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Settima giornata

Direttrice Meridionale dalla Valchiavenna alla Valmalenco

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Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Prato Maslino-Prato Isio-Alpe Caldenno-Alpe Palù -Passo di Caldenno-Rifugio Bosio-Alpe Lago di Chiesa-Primolo-Chiesa Valmalenco
7 h
900
E

Settima tappa - Dal rifugio Marinella a Chiesa in Valmalenco

Siamo ormai all'ultima tappa, ma il sentiero Italia non finisce di riservare sorprese e scorci di grande interesse e suggestione. Ho già avuto modo di dire che, lungo questo sentiero, la montagna mostra i suoi diversi aspetti, misteriosi, orridi, grandiosi, aperti, gentili. Manca all'appello il fitto bosco di conifere, ma ora lo si incontra. Il sentiero, infatti, riparte poco sotto un grande e ben visibile masso spaccato, posto sul limite orientale del prato, per addentrasi in un bel bosco ed attraversare il Dosso del Buono e la val Finale (vedi foto), mantenendosi costantemente su una quota compresa fra i 1650 ed i 1750 metri.
La traversata avviene, con qualche saliscendi, su una traccia tranquilla, anche se in alcuni tratti un po' esposta: si può così gustare anche l'aspetto più umbratile e raccolto della montagna. Alla fine si raggiunge la sommità del prato Isio (m. 1660 circa), in corrispondenza di una fontana. Vale la pena di fermarsi per un po' qui a gustare l'ottimo panorama orobico. Sul lato opposto del prato, quello orientale, si imbocca poi una comoda carrozzabile che sale all'alpe Caldenno (m. 1811), dove diventa un sentiero che risale la valle omonima. La traccia, non sempre evidente, è segnalata da radi bolli giallo-rossi e si tiene sulla destra della valle (per chi sale), risalendo un gradino roccioso e raggiungendo l'alpe Palù, a 2099 metri. Percorso il pianoro dell'alpe, sale verso sinistra ed intercetta il sentiero che, scendendo dal passo di Scermendone, compie la traversata al passo di Caldenno. Seguendo questo sentiero verso destra, si raggiunge facilmente questo secondo passo, dove si ritrova, superbo e quasi a portata di mano, l'ormai familiare profilo del monte Disgrazia.
Siamo, qui, al punto più alto del sentiero, cioè a 2517 metri, ed il panorama che si apre è molto interessante anche verso est, dove si scorge l'elegante profilo del pizzo Scalino, che introduce all'inconfondibile atmosfera della Valmalenco.
La salita è terminata: inizia ora una lunga discesa in
Val Torreggio, inizialmente verso est e poi verso nord est.
Seguendo le segnalazioni, si raggiunge facilmente il rifugio Bosio, posto in un incantevole pianoro al centro della valle (m.2086), il cui sfondo è dominato dai Corni Bruciati.
Qui la direttrice meridionale e quella settentrionale del sentiero Italia (in gran parte coincidente con il sentiero Roma), dopo essersi divise a Codera, si ricongiungono, in quanto converge sul rifugio anche la traccia che scende dal
passo di Corna Rossa. Il sentiero, poi, prosegue seguendo buona parte dell'Alta Via della Valmalenco...
Ma questa è un'altra storia. E' giunto infatti il tempo di staccarsene per scendere, sfruttando il versante sinistro idrografico della valle, all'alpe Lago di Chiesa (lach o lèch de sgésa, splendido pianoro-maggengo dove ancora nel settecento esisteva un lago, da cui il nome) e di qui a Primolo (prémul) ed a Chiesa Valmalenco, ripensando ad immagini ed emozioni che lasciano un segno nell'anima.
Il dislivello complessivo in salita è, in quest'ultima tappa, di circa 900 metri, mentre il tempo necessario si aggira intorno alle 7 ore.

 

 

 

 

 

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