezzo di alcuni cocuzzoli, i quali si continuano poi col versante proprio della valle. In questa concava superficie, variamente accidentata da piccole emergenze della roccia in posto, si trovano due piccoli laghi, il minore dei quali posto verso N. e alquanto poi in alto (2040 m.) è detto Lago di Zecca, il maggiore, più a S. e più in basso (1969 m.), è chiamato Lago della Casera, intorno al quale ho rivolto le mie solite ricerche. Esso occupa la parte più inferiore della conca sopra descritta, le cui minori balze lo chiudono a guisa d'ampio anfiteatro.
Ha forma alquanto oblunga diretta da N. a S. Le sponde sono poco inclinate, specialmente verso E. per l’abbondante detrito che viè trasportato dai poggi circostanti, soprattutto per opera del suo affluente, che vi ha costruito in quella parte un esteso delta. Un tappeto erboso riveste idintorni del lago fin presso Io acque, dove laspiaggia si trasforma talora in palude od in giacimenti di torba. Più lungi del
lago si scorge in ogni parte la roccia in posto che emergo dal detrito. Essa è costituita dalla solita formazione del gneis micaceo bruno compatto, che si alterna con strati di micaschisto e di talcoschisto. Verso ovest la cerchia rocciosa s’interrompe, per una piccola dilacerazione perpendicolare agli strati, nella quale si apre l' emissario, che si scarica nel torrente Livrio presso S. Salvatore. Il lago è, dunque, d'origine, orografico.
La parte sommersa delle sponde è pure assai poco inclinata, sicché por un largo tratto all'ingiro si scorge il fondo, il quale ora é ricoperto di ciottoli angolosi, ora di melma finissima con abbondante feltro organico.
Ha l'altitudine di 1962 m. e la superficie di 13200 m. q. Le sue acque presentano un color verde sbiadito, quale è segnato dal num. VIII della scala Forel. La temperatura interna era di 11° C., e l'esterna di 20°, alle ore 11 ant. del 26 Luglio 1893.
Sulle balze che coronano il lago crescono pochi abeti e larici, per lo più sfrondati dalle valanghe che precipitano dal versante del pizzo Meriggio. Sulla sponda ovest abbondano cespugli diRododendro ferrugineum L., diluniperus communis L. e fittissimi intrecci di Vaccinium mirtillus L.”
Nei suoi pressi si trova anche l'omonimo rifugio, che può essere raggiunto per due vie.
Quella più
breve parte dall'alpeggio di San Salvatore, raggiungibile da Albosaggia
seguendo le segnalazioni (cioè dal rifugio Saffratti, m. 1317).
Un sentiero parte dal limite superiore dei prati dell'alpe (alla Ca',
m. 1516), risale la valle della Casera (laterale di destra della valle
del Livrio),
oltrepassando un bacino di raccolta e mantenendosi a fianco
di un torrentello, fino a raggiungere il lago della Casera (m. 1920).
Risalito un ultimo dosso, si raggiunge un gruppo di baite; l'ultima
a sinistra è il rifugio. Se si sceglie questa soluzione, che
permette di raggiungerlo in circa un'ora e tre quarti, si presti attenzione
a non seguire una deviazione a destra che, a quota 1750 metri circa,
si inoltra a mezza costa nella valle del Livrio e porta al rifugio Caprari.
Una seconda soluzione prevede un percorso
molto più lungo, che però vale la pena di effettuare per
la sua panoramicità. In questo caso si parte dall'alpeggio Campelli (m. 1316), sempre raggiungibile da Albosaggia (il termine viene spesso ricondotto all’etico “alpes agia”, cioè “alpe sacra”; probabilmente, però, deriva da una gens romana, l’Albutia). Seguendo un sentiero
in diversi punti ripido che parte dal limite superiore della pista di
sci, oppure una più comodo tratturo tracciato di recente, si
risale il dosso che culmina nella Punta della Piada, staccandosene poco
al di sotto della quota 2000, per entrare, seguendo a questo punto il
tratturo ed ignorando il sentiero che conduce in cima al pizzo Meriggo,
nell'alpe Meriggio. Dopo qualche saliscendi si superano le baite
dell'alpe e, sempre seguendo il tratturo, si taglia il crinale che scende
dalla punta Portorella, passando poi a sud del lago delle Zocche e del
rifugio Baita del Sciüch. Superato un secondo crinale, si giunge all'ampia
conca che ospita un gruppo di baite, prima fra le quali è il rifugio Baita Lago della Casera (m. 1966). Ben visibile sotto il rifugio si trova, come detto,
l'incantevole lago della Casera, mentre il panorama verso sud è
dominato dal pizzo Campaggio (m. 2502, vedi immagine). In questo caso
il tempo di percorrenza sale a 3 ore, ma la fatica supplementare è
compensata da un ottimo panorama sulla vetta di Rhon, sulla testata
della Valmalenco, sul monte Disgrazia e su parte delle cime del gruppo
del Masino.
Tempo di percorrenza:
un'ora e mezza o tre ore; dislivello: in entrambi i casi 650 metri circa
(ma nel secondo caso qualche saliscendi determina una salita effettiva
di 800-900 metri circa).
Il rifugio può essere base di partenza per diverse escursioni:
- al rifugio Caprari (m. 2130),
scendendo al bivio sopra menzionato e percorrendo una lunga traversata
nella costa medio alta della valle del Livrio (lato destro idrografico),
su un sentiero che segue il canale di gronda della Sondel (attenzione:
bisogna attraversare qualche galleria ed in un caso occorre una torcia).
La traversata comporta 380 metri di dislivello e richiede circa un'ora
e mezza.
- al vicino rifugio Baita del Sciüch
(vedi la descrizione dell'itinerario per raggiungere il rifugio sopra
esposta).
-
al pizzo Meriggio (m. 2348), con due possibili itinerari. Il primo e
più breve prevede la salita al passo di Portorella, facilmente
raggiungibile dal Lago delle Zocche, il quale, a sua volta, si trova
poche decine di metri sopra il rifugio Baita del Sciuch. Raggiunto il
passo, a quota 2123, invece di scendere sul versante opposto, cioè
all'alpe Meriggio, si percorre un sentierino che segue il crinale verso
sud, cioè in direzione opposta rispetto alla cima di Portorella.
Il sentiero non è ben visibile e risale il versante settentrionale
del pizzo, fino alla cima (m. 2348).
Più tranquillo ma anche
più lungo è il secondo itinerario: seguendo il tratturo
sopra menzionato in
direzione dell'alpe Meriggio (quindi verso est),
la si attraversa interamente, raggiungendo il dosso oltre il quale la
strada comincia a scendere, con diversi tornanti, verso l'alpe Campelli.
In prossimità di un cartello di Divieto di caccia ci si stacca
dalla strada per imboccare un sentiero che aggira ad est la punta della
Piada e raggiunge la baita Meriggio (m. 2107). Dalla baita si sale facilmente
alla vetta su una comoda traccia di sentiero. Questa ascensione, oltre
ad essere assai facile, ha il pregio di essere estremamente panoramica,
sia sul versante retico che su quello orobico. Il dislivello è
di 382 metri. La prima soluzione richiede circa un'ora e mezza, la seconda
circa due ore e mezza.
- al pizzo Campaggio (m. 2502).
Dal rifugio si sale verso sud est, raggiungendo la sommità di
un dosso dove si trova una traccia di sentiero che conduce ai piedi
della cresta collocata fra i pizzi Meriggio e Campaggio. Si sale quindi
sulla cresta, puntando ad una bocchetta sulla quale si trova un grande
masso a forma di gerlo (campacc, in dialetto; da qui la denominazione
del pizzo). Dalla bocchetta, prestando molta attenzione, si sale alla
vetta, in direzione sud-ovest. Il dislivello è di 536 metri,
ed il tempo necessario è di circa un'ora e mezza.