GALLERIA DI IMMAGINI - ESCURSIONI IN VAL TARTANO - CARTA DEL PERCORSO


Mulattiera di Val Vicima

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Campo-Tartano - Mulattiera di Val Vicima - Baite di Val Vicima - Barghét - Strada per Tartano - Campo Tartano
4 h
540
E
INTESI. Lasciamo la ss 38 dello Stelvio subito dopo il viadotto sul Tartano (per chi proviene da Milano), prendendo a destra e dopo breve tratto ancora a destra. Saliti dopo 12 tornanti a Campo Tartano sulla strada provinciale della Val Tartano, parcheggiamo qui (m. 1049) e proseguiamo lungo la carozzabile per Tartano, trovando ben presto, dopo una semicurva a sinistra, segnalata, la partenza, sul suo lato sinistro, della mulattiera per la Val Vicima, che passa a monte della frazione Ronco e, raggiunto un poggiolo, comincia a inoltrarsi sul fianco meridionale della valle, passando per una cappelletta. attraversiamo due vallette ed una valle più pronunciata, con un modesto corso d'acqua, attraversato il quale andiamo a destra e troviamo una sequenza di tornantini sx-dx-sx-dx. Al successivo tornante sx ignoriamo sulla destra un sentierino che si stacca e porta alle baite sul limite di una fascia panoramica di prati. Torniamo quindi in direzione del torrentello, ma non ci portiamo fino ad esso, perché segue una sequenza di tornanti dx-sx-dx-sx-dx. Dopo il successivo tornante sx ignoriamo una nuova deviazione a destra per le baite di Val Vicima (m. 1505) e proseguiamo diritti, entrando in una pecceta. Ci portiamo quindi alle baite di quota 1550 metri circa, dove si trova un bivio segnalato, al quale lasciamo il sentiero principale, che sale in Val Vicima, prendendo a destra e seguendo il sentiero che ci porta ad attraversare il torrente Vicima. Sul lato opposto della valle il sentiero traversa a mezza costa la splendida pecceta, verso ovest, quasi in piano, ed esce alla parte media dei prati del Barghét, alpeggio sul lato orientale della bassa Val di Tartano. Dalle baite della sezione mediana inizia la discesa sul largo dosso del Barghèt. Nel primo tratto scendiamo diritti verso ovest, alla baita presso il limite inferiore dei prati. Qui cerchiamo la partenza del largo sentiero che scende in un bel bosco di abeti e troviamo quasi subito un bivio, al quale prendiamo a sinistra, proseguendo la discesa verso sud-sud-ovest, fino ad uscire alla parte alta dei prati che ospitano due baite (m. 1371). Attraversato un muretto a secco scendiamo alle baite che stanno al centro di una breve fascia di prati. Da qui lo sguardo verso nord raggiunge Campo Tartano con il Culmine di Tartano. Alle loro spalle, sul fondo, scorgiamo la parte orientale della Costiera dei Cech, con la cima del Desenigo ed il monte Spluga. Alla loro destra vediamo una breve sezione del gruppo del Masino, con i pizzi Porcellizzo e Badile. Il sentiero prosegue la sua discesa prendendo a destra (nord-ovest), rientrando nel bosco e proponendo alcuni tornantini prima di raggiungere una seconda radura con una baita isolata. Rientra quindi nel bosco prima di confluire nel sentiero più marcato che taglia la parte bassa del dosso del Barghet, portando alle baite della Dossala (che restano alla nostra destra, più avanti). Procediamo scendendo verso sinistra ed in breve ci ritroviamo sopra la strada provinciale di Val Tartano, che la mulattiera raggiunge con un ultimo tratto scalinato e protetto da parapetto. Sul lato opposto della carreggiata si trova uno slargo con un paio di tavoli e di panche in legno. Il ritorno a Campo Tartano sfrutta la strada provinciale, che dobbiamo percorrere per un paio di km.


Campo Tartano dalla mulattiera per la Val Vicima

Un'escursione di medio impegno con base a Campo Tartano ci permette di percorrere un tratto della Via dei Monti, l'itinerario che congiungeva Campo Tartano a Tartano passando per il versante medio-alto della Val Tartano orientale. Il percorso raggiunge la parte medio-bassa della Val Vicima, importante laterale orientale della Val Tartano, traversa all'alpeggio del Barghèt, sul dosso omonimo, e ridiscende a Campo Tartano sfruttando un tratto della strada provinciale Campo-Tartano. L'escursione è fattibile in tutte le stagioni, ma è particolarmente godibile in autunno ed in primavera avanzata.


Mulattiera di Val Vicima

Per effettuarla lasciamo la ss 38 dello Stelvio, subito dopo il viadotto sul Tartano (per chi proviene da Milano) a destra, imboccando la carozzabile per Forcola ma lasciandola dopo poche centinaia di metri per prendere ancora a destra, salendo sulla strada provinciale della Val di Tartano. Dopo il dodicesimo tornante raggiungiamo Campo Tartano (m. 1049), dove parcheggiamo presso il cimitero a sinistra della strada. Proseguiamo sulla carozzabile per Tartano.


Apri qui una panoramica del versante orientale della Val Tartano

Lasciate alle spalle Campo Tartano e Somvalle, alla prima semicurva a sinistra della carozzabile notiamo sulla sinistra un cartello che segnala l'alpe D'Assola e gli alberi monumentali. In corrispondenza del cartello parte un marcato sentiero che supera subito su un ponticello una valletta, procede quasi in piano per buon tratto a monte della carozzabile, supera una seconda valle e passa a destra di un masso con una croce in ferro. Usciamo all'aperto e ci raggiunge da destra un sentiero e superiamo una nuova valletta, passando poi a lato di una cappelletta sulla sinistra della mulattiera.


Tartano vista dalla mulatiera per la Val Vicima

Rientriamo nel bosco proseguendo la salita verso sud-est, con pendenza media. Ci raggiunge un secondo sentiero che sale da destra e su un masso troviamo un segnavia con numerazione “127”. Poco più avanti siamo all' “zapèl de la val”, cioè la porta, un poggio panoramico che introduce alla Val Vicima, sorvegliato da una cappelletta. Di qui si gode di un ottimo colpo d'occhio, verso sud, sulla Val Tartano, che si biforca nella Val Lunga e nella Val Corta.
Piegando ad est ci addentriamo sul fianco settentrionale della valle, salendo gradualmente. Siamo all'aperto e procediamo fra lisci roccioni alla nostra sinistra e l'impressionante salto che precipita sul fondo della Val Vicima alla nostra destra. Dopo aver superato una terza cappelletta, rientriamo nella selva, attraversiamo due vallette ed una valle più pronunciata, con un modesto corso d'acqua, attraversato il quale andiamo a destra e troviamo una sequenza di tornantini sx-dx-sx-dx. Al successivo tornante sx ignoriamo sulla destra un sentierino che si stacca e porta alle baite sul limite di una fascia panoramica di prati. Torniamo quindi in direzione del torrentello, ma non ci portiamo fino ad esso, perché segue una sequenza di tornanti dx-sx-dx-sx-dx.


Terza cappelletta sulla mulattiera della Val Vicima

Dopo il successivo tornante sx ignoriamo una nuova deviazione a destra per le baite di Val Vicima (m. 1505) e proseguiamo diritti, entrando in una pecceta. Ci portiamo quindi alle baite di quota 1550 metri circa, dove si trova un bivio segnalato, al quale lasciamo il sentiero principale, che sale in Val Vicima, prendendo a destra e seguendo il sentiero n, 16, che ci porta ad attraversare il torrente Vicima. Sul lato opposto della valle il sentiero traversa a mezza costa la splendida pecceta, verso ovest, quasi in piano, ed esce alla parte media dei prati del Barghét, alpeggio sul lato orientale della bassa Val di Tartano (m. 1560).


La parte medio-bassa del Barghet

Dalle baite della sezione mediana inizia la discesa sul largo dosso del Barghèt. Nel primo tratto scendiamo diritti verso ovest, alla baita presso il limite inferiore dei prati. Qui cerchiamo la partenza del largo sentiero che scende in un bel bosco di abeti e troviamo quasi subito un bivio, al quale prendiamo a sinistra, proseguendo la discesa verso sud-sud-ovest, fino ad uscire alla parte alta dei prati che ospitano due baite (m. 1371). Attraversato un muretto a secco scendiamo alle baite che stanno al centro di una breve fascia di prati. Da qui lo sguardo verso nord raggiunge Campo Tartano con il Culmine di Tartano. Alle loro spalle, sul fondo, scorgiamo la parte orientale della Costiera dei Cech, con la cima del Desenigo ed il monte Spluga. Alla loro destra vediamo una breve sezione del gruppo del Masino, con i pizzi Porcellizzo e Badile.


Baita al Barghet

Il sentiero prosegue la sua discesa prendendo a destra (nord-ovest), rientrando nel bosco e proponendo alcuni tornantini prima di raggiungere una seconda radura con una baita isolata. Rientra quindi nel bosco prima di confluire nel sentiero più marcato che taglia la parte bassa del dosso del Barghet, portando alle baite della Dossala (che restano alla nostra destra, più avanti).
Procediamo scendendo verso sinistra ed in breve ci ritroviamo sopra la strada provinciale di Val Tartano, che la mulattiera raggiunge con un ultimo tratto scalinato e protetto da parapetto. Sul lato opposto della carreggiata si trova uno slargo con un paio di tavoli e di panche in legno. Il ritorno a Campo Tartano sfrutta la strada provinciale, che dobbiamo percorrere per un paio di km.


Le due baite di quota 1371 m.

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CARTA DEL PERCORSO SULLA BASE DI © GOOGLE MAP (FAIR USE)

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