Punti di partenza ed arrivo |
Tempo necessario |
Dislivello in altezza
in m. |
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti) |
Cataeggio-Valbiore-Baite Taiada-Alpe e rifugio Granda |
4 h |
920 |
E |
Se non usi Internet Explorer, clicca qui per ascoltare un commento sonoro; altrimenti accendi le casse se vuoi ascoltare un mio brano ispirato a questi luoghi
Apri qui una galleria di immagini
Quinta
tappa - Da Cataeggio al rifugio alpe Granda
Questa quinta tappa
conduce dal centro, anche amministrativo, della Val Masino, cioè Cataeggio,
all'inizio del lungo crinale Granda-Scermendone, che separa questa valle
dalla media Valtellina. Un buon camminatore può tuttavia, nella medesima
giornata, percorrere tutto il crinale e fermarsi al rifugio
Scermendone, o anche proseguire, scendendo al rifugio Marinella. Ma
prendiamocela con comodo...
Saliti a Filorera, dobbiamo imboccare la strada che conduce in valle di
Sasso Bisolo ed a Preda Rossa, seguendo le indicazioni per il rifugio
Ponti. Oltrepassato il Centro polifunzionale della montagna, si attraversa
su un ponte il torrente, osservando, a destra, l'antico ponte in pietra
che, per fortuna, è stato conservato a fianco di quello nuovo. Si sale
verso sinistra, imboccando poi un tornante
destrorso. Alla fine del tornante, invece di imboccare quello sinistrorso,
si seguono le indicazioni (bandierine e cartello con la sigla S.I.), che
guidano su un sentiero che, dalla destra idrografica della valle, si porta,
sfruttando un ponte, sulla sinistra (mentre la strada prosegue la sua
salita a destra), percorrendone il fianco, sempre in prossimità del torrente.
Ci si ritrova, alla fine, presso la grande frana di Valbiore (valbiórch) (m.1234),
dove ci si ricongiunge con la strada.
Sul lato opposto della valle la montagna mostra il suo fianco ferito,
mentre sotto, spesso, fervono i lavori sui grandi massi di granito. A
ques to
punto dobbiamo per un tratto risalire la nuova strada sterrata che sfrutta
il lato opposto della valle rispetto alla precedente, sepolta dalla frana.
Dopo un primo tornante destrorso ed un secondo sinistrorso, la lasciamo
in corrispondenza di un evidente cartello che indica la partenza del sentiero
per l'alpe Granda e l'omonimo rifugio.
Prestando attenzione al terreno franoso sul ciglio della strada, imbocchiamo
il sentiero, che sale verso destra nel bosco, tracciando una lunga diagonale
che conduce alle baite Taiada, a 1492 metri. Dalle baite si gode di un'ottima
visuale su quelle medesime cime (la cima del Cavalcorto ed i Pizzi del
Ferro) che si sono potute ammirare da Filorera il giorno prima. A sinistra
della cima del Cavalcorto si possono scorgere anche le cime d'Averta,
il pizzo Porcellizzo (sciöma dò porsceléc') ed uno scorcio della valle omonima, mentre a destra
fa capolino la punta di Zocca. Non manca molto alla meta: l'alpe Granda,
infatti, si raggiunge con un breve supplemento di salita su un
sentiero che parte dalla sommità del prato delle baite e, salendo nel
bosco, raggiunge l'alpe nella sua parte terminale, cioè nord-orientale.
Risalendo l'alpe fino al suo limite, si gode di un'ottima visuale sulla
cima del Desenigo, a sinistra, e sull'aspra costiera che separa la Val
Masino dalla valle Merdarola, a destra, con la cima di Cavislone (sciöma dò caveslùn) ed il
monte Lobbia (lòlbia). A destra della cima del Desenigo si scorge il passo di Primalpia,
valicato anch'esso il giorno prima.
A questo punto, se non si hanno le gambe o il tempo per proseguire verso
Scermendone, si può percorrere il crinale dell'alpe in direzione sud-ovest,
superando la poco evidente Cima di Granda (m. 1705) ed ammirando di nuovo
il superbo panorama che si para di fronte agli occhi in direzione della
Val Masino.
Dopo una breve discesa, infine, si raggiunge
l'ex-rifugio alpe Granda (m. 1636) che sorge sul
limite sud-occidentale dell'alpe, poco prima che inizi il bosco che occupa
il crinale sempre più stretto che termina alla località Sas del Tìi, sopra
i prati di Lotto. In fondo, verso nord-est, fa bella mostra di sé quel
monte Disgrazia che più volte ricomparirà nel prosieguo del sentiero.
Il nuovo rifugio è, invece, all'estremità opposta dell'alpe (nord-est),
non lontano dal punto in cui il sentiero dalle baite Taiada esce dal
bosco. Supponendo di essere partiti da Cataeggio, si è superato un dislivello
di circa 920 metri. Il tempo medio necessario è di 4 ore.
Per
proseguire nel cammino, apri la presentazione della prossima tappa,
dal rifugio alpe Granda al
rifugio Marinella.
Torna ad inizio pagina
Galleria di immagini (clicca sulle anteprime per aprire le foto)
Copyright 2008 - 2011:
Massimo
Dei Cas
Via Morano, 51 23011 Ardenno (SO)
Tel.: 0342661285 E-mail: m.deicas@tin.it


|
|
|
|
|
|
|
|
|
Storia, tradizioni e leggende |
|
|
|
|
|
|
|
|
Immagini, suoni e parole |
|
|
|
|
|
|
|
|
|