CARTA DEL PERCORSO - ALTRE ESCURSIONI IN VAL TARTANO

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Campo-Tartano - Case di Sopra - Bocchetta del Crap del Mezzodì - Croce del Culmine di Campo - Campo Tartano
3 h
400
E

Se abbiamo la nostra base a Campo Tartano, possediamo una discreta esperienza escursionistica e desideriamo effettuare un’escursione che non sia di eccessivo impegno, questo interessante anello, che ha come punto di massima elevazione la cima del Culmine di Campo, fa al caso nostro.
Il Culmine di Campo (m. 1301) è la cima di quel vasto bastione roccioso che divide la parte terminale della Val di Tartano (che si congiunge alla bassa Valtellina nel conoide del Tartano, presso Talamona), ad ovest, dalla Val Fabiolo (il profondo intaglio che raggiunge il fondovalle in corrispondenza del paese della Sirta), ad est. Questo bastione ha due corni: il Crap del Mezzodì (m. 1031), che guarda al fondovalle valtellinese, ed il Culmine di Campo, appunto, che guarda alla bassa Val di Tartano. Nei pressi della cima è stata collocata una grande croce (la "crùus", m. 1276), ben visibile da Campo Tartano. E' stata collocata qui nel 1976 e da allora è diventata uno dei simboli di questo paese.
La classica salita da Campo Tartano alla croce avviene seguendo un marcato quanto ripido sentiero che parte dalle case alte a ridosso del fianco del grande cupolone roccioso e porta diritti alla radura nella quale la croce è collocata. Esiste, però, una seconda possibilità, meno nota, che val la pena di raccontare.
Partendo da Campo, scendiamo, per un buon tratto (un paio di tornanti) lungo la strada asfaltata che conduce al fondovalle, fino ad incontrare, sulla destra, la deviazione, segnalata, per la località Case di Sopra (o Dosso di Sopra). Percorriamo, così, un tratturo, che diventa una mulattiera, fino a raggiungere, in breve, la piccola frazione, a 952 metri. Oltre l’ultima casa della frazione, troviamo un sentiero che taglia il fianco occidentale del Culmine, proponendo anche un passaggio un po’ esposto, in un ambiente cupo e selvaggio.
La traversata si conclude nel punto in cui il sentiero intercetta un secondo sentiero che sale direttamente dalla strada per il fondovalle, in un punto che non dista molto dall’ultima curva che si deve affrontare prima del lungo traverso che conduce alla galleria scavata nella roccia (decimo tornante, dove si trova anche una piccola statua della Madonna e la fermata dei mezzi dell’autolinea). Prendendo a destra, cominciamo a risalire uno stretto ed ombroso canale, delimitato, sulla nostra sinistra, dalle rocce strapiombanti del fianco occidentale del Crap del Mezzodì.
Al termine della salita, usciamo dalla boscaglia e, con sorprendente contrasto, ci ritroviamo proprio sulla panoramicissima bocchetta che, sul versante opposto a quello per il quale siamo saliti, guarda ai ripidi prati sopra, in val Fabiolo. Dai 977 metri della bocchetta possiamo, infatti, gettare uno splendido colpo d’occhio sulla bassa Valtellina, fino al lago di Novate Mezzola ed all’estremo lembo dell’alto Lario.
A questo punto abbiamo due possibilità per tornare a Campo. La prima è quella di scendere a Sostila (m. 821), per un ripido sentiero, e poi proseguire nella discesa fino al fondovalle della val Fabiolo,, dove si trova la bella mulattiera che, percorsa in salita (verso destra), ci porta alla sella erbosa che si affaccia alla bassa Val di Tartano, presso le località di Ca’ e Somvalle, nel territorio del comune di Fòrcola. Pochi passi ancora, e siamo di nuovo a Campo.
La seconda possibilità è quella che prevede la salita alla cima del Culmine. Questa salita sfrutta una traccia di sentiero che si snoda lungo il crinale che scende dalla cima alla bocchetta. Se ci volgiamo alla bassa Valtellina, potremo vedere, alla nostra sinistra, un sentierino che volge a sud-ovest, porta ad un crocifisso e prosegue sul crinale. La traccia spesso si fa labile, ma con un po’ attenzione non la perderemo.
La salita avviene, in buona parte, in un bosco che, nelle belle giornate, appare pervaso di luce, in un’atmosfera di fiabesca bellezza. Alcune radure ci permettono di ammirare, volgendo lo sguardo a nord, uno scorcio delle cime del gruppo del Masino, il pizzo Badile, la cima del Cavalcorto, i pizzi del Ferro (sciöma dò fèr), la cima di Zocca, le cime della costiera Remoluzza-Arcanzo, i Corni Bruciati ed il monte Disgrazia, che fanno capolino alle spalle del Crap del Mezzodì e del lungo versante che sovrasta Ardenno.
Superato, sulla sinistra, un modesto gradino roccioso, il sentiero raggiunge una pineta e prosegue quasi pianeggiante. Ignorata una deviazione a destra, torniamo a salire, mentre a destra si apre un primo scorcio della Val di Tartano. Nel fianco orientale della valle si nota l’imbocco della laterale val Vicima. Appare anche l’abitato di Campo Tartano e, sul sottostante fondovalle, lo sbarramento idroelettrico sul torrente Tartano. Non è facile individuale dove sia esattamente il punto sommitale: di certo si trova nella bella pineta che stiamo attraversando. Il bosco regala senza dubbio suggestioni ed incantevoli giochi chiaroscurali, ma toglie molto valore panoramico alla cima. Poi il sentiero si affaccia al versante meridionale, che guarda su Campo. A qualche decina di metri di distanza, sulla sinistra, si trova una grande croce, ben visibile da Campo, e collocata poco sotto la cima.
Tornati sul sentiero, scendiamo, infine, facilmente al paese. Il sentiero è, nel primo tratto, assai ripido, ma si fa poi più dolce, fino a raggiungere le sue case più alte (m 1062). Si chiude, così, un anello che richiede circa 3 ore di cammino e comporta un dislivello approssimativo in salita di 400 metri.


Case, Somvalle e bassa Val Tartano dal sentiero che dal Culmine scende a Campo Tartano

CARTA DEI PERCORSI sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la mappa on-line

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