GALLERIA DI IMMAGINI; CARTA DEL PERCORSO - LE TAPPE DEL TREKKING


Dalò

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in salita/discesa
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Biv. Chiara e Walter-Passo d'Avero-Alpe d'Avero-Olcera-Cassinaccio-Dalò-S. Giacomo-Filippo
6 h e 30 min.
400/2510
EE
SINTESI. Dal bivacco Chiara e Walter (m. 2660), seguendo la mulattiera scalinata e poi il sentiero segnalato verso sud-sud-est e sud est, scendiamo lungo un vallone in direzione dell'ampia e splendida conca dell'Acquafraggia, che ospita il ben visibile e grande lago omonimo. Restando sul lato sinistro (per noi) del vallone, superiamo il versante di sfasciumi e proseguiamo tranquillamente su un ampio declicio di pascoli, fino a giungere in vista del laghetto di Piangesca e dell'omonimo alpeggio (m. 2097). Qui lasciamo alla nostra sinistra l'itinerario per il lago e l'alpe dell'Acquafraggia, e prendiamo a destra, in direzione ovest, seguendo i segnavia bianco-rossi. Procediamo piegando leggermente a sinistra, in direzione sud-ovest e, risalito un valloncello, lo attraversiamo verso sud; sul lato opposto, pieghiamo a sinistra (sud-est), tornando per breve tratto in direzione del lago di Acquafraggia. Raggiunto il filo di un dosso, pieghiamo a destra, procedendo a sud-ovest ad attraversando un secondo vallone. Sul lato opposto, dopo un breve tratto pieghiamo a ncora a destra, raggiungendo il filo del crinale che scende dal promontorio quotato 2384 metri. Piegando a destra (ovest), tagliamo in diagonale il ripido versante erboso dell'alta Valle dell'Acqua Calda, esposto a sud, perdendo leggermente quota. Dopo leggera risalita, doppiamo un costone che ci fa accedere all'alta valle di Carmezzano e passiamo poco a monte delle baite di Carmezzano (m. 2121). Raggiunto il centro della valle, procedendo sempre con attenzione (i versanti sono ripidi ed insidiosi), affrontiamo, sul versante opposto, la breve salita che ci porta al passo d'Avero (m. 2332). Dall'ampia sella del passo cominciamo la facile discesa in Val d’Avero, tenendo più o meno il centro di un ampio canalone (direzione nord-ovest), finché, giunti in vista di un masso centrale, quotato 1890 metri, pieghiamo a sinistra e passiamo alla sua sinistra, procedendo su un terreno di massi e macereti. I segnavia dettano il percorso più comodo, che comunque mantiene la direzione ovest. Superata una fascia di larici, siamo in vista della parte alta delle baite Avero (m. 1678), che raggiungiamo scendendo l'ultima fascia di prati. Dal limite alto delle baite procediamo, ora, a ridosso del recinto in legno, scendendo verso sinistra, fino a trovare un cancelletto ed il sentiero segnalato segnalato che scende, sempre verso sinistra (direzione sud), ad una valletta e prosegue piegando a destra, in direzione ovest-sud-ovest, immergendosi nel bosco e traversando, con qualche saliscendi, all’alpe del Motto (m. 1670). Qui la direzione cambia, volgendo a sinistra (sud). Una brevissima salita ci porta, ora, ad affacciarci alla selvaggia Val Zerta, di cui dobbiamo tagliare l’intero circo terminale. Il sentiero si cala verso il centro della valle, con un lungo tratto scalinato ed esposto (corrimano aiutano a procedere in sicurezza ed a vincere la repulsione ingenerata dai salti rocciosi che si aprono alla nostra destra). Descritto un arco in senso antiorario, pieghiamo a destra ed assumiamo di nuovo l’andamento verso sud. Superato l’ultimo tratto su terreno smosso, ci portiamo sul versante meridionale della valle, dove comincia la ripida salita su terreno battuto da slavine ed interessato da smottamenti (la traversata è sconsigliabile non solo con neve e ghiaccio, ma anche in periodo di disgelo, essendo frequente la caduta di sassi). Ci affacciamo così ai prati dell’alpe di Olcera (m. 1513). Ignorata la deviazione a sinistra per il Crespallo e superato il nucleo di baite e la grande croce presso un grande masso, salutiamo anche l’ultima coppia di baite rinserrate sotto un grande roccione aggettante e riprendiamo la discesa in direzione sud-sud-est. Attraversiamo poi la Val Olcera, superandone il torrente grazie ad un ponte, presso una cascata. Risalendo sul versante opposto, passiamo per i ruderi del nucleo di Cassinaccia per poi scavalcare la terza e meno pronunciata delle valli, la Val dei Ciri. Proseguiamo, ora, nel cuore di una splendida pecceta, alternando tratti di dolce discesa ad altri nei quali il sentiero scende ben più ripido, con serrate serpentine, sempre in direzione sud, passando per le baite di Albareda (m. 1172) e sbucando, infine, nella parte mediana dei prati di Dalò (m. 1108). Una scalinata li taglia in discesa e ci porta alla piazzetta centrale del nucleo. La discesa da Dalò a San Giacomo-Filippo (m. 522), sul fondovalle può seguire la carozzabile che passa per Uggia oppure una mulattiera segnalata che accorcia di molto i tempi e la monotonia della strada.

L'ultima tappa del Trekking è probabilmente la meno entusiasmante, dato che consiste per buona parte in una lunga ed un po' estenuante discesa, non priva, però, di scorci e suggestioni panoramiche interessanti. D'altronde, in qualche modo si deve pur tornare al fondovalle ed all'automobile! Nel primo tratto passiamo dalla Valle Spluga alla bassa Val Bregaglia (alta Valle dell'Acuqfraggia), per poi rientrarvi traversando alla Val d'Avero.


Avero

Dal bivacco Chiara e Walter (m. 2660), seguendo la mulattiera scalinata e poi il sentiero segnalato verso sud-sud-est e sud est, scendiamo lungo un vallone in direzione dell'ampia e splendida conca dell'Acquafraggia, che ospita il ben visibile e grande lago omonimo. Restando sul lato sinistro (per noi) del vallone, superiamo dunque il versante di sfasciumi e proseguiamo tranquillamente su un ampio declicio di pascoli, fino a giungere in vista del laghetto di Piangesca e dell'omonimo alpeggio (m. 2097). Qui lasciamo alla nostra sinistra l'itinerario per il lago e l'alpe dell'Acquafraggia, e prendiamo a destra, in direzione ovest, seguendo i segnavia bianco-rossi. Procediamo piegando leggermente a sinistra, in direzione sud-ovest e, risalito un valloncello, lo attraversiamo verso sud; sul lato opposto, pieghiamo a sinistra (sud-est), tornando per breve tratto in direzione del lago di Acquafraggia.


Alpe Piangesca

Alpe Piangesca

Laghetto della Piangesca

Lago dell'Acquafraggia

Lago dell'Acquafraggia

Alpe Piangesca

Raggiunto il filo di un dosso, pieghiamo a destra, procedendo a sud-ovest ad attraversando un secondo vallone. Sul lato opposto, dopo un breve tratto pieghiamo a ncora a destra, raggiungendo il filo del crinale che scende dal promontorio quotato 2384 metri. Piegando a destra (ovest), tagliamo in diagonale il ripido versante erboso dell'alta Valle dell'Acqua Calda, esposto a sud, perdendo leggermente quota. Dopo leggera risalita, doppiamo un costone che ci fa accedere all'alta valle di Carmezzano e passiamo poco a monte delle baite di Carmezzano (m. 2121).

Raggiunto il centro della valle, procedendo sempre con attenzione (i versanti sono ripidi ed insidiosi), affrontiamo, sul versante opposto, la breve salita che ci porta al passo d'Avero (m. 2332). Dall'ampia sella del passo cominciamo la facile discesa in Val d’Avero, tenendo più o meno il centro di un ampio canalone (direzione nord-ovest), finché, giunti in vista di un masso centrale, quotato 1890 metri, pieghiamo a sinistra e passiamo alla sua sinistra, procedendo su un terreno di massi e macereti. I segnavia dettano il percorso più comodo, che comunque mantiene la direzione ovest. Superata una fascia di larici, siamo in vista della parte alta delle baite Avero (m. 1678), che raggiungiamo scendendo l'ultima fascia di prati.


Sella di quota 2384

Sella di quota 2384 e pizzo Somma Valle

Traversata della Val Carmezzano

Traversata della Val Carmezzano

Traversata della Val Carmezzano

Traversata della Val Carmezzano

Discesa dal passo d'Avero

Discesa dal passo d'Avero

Discesa dal passo d'Avero

Dall limite alto delle baite procediamo, ora, ridosso del recinto in legno, scendendo verso sinistra, fino a trovare un cancelletto ed il sentiero segnalato segnalato che scende, sempre verso sinistra (direzione sud), ad una valletta e prosegue piegando a destra, in direzione ovest-sud-ovest, immergendosi nel bosco e traversando, con qualche saliscendi, all’alpe del Motto (m. 1670). Qui la direzione cambia, volgendo a sinistra (sud).
Una brevissima salita ci porta, ora, ad affacciarci alla selvaggia e cupa Val Zerta, di cui dobbiamo tagliare l’intero circo terminale. Sarà anche un Sito di Interesse Comunitario dell’Unione Europea, ma la valle mostra un volto poco amichevole. Il sentiero, senza complimenti, si cala verso il centro della valle, con un lungo tratto scalinato ed esposto (corrimano aiutano a procedere in sicurezza ed a vincere la repulsione ingenerata dai salti rocciosi che si aprono alla nostra destra). Purtroppo le condizioni del sentiero sono da verificare assumendo informazioni dal CAI Valle Spluga, perché eventi franosi in passato ne hanno già comrpomesso la praticabilità.
Descritto un arco in senso antiorario, pieghiamo a destra ed assumiamo di nuovo l’andamento verso sud. Superato l’ultimo tratto su terreno smosso, ci portiamo sul versante meridionale della valle, dove comincia la ripida salita su terreno battuto da slavine ed interessato da smottamenti (la traversata è sconsigliabile non solo con neve e ghiaccio, ma anche in periodo di disgelo, essendo frequente la caduta di sassi).


Avero

Con grande sollievo usciamo, infine, da questo girone dantesco e ci affacciamo ai gentili prati dell’alpe di Olcera (m. 1513). Davanti a noi vediamo ora un ampio scorcio della bassa Valchiavenna, sorvegliato, sul lato sinistro, dalla parete settentrionale del Pizzo di Prata. Ignorata la deviazione a sinistra per il Crespallo e superato il nucleo di baite e la grande croce presso un grande masso, salutiamo anche l’ultima coppia di baite rinserrate sotto un grande roccione aggettante, e riprendiamo la discesa in direzione sud-sud-est. Questa volta c’è da attraversare la Val Olcera, superandone il torrente grazie ad un ponte, presso una cascata. Risalendo sul versante opposto, passiamo per i ruderi del nucleo di Cassinaccia per poi scavalcare la terza e meno pronunciata delle valli, la Val dei Ciri.

Proseguiamo, ora, nel cuore di una splendida pecceta, alternando tratti di dolce discesa ad altri nei quali il sentiero scende ben più ripido, con serrate serpentine, sempre in direzione sud, passando per le baite di Albareda (m. 1172) e sbucando, infine, nella parte mediana dei prati di Dalò (m. 1108). Una scalinata li taglia in discesa e ci porta alla piazzetta centrale del nucleo. La discesa da Dalò a San Giacomo-Filippo (m. 522), sul fondovalle può seguire la carozzabile che passa per Uggia oppure una mulattiera segnalata che accorcia di molto i tempi e la monotonia della strada. Dopo 7 ore di cammino possiamo così godere di un sudatissimo riposo.

Alle case alte di San Giacomo-Filippo termina così la splendida maratona degli otto giorni del trekking. L'ideale, ovviamente, sarebbe di disporre di due automobili e di lasciare la prima qui e la seconda a San Bernardo, la frazione alta di San Giacomo da cui questa maratona parte. Segnaliamo, per i camminatori estremi, che chi volesse tentare l'impresa di salire a piedi ad Olmo dovrebbe procedere così. Imboccata la ss 36 dello Spluga, dopo breve salita deve piegare a sinistra, procedendo sulla carozzabile per S. Bernardo ed Olmo. Dopo il primo tornante secco a sinistra, deve cercare sulla destra la partenza di un sentiero che risale il versante boscoso, per buon tratto in direzione nord-ovest, fino a quota 797 m., poi piegando a sinistra in direzione sud-ovest. Dopo una lunga serie di tornantini il sentiero si affaccia alla parte bassa delle case di Olmo. Di qui si procede sulla carozzabile che, attraversato il solco della bassa Valle del Drogo, poprta a San Bernardo ed a Scanabecco. la salita da . Giacomo-Filippo fin qui comporta un dislivello approssimativo di 720 metri, superabile in circa 3 ore di cammino.

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo (CNS), che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Anche le carte sopra riportate sono estratti della CNS. Apri qui la carta on-line

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