CARTA DEL PERCORSO - ALTRE ESCURSIONI A GORDONA


Apri qui una fotomappa dell'anello del Pont Secret

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Cappella Donadivo-Alpe Orlo-Pont Secret-Pra L'Oste-Barzena-Cappella Donadivo
3 h
550
E
SINTESI. Acquistato il pass di transito a Gordona, saliamo sulla carrozzabile per la Val Bodengo fino a Donadivo (m. 737). Parcheggiamo qui e saliamo sulla larga mulattiera fino all'alpe Orlo (m. 1165). Qui, ad un bivio, prendiamo a sinistra (indicazioni per la Val Piodella), seguendo un sentiero che si abbassa per un centinario di metri. Raggiungiamo in breve una deviazione segnalata, quella di un sentiero che scende a sinistra verso il torrente Boggia di Val Pilotera. Scendiamo dunque a sinistra ad uno splendido ponte, chiamato “Pont Secrét” (m. 1110), in legno con protezione su ambo i lati. Superato il ponte, seguiamo il largo sentiero che va a sinistra e poi piega gradualmente a destra salendo ai prati del maggengo di Pra’ l’Oste (m. 1147), su un bel poggio panoramico che guarda allo sbocco della Val Bodengo. Rientrati nel bosco sul lato opposto dei prati, procediamo quasi in piano verso sud-est, fra splendidi larici, fino ad una valletta, oltrepassata la quale pieghiamo a sinistra scendendo con diversi tornanti verso est, superando un bosco di faggi. A quota 1060 pieghiamo a destra e scendiamo per un buon tratto diritti in un bosco di betulle, uscendo ai prati del maggengo di Barzena (m. 945). Passiamo fra le baite e raggiungiamo la parte bassa dei prati, dove il sentiero rientra nel bosco e scende ad intercettare la carrozzabile di Val Bodengo, che seguiamo verso sinistra, portandoci all'impressionante viadotto sopra la Val Pilotera e scendendo infine a Donadivo, dove abbiamo parcheggiato l'automobile e dove l'anello si chiude.


Apri qui una fotomappa dei sentieri della bassa Val Bodengo e della Valle della Forcola

Fra le due più famose valli alle quali si accede da Gordona, la val Bodengo e la val Fontana, è posta la val Piodella, che si raccomanda come meta per quegli escursionisti che amino gli orizzonti della solitudine. Stupirà quindi sapere che proprio qui si trova l'unico rifugio della zona, che deve la sua esistenza alla disponibilità del comune di Gordona ed all'opera di un gruppo di volontari che ha lavorato per renderlo agibile per gli escursionisti che volessero farne la base di partenza per traversate di un certo respiro.


Panorama sulla Valchiavenna da Donadivo

Ma vediamo come arrivarci. Gordona è facilmente raggiungibile dalla SS 36 della Valchiavenna. Usciti dalla seconda galleria, a Novate Mezzola, percorriamo, in direzione di Chiavenna, circa 11 chilometri; dopo san Cassiano troveremo, sulla sinistra, la deviazione per Gordona. Raggiunto il paese, dobbiamo scegliere se percorrere la strada interamente a piedi (ed è una bella tirata), o se guadagnare circa trecento metri acquistando il permesso di transito sulla strada per la val Bodengo. Visto l'importante sviluppo dell'escursione, conviene decisamente salire in automobile.
In questo secondo caso, percorsi tre chilometri, ci ritroviamo alla località Donadivo (m. 737), dove lasciamo l'automobile per salire su una mulattiera (un piccolo gioiello) che parte in corrispondenza di una fontanella di legno e accanto ad una pista sterrata.


Strada Gordona-Bodengo e Pizzo di Prata

Non si tratta però di una mulattiera qualsiasi. Si tratta infatti di un pezzo della lunga mulattiera che da Gordona sale all'alpe Cermine, fra le più belle in Valchiavenna. Si tratta della cosiddetta mulattiera del benefattore (la denominazione locale è "strèda de scèrman", cioè strada di Cermine), uno splendido manufatto, realizzato a regola d'arte, che si sviluppa da Gordona a Cermine per circa 4 km e 1000 metri di dislivello. Prima degli anni settanta del Novecento, quando venne realizzata l'attuale carrozzabile che da Gordona raggiunge Bodengo, essa rappresentava la via principale di accesso agli alpeggi sopra Gordona ed alla Val Bodengo stessa. Fu finanziata dal benefattore Giovan Battista Mazzina ("Pin Mazzina") e realizzata, grazie al lavoro di molti Gordonesi, nel 1928-29. Il Mazzina, nato nel 1884, dopo un'infanzia da pastore sugli alpeggi sopra Gordona cercò e trovò fortuna nel settore alberghiero in Sud America, in particolare a Buenos Aires, dove lavorarono diversi gordonesi. Molteplici le sue iniziative benefiche, a Gordona, Mese e Chiavenna. In particolare restaurò anche la cappella dedicata alla Madonna del Rosario lungo la mulattiera, oltre al Monumento ai Caduti, al Municipio ed all'Acquedotto di Gordona. A lui sono state intitolate la scuola primaria e la scuola media di Gordona, dove morì il 19 maggio 1931. Percorrere interamente questa mulattiera è un'esperienza faticosa ma suggestiva. Si può toccare... con piede la sapiente gestione delle pietre e dei dislivelli che agevola per quanto possibile la fatica della salita e raggiunge l'Alpe Orlo, a 1165 metri (raggiungibile anche mediante una strada sterrata di recente costruzione).


La mulattiera del benefattore nel tratto Donadivo-Orlo

La mulattiera conserva la sua fattura accurata: sale gradualmente, con fondo riposante, all'ombra di un bosco, incrocia più in alto la pista sterrata e dopo qualche svolta porta all'alpe Orlo (m. 1165). Si tratta di un maggengo localmente chiamato "öör" menzionato nell'estimo del 1643 come Or di Sermone o Or di Scermen. Ci accoglie una fontana a due cannelle, la funtèna de l'öör, presso la quale parte il segnalato sentiero che prende a sinistra e si addentra in Val Pilotera. Vicino alla fontana si trova la cappella chiamata capèla de l'öör.

Funtèna de l'öör e capèla de l'öör

Qui, ad un bivio, prendiamo a sinistra, seguendo il cartello che indica la val Piodella e lasciando la mulattiera del benefattore. Dobbiamo ora effettuare una lunga traversata sul fianco sinistro idrografico della valle. Nel primo tratto perdiamo un centinaio di metri di quota e raggiungiamo una deviazione segnalata, quella di un sentiero che scende a sinistra verso il torrente Boggia di Val Pilotera. Un cartello segnala che procedendo diritti andiamo verso Orlo, Donadivo e Gordona, mentre scendendo a destra traversiamo a Pra L'Oste e Barzena. Scendiamo dunque a sinistra, in una bella faggeta. Incontriamo in breve i primi abeti ed un cartello su un tronco con l'indicazione "Pra l'Oste-Pont Secret".


Pont Secrét

Pont Secrét

Il sentiero, segnalato da segnavia bianco-rossi, scende ad uno splendido ponte, chiamato “Pont Secrét” (m. 1110), in legno, con rete di protezione metallica su ambo i lati. Attraversiamolo con calma, perché l'oscillazione potrebbe impressionare chi non è abituato.
Superato il ponte ed i due pilastri in cemento che lo delimitano, seguiamo il largo sentiero che va a sinistra salendo in una splendida pecceta. Su un tronco troviamo subito una stella di Natale con la scritta "Pont Secret". Il sentiero poi piega gradualmente a destra con un tratto esposto sul lato sinistro e posto in sicurezza con corde fisse. Superato un tratto ripido con qualche scalinatura, usciamo ai prati del maggengo di Pra’ l’Oste (Prèè l'Ost, m. 1147), un bel poggio panoramico che guarda allo sbocco della Val Bodengo. Da qui vediamo bene l'alpe Orlo e, alle sua spalle, la piramide del pizzo di Prata, a destra della testata della Val Schiesone. Il maggengo, definito in un cartello di legno "baciato dal sole, amato da Dio", è citato già come Pre Orto e Proort alla Chiesura nell'estimo del 1643.


Pra' L'Oste

Pra' L'Oste

Passiamo appena sopra le baite, rientriamo nel bosco sul lato opposto dei prati e procediamo quasi in piano verso sud-est, fra splendidi larici, fino ad una valletta, oltrepassata la quale pieghiamo a sinistra scendendo con diversi tornanti verso est, superando un bosco di faggi. A quota 1060 pieghiamo a destra e scendiamo per un buon tratto diritti in un bosco di betulle, uscendo ai prati del maggengo di Barzena (m. 945).
Passiamo fra le baite e raggiungiamo la parte bassa dei prati, dove il sentiero rientra nel bosco e scende ad intercettare la carrozzabile di Val Bodengo, che ora seguiamo verso sinistra, portandoci all'impressionante viadotto sopra la Val Pilotera e scendendo infine a Donadivo, dove abbiamo parcheggiato l'automobile e dove l'anello si chiude.

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CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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