Apri qui una galleria di immagini - Carta del percorso

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Codera-Cii-Tracciolino-Casten-Frasnedo
5 h
750
E

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Seguendo le indicazioni (il cartello con la sigla S.I., che più volte si incontra nella traversata), scendiamo dalle case di Codera al bel ponte sul torrente, sospeso per una quarantina di metri sul vuoto. Segnaliamo che la traversata Codera-Frasnedo, effettuata in questa seconda tappa, è prevista anche dalla seconda tappa del Sentiero Life delle Alpi retiche, recentemente segnalato ed attrezzato. I due percorsi, però, non si sovrappongono interamente, perché il Sentiero Life, più impegnativo, segue per un tratto il Tracciolino ma lo lascia per risalire il vallone di Revelaso. fino alla forcella di Frasnedo, mentre il Sentiero Italia lo segue interamente.
Oltre il ponte sul torrente Codera, si trova un bivio: prendendo a destra si giunge ben presto ad un secondo bellissimo ponte, sospeso sulla forra terminale della val Ladrogno, laterale di sinistra della Val Codera.
Ad un nuovo bivio, si lascia alla propria sinistra il sentiero che sale verso il bivacco Casorate-Sempione, puntando verso l'abitato di Cii (m. 851), dove si trovano capre, talvolta anche pastori e, soprattutto, un'ottima visuale sul lago di Mezzola e sull'alto Lario. Oltre le baite di Cii, il sentiero riprende, con una traccia meno marcata, che sale ad intercettare, poco sopra i 900 metri, il Tracciolino. Questo sentiero, costruito negli anni trenta per congiungere le prese di Val Codera con il bacino Sondel in Val dei Ratti, si snoda, pianeggiante, ad una quota costante di 900-910 metri, per oltre dodici chilometri fra dirupi e valloni, e costituisce, per buona parte del suo percorso, una sezione del sentiero Italia. Infatti lo si segue per un buon tratto, superando il vallone della val Grande e raggiungendo una grande baita isolata, poco oltre la quale si intercetta un sentiero che offre una duplice possibilità, quella di raggiungere, salendo, il paese di Cola (m. 1018), e quella di incamminarsi, scendendo, alla volta di San Giorgio di Cola. Se avete tempo, effettuate un sggestivo fuori-programma e salite a Cola (si raggiungono le sue baite in pochi minuti): l'atmosfera fuori del tempo e l'ottimo panorama sull'alto Lario ripagheranno ampiamente il supplemento di fatica.
Tornate poi al trivio e, lasciando il Tracciolino, scendete (secondo fuori-programma) per quasi duecento metri nel cuore impressionante del vallone di Revelaso, una sorta di Purgatorio da cui si riemerge, sul lato opposto del vallone, superando un tratto di sentiero esposto e non protetto (attenzione, dunque). La risalita porta in breve tempo al bellissimo abitato di San Giorgio di Cola (m. 748), dove si troveranno sicuramente persone gentili disposte a regalare indicazioni e consigli. San Giorgio se ne sta adagiato in una bella conca, nascosta alle spalle di un impressionante sperone roccioso, sul lato sinistro idrografico della Val Codera, dal quale scende un'ardita mulattiera, quasi gemella di quella percorsa il primo giorno, che porta alla frazione Campo di Novate Mezzola (si tenga presente che è dunque possibile sfruttare questa mulattiera per passare, nella prima giornata, da Novate Mezzola a Frasnedo, tagliando fuori Codera).
Riprendendo il cammino e seguendo le indicazioni, si sale di nuovo alla volta del Tracciolino, incontrando, presso l'ultima casa, un avello celtico che testimonia un'antichissima colonizzazione del paese.
Quest'avello è legato anche all'antichissima leggenda della lotta di S. Giorgio contro il drago, che, secondo quando racconta la versione locale di questa leggenda, ha avuto come teatro proprio lo sperone di roccia che ospita S. Giorgio di Cola.
Superati il cimitero (anch'esso davvero singolare, posto, com'è, sotto un enorme masso) ed un bel bosco di betulle, si intercetta il Tracciolino, poco oltre il punto in cui il Sentiero Life lo lascia. Percorrendolo verso destra, in direzione della Val dei Ratti, si raggiunge ben presto ad una serie di gallerie che permettono di superare valloni e strapiombi impressionanti. Qui si capisce cosa sia l'aspetto orrido della montagna: pareti granitiche incombono sopra la testa e talora sembrano voler inghiottire l'inerme escursionista, mentre sotto si aprono voragini paurose. Eppure il sentiero sembra dipanarsi sicuro, ed è sempre abbastanza largo e protetto, tanto da infondere sicurezza. Si badi comunque, in alcuni tratti, ai sassi che potrebbero cadere dall'alto. Sarebbe buona cosa munirsi di un casco (ed anche di una torcia, perché la più lunga delle gallerie misura circa trecento metri). Poi, proprio al termine della galleria più lunga (dove è necessaria una torcia per procedere in sicurezza), lo scenario si ingentilisce un po' e, seguendo i binari e facendo attenzione ai carrelli che potrebbero percorrerli, ci si avvia rasserenati alla casa dei guardiani che precede di poco la fine del Tracciolino. Non lo si segue però fino alla fine, ma lo si lascia, verso sinistra, quando si intercetta il sentiero che da Verceia sale verso Frasnedo. la quota è sempre quella: poco più di 900 metri.
Ci vuole ancora poco più di mezzora di cammino prima di concludere questa tappa.
Dopo un primo breve tratto di salita, si raggiunge l'abitato di Càsten (m. 975), dove si comincia a scorgere parte della testata della Val dei Ratti, e precisamente la Cima del Desenigo. Il sentiero passa appena a valle delle baite di Casten (o Casctan, come reca scritto un cartello, che definisce il piccolo nucleo, con un respiro davvero ampio, frazione d'Europa). Accanto a questo cartello ve n'è un altro, dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, che riassume l'itinerario percorso dalla 55sima brigata Fratelli Rosselli nell'inverno del 1994 per passare da Introbio in Valsassina a Bondo in Svizzera, passando in alta Val Codera per la bocchetta della Teggiola. Essi passarono in Val Gerola, scesero a guadare l'Adda, risalirono per la Costiera dei Cech e passarono in Val dei Ratti e da qui in Val Codera.
Poco più in alto, sulla sinistra del sentiero, si incontra un bel trogolo ("böi", con voce dialettale, cioè piccola vasca in pietra che raccoglie l'acqua per il bestiame) che risale al XVI secolo. Salendo ancora, ecco una bella cappelletta, dova una Madonna con un sorriso appena accennato ed un Bambino meditabondo riproducono fattezze che sicuramente rimandano più a questa terra di montagna che alla lontana terra di Palestina. La cappelletta è posta sul ciglio dell'impressionante forra della valle (che però, dal sentiero, si intuisce, più che vedere). Ora il panorama si allarga: vediamo un primo scorcio dell'alta valle e, sulla sinistra, scorgiamo la meta, Frasnedo.
Ignorata la deviazione, sulla destra, per Moledana e Corveggia, si incontra una nuova vasca di raccolta dell'acqua, questa volta in cemento, prima di superare un passaggio nel quale la mulattiera corre a fianco della nuda roccia.


Frasnedo

Poi, ecco il limite inferiore dei prati di Frasnedo. Dopo gli ultimi tornantini, una seconda cappelletta ed una nuova Madonna con Bambino accolgono il viandante. Passando fra le baite, si possono osservare un portale settecentesco ed una piccola edicola che ospita una statuetta di S. Barbara, protrettrice della Valle dei Ratti. Il paese di Frasnedo (m. 1287) è uno dei pochi, ormai, rimasti nella condizione di non poter essere raggiunti se non da una marcia di un'ora e mezza dal punto più alto raggiungibile, da Verceia, con l'automobile (m. 700 circa).
Non si deve pensare, però, che sia un paese deserto, o malinconicamente abitato solo da persone amanti della solitudine: d'estate si anima di gente cordiale, ma anche orgogliosa delle proprie radici e diffidente rispetto ad ogni ipotesi di più facile accessibilità della valle.
In alto, in posizione dominante, troviamo la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve: nella festa estiva a lei dedicata si svolge una solenne celebrazione seguita da una festosa processione, accompagnata dal suono dispiegato delle campane della chiesetta. Sopra il portale una scritta ricorda che l'edificio sacro fu eretto nel 1686; a lato, i santi Abbondio e Rocco, dipinti nel 1906 da Martino Svanella.


Frasnedo

Il colpo d'occhio, dal sagrato della chiesa, raggiunge un breve scorcio dell'alto Lario, oltre lo stretto intaglio della bassa valle. In alto, sulla destra, a monte di Frasnedo, l'appuntita cima del monte di Frasnedo (m. 1993), ad ovest della quale si colloca quella forcella di Frasnedo per la quale passa il Sentiero Life delle Alpi Retiche, che poi scende a Frasnedo, giungendo anch'esso proprio qui, alla chiesetta della Madonna della Neve.
Il pernottamento si effettua presso il rifugio Frasnedo, aperto, il 10 maggio 2010. Per informazioni si possono chiamare Elda 3336266504, Martin 331 9714350, Livio 338 4469448, l'ufficio comunale di Verceia tel./fax. 0343 39503 (sempre per acquisire informazioni: info@rifugiofrasnedo.it; sito web: www.rifugiofrasnedo.it).


Rifugio Frasnedo

Il rifugio si trova all'uscita del paese, vicino al punto di arrivo della teleferica che lo serve; si tratta dell'ex-edificio dello spaccio. Qui si può attendere la sera, godendo, se la giornata è limpida, di un'ottima visuale sull'alto Lario e preparando, nella propria immaginazione, la terza tappa.
Se volete saperne di più, aprite la presentazione della terza tappa, tratto che porta da Frasnedo al rifugio Volta.
Ah, volete sapere quanto ci si può mettere a percorrere questa seconda tappa? Difficile dirlo. Il dislivello complessivo non è certo proibitivo, e si aggira intorno ai 750 metri. Lo sviluppo in lunghezza è però notevole. Cinque ore complessive, al netto delle soste, possono essere un tempo medio attendibile.


Frasnedo

Ricordiamo, infine, che è anche possibile salire direttamente a Frasnedo da Verceia: una strada-pista sterrata ha raggiunto al momento la Motta (m. 850 circa). La pista agro-silvo-pastorale è chiusa al traffico dei veicoli non autorizzati, ma è possibile acquistare il permesso di transito giornaliero nei bar Val di Ratt, Pinki, Milky, Circolo "Al Sert"; presso gli uffici Comunali (tel. 0343 44137; www.comune.verceia.so.it) è possibile anche acquistare un permesso annuale. Dalla pista (destinata a proseguire verso Frasnedo) si imbocca la mulattiera che, tagliato il Tracciolino, si affaccia alla media Valle dei Ratti e porta, infine, a Frasnedo (tempo di percorrenza: un'ora e mezza circa).


Verceia

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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