Se non usi Internet Explorer, clicca qui
per ascoltare un commento sonoro; altrimenti accendi le casse se vuoi ascoltare un mio brano ispirato a questi luoghi

Clicca qui per aprire una panoramica a 360 gradi dalla cima del monte Piscino
APRI QUI UNA MAPPA DI QUESTI LUOGHI ELABORATA SULLA BASE DI GOOGLE MAP
Apri qui una galleria di immagini
Punti di partenza ed arrivo |
Tempo necessario |
Dislivello in altezza
in m. |
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti) |
Tartano-Biorca-Ca' Fognini-Alpe Piscino-Forcella-Monte Piscino |
2 h e 30 min. |
900 |
E |
Tartano-Biorca-Ca' Fognini-Alpe Piscino-Forcella-Monte Piscino -Forcella-Alpe Postareccio-Marcia-Ponte della Corna-Tartano |
4 h e 30 min. |
1000 |
E |

Clicca qui per aprire una panoramica dalla cima del monte Piscino
Per
un interessante incontro con una Val Tàrtano meno frequentata
ma non meno interessante, e soprattutto con gli alpeggi nei quali si
produce quel formaggio per il quale la valle stessa è giustamente
famosa, questo itinerario, che descrive un anello fra le alpi Piscino (piscìi)
e Postareccio ("postarèsc"), con una puntata alla facile cima del monte Piscino, può
essere una soluzione ideale.
Per raggiungere Tartano, punto di partenza dell'anello, dobbiamo staccarci
dalla ss. 38 dello Stelvio all'altezza della deviazione a destra immedietamente
successiva (per chi procede da Morbegno a Sondrio) al viadotto sul torrente
omonimo. Percorso, poi, un primo tratto sulla Pedemontana orobica, deviamo
una seconda volta a destra, seguendo le indicazioni ed imboccando l'ardita
strada che si inerpica sull'aspro fianco occidentale del Crap del Mezzodì,
entrando in bassa valle, dove è posta Campo Tartano. Da Campo
la strada prosegue, sul lato orientale (di sinistra, per chi sale) della
valle, fino al centro maggiore.
Raggiunta Tartano, scendiamo, sfruttando una ripida stradina che si
stacca sulla destra dalla strada principale appena prima che questa
entri nel ramo della val Lunga, alla frazione Biorca (o Biolca, dal mantovano “biolca”, bue, oppure dal dialettale “biork”, forca), ed incamminiamoci
sulla strada sterrata per la Val Corta, che corre nei pressi del torrente,
lasciandola, però, al primo sentiero che se ne stacca sulla destra.
Raggiungiamo,
così, il gruppo di case della frazione di Ca’ Fognini.
Dalle spalle delle case parte un sentierino che risale il prato, piega
a destra e, attraversato un vallone da sinistra a destra, inizia una lunga salita nel bosco.
Il sentiero non è segnalato sulla carta IGM (che invece ne indica
uno più a destra (nord), assai più disagevole e quindi
del tutto scondigliabile), ma è, in realtà, ben marcato,
e conduce ai prati ed alle numerose baite dell’alpe Piscino (m.
1600-1750).
Risaliamo i prati, su traccia di sentiero: durante la salita, qualche
sosta ci permetterà di ritemprare le forze e di osservare, alle
nostre spalle, un bello scorcio sulla Val Lunga e sull'imbocco della
Val Corta. A destra (per noi che saliamo), infine, appare, su un largo
dosso, l'alpe Postareccio, che toccheremo nell'itinerario di ritorno.
Dalla baita più alta dell'alpe Piscino parte un nuovo sentiero,
che sale dolcemente verso destra, descrivendo una diagonale. Il sentiero
aggira a monte il solco della val Piscino e conduce al bel declivio
che si stende ai piedi di una sella erbosa, la Forcella (m. 1880), che
dà su un vallone scosceso sul versante di sud-est dei monti sopra
Talamona. Dalla sella, molto panoramica, possiamo dominare, a sud, l’intera
valle Lunga, il ramo più orientale dei due nei quali si divide
la Val Tartano. Verso nord est, invece, è ben visibile la vicina
alpe Postareccio e, sullo sfondo, la bassa val Vicima, laterale di destra
della Val Tartano.
A
sinistra (sud) della sella parte un sentiero, non molto marcato, ma
sempre visibile, che risale, inizialmente nella boscaglia, poi all’aperto,
il crinale nord-orientale del monte Piscino. Salendo, possiamo gettare
qualche occhiata sul fronte montuoso aspro e selvaggio che guarda alla
bassa Valtellina, e che è dominato dal pizzo della Pruna.
La cima tondeggiante del monte Piscino (m. 2091), è segnalata
da un grande ometto: la raggiungiamo dopo un ultimo tratto nel quale
la traccia di sentiero si destreggia fra massi ed arbusti dello stretto
crinale (per maggior sicurezza, teniamoci sul lato sinistro, cioè
sul versante della Val di Tartano). Dalla cima ottimo è il colpo
d'occhio sulla bassa Valtellina e, dal lato opposto, sul crinale che
separa la val Corta dalla Valtellina, dove sono visibili la cima della
Paglia ed il monte Pisello. Ottima, infine, è anche la visuale
sull'intera val di Lemma, il ramo orientale nel quale si divide la Val
Corta.
La salita alla cima richiede il superamento di oltre 900 metri di dislivello,
ed un cammino di circa due ore e mezza.
Scendiamo, ora, di nuovo alla Forcella per il medesimo itinerario di
salita e di qui, invece di dirigerci a destra, cioè verso l'alpe
Piscino, proseguiamo a sinistra, raggiungendo in breve l’alpe
Postareccio (m. 1713), dove, d'estate, ci accoglierà lo scampanio
delle mucche intente al pascolo.
Per
non rovinare l'alpe, seguiamo la traccia di sentiero. Il tempo di gustare
un nuovo bello scorcio sulla Val Lunga, e la discesa riprende.
Per tornare a Tartano, scendiamo puntando leggermente a destra, proprio
in direzione del solco della val Lunga, che ci sta di fronte. Portiamoci,
così, seguendo una traccia di sentiero, proprio sotto un ben
visibile dosso, a sud-est dell’alpe. Scendiamo da qui al limite
del bosco, dove troviamo un muretto semidiroccato; seguendolo per un
tratto verso destra, troveremo una ben visibile porta, dalla quale parte
un sentiero che, in pochi minuti, ci porta al bel prato della Marcia ("màrscia", m. 1531), denominato in questo modo perché lo strato roccioso
sottostante al grande prato determina la formazione di persistenti pozze
naturali. E' necessario seguire il sentiero ed evitare problematiche
discesa a vista: queste, soprattutto se effettuate tendendo a destra,
portano in luoghi scoscesi e dirupati, dai quali non è facile
districarsi.
Ora dobbiamo rimanere una ventina di metri più alti rispetto
alla baita della Marcia, e dirigerci quindi a sinistra, dove, con un
po’ di attenzione, troveremo, sul limitare del bosco un sentiero
(con qualche raro segnavia rosso-blu), che si inoltra nel bosco, passa
sotto uno sperone roccioso e scende fino ad un casello diroccato.
Qui
la traccia sembra perdersi nella bassa vegetazione, ma, se guardiamo
con attenzione alla nostra destra, la ritroviamo dopo una ventina di
metri (attenzione, però, a non proseguire verso destra: ci si
porterebbe a monte dei dirupi più pericolosi, cioè proprio
monte di quell'impressionante forra sul torrente Tartano che fronteggia
il paese di Tartano, e che possiamo osservare in tutta la sua selvaggia
bellezza dal sagrato della chiesa). Vale, quindi, la stessa avvertenza
già effettuata: l'intero itinerario di discesa va effettuato
seguendo il sentiero, perché una discesa a vista può essere
molto pericolosa, e condurre in zone dirupate estremamente rischiose.
Scendiamo ancora, su un sentiero sempre visibile, scegliendo, quando
giungiamo ad un paio di bivi, sempre la traccia che procede nella discesa.
Dopo essere passati a sinistra di una baita, raggiungiamo, presso una
seconda baita nel cuore del bosco di faggi, una bella vasca che raccoglie le fresche acque della sorgente "rùgena" (cioè "ferruginosa", chiamata così perché lascia un caratteristico colore rossastro sui bordi della fontana in legno).
Ogni tanto la vegetazione si apre, e ci regala un bel colpo d'occhio
sul ponte di Vicima, che scavalca l'impressionante fosso della bassa
valle omonima.
Al
termine della discesa raggiungiamo, a quota 1077, il ponte della Corna ("punt de la còrna"),
che va attraversato senza fretta, per evitare di farlo oscillare troppo.
Dal ponte si mostra il cuore più nascosto ed ombroso della valle,
lo stretto solco scavato dal torrente Tartano. A questo punto non ci
resta che risalire per circa 100 metri (che portano a 1000 metri il
dislivello complessivo dell'escursione) sul lato opposto, sempre seguendo
un sentiero ben visibile, raggiungendo la strada asfaltata a valle di
Tartano: altri due chilometri circa di cammino ci riportano al paese,
dopo circa 4 ore e mezza di marcia.


GALLERIA DI IMMAGINI
Copyright 2008 - 2011:
Massimo Dei Cas
Via Morano, 51 23011 Ardenno (SO)
Tel.: 0342661285 E-mail: m.deicas@tin.it
La riproduzione della pagina o di sue parti è consentita previa indicazione della fonte e dell'autore
(Massimo Dei Cas, www.paesidivaltellina.it)


|
|
|
|
|
|
|
|
|
Storia, tradizioni e leggende |
|
|
|
|
|
|
|
|
Immagini, suoni e parole |
|
|
|
|
|
|
|
|