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Il monte Rolla (m. 2277) rappresenta la prima elevazione che è posta sul limite sud-occidentale della Valmalenco e la separa dal versante retico mediovaltellinese. Si può dire che sia il monte di Sondrio: dal capoluogo, infatti, è il suo profilo a dominare il panorama in direzione nord-ovest; inoltre rappresenta il punto di massima elevazione del territorio comunale. La facile salita alla sua cima è un’escursione classica ed alla portata di tutti.
Praticamente sconosciute, invece, sono le possibilità escursionistiche offerte dagli splendidi boschi e dai solari maggenghi ed alpeggi che ricoprono il suo ampio fronte meridionale, compreso fra lo sbocco della Valmalenco, ad est, e la valle del Bocco (erroneamente denominata del Bosco sulle carte IGM) ad ovest. Si tratta di un fronte assai ampio, ma pochissimo frequentato dagli amanti dell’escursione. A torto, perché, in ogni stagione, questi luoghi offrono più di un motivo di interesse ed attrattiva. In particolare, primavera ed autunno riservano profumi e colori impagabili, e la neve invernale è occasione di bellissime ciaspolate.
Proponiamo un anello escursionistico di un certo impegno fisico, ma assolutamente remunerativo, che ha come punti di partenza ed arrivo la località di Mangialdo e raggiunge il maggengo del Piazzo ed i prati della Piana, posti sul lungo dosso che delimita ad est la Valle del Boco. Un anello godibilissimo in tutte le stagioni, suggestivo e panoramico.


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GIRO DEI MAGGENGHI DEL MONTE ROLLA (PIAZZO-PIANA)

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Pista sopra Castione-Bonetti-Gadoli-Mangialdo-Piazzo-Pra Curt-Prati della Piana
3 h
940
E
SINTESI. Alla rotonda di Castione lasciamo la ss 38 dello Stelvio prendendo a sinistra (se viaggiamo in direzione di Sondrio) ed imbocchiamo la strada che sale a Castione. Giunti al paese dopo pochi tornanti, ad un bivio prendiamo a sinistra e passiamo fra le case ed a lato della chiesa. Dopo una stretta, siamo ad un nuovo bivio al quale prendiamo a destra, proseguendo sulla stretta carrozzabile fra le case alte del paese. Usciti dall’abitato, proseguiamo salendo verso Triangia, fino a trovare, all’ultimo tornante destrorso prima di Triangia, la deviazione, a sinistra, per la frazione di Bonetti. Percorriamo la stradina che scende fra le case di Bonetti, e termina alla chiesetta di S. Maria Maddalena, sul limite del bosco, lasciando il posto ad una pista sterrata, la quale prosegue, con un lungo traverso, fino a Piazzorgo, piccolo nucleo di baite a monte di Castione. Percorriamo per un tratto la pista, fino ad un incrocio: da sinistra sale una pista secondaria (che parte dalla strada Castione-Triangia) che prosegue sulla destra. Lasciamo qui, in uno slargo, l’automobile (siamo ad una quota di circa 700 metri) ed incamminiamoci su questa pista che sale verso est-nord-est, in una bella pineta, restringendosi, dopo il primo tratto, a mulattiera, fiancheggiata a monte da un grande muro a secco. Usciti dalla selva, ci ritroviamo alle case di Gadoli, piccolo nucleo fra Bonetti e Mangialdo. La mulattiera prosegue alle spalle delle case più occidentali (le prime che incontriamo), e sale fino a Mangialdo (m. 882). N.B.: a Mangialdo possiamo salire direttamente anche sfruttando la carrozzabile che da Triangia sale verso i Prati Rolla, ma non è facile trovare parcheggio. Prendiamo ora come riferimento importante il cartello "Mangialdo", sulla destra (a monte della strada): vediamo un nuovo sentiero che si stacca dalla strada e riprende a salire: imbocchiamolo. Tagliamo, ben presto, un sentiero che sale da sinistra, da Mangialdo, ma restiamo sul sentiero, che procede in direzione nord-ovest. Superato un roccione, a destra del sentiero, pieghiamo leggermente a destra, procedendo verso nord. Dopo una nuova svolta a destra, intercettiamo una pista sterrata, ma non appena questa descrive un tornante destrorso, la lasciamo, imboccando il sentiero che se ne stacca sulla sinistra e che sale verso ovest-nord-ovest, con andamento abbastanza ripido nel primo tratto, più moderato nel secondo, fino ai prati del Piazzo (m. 1240). Percorriamo un tratto della pista che raggiunge il maggengo alla nostra destra, fino a trovare ed imboccare una pista che se ne stacca sulla sisinstra e che si addentra sul versante orientale della valle del Bocco. Dopo un primo tornante sinistrorso, prima che la pista svolti a destra per addentrarsi nella valle, troviamo, sulla nostra destra, la mulattiera che sale, decisa, nel bosco. Imbocchiamola, inanellando diversi tornanti e guadagnando quota rapidamente verso nord-est, fino ad uscire dal bosco alla parte bassa dei prati dei prati della Piana (propriamente Pra Curt, m. 1550). Saliamo verso la parte alta dei prati della Piana (m. 1640 circa), dove troviamo, sulla destra di un casello per l’acqua. Ridiscesi al Piazzo per la medesima via di salita, imbocchiamo la pista che scende verso sinistra e dopo lunga traversata porta al nucleo di Soverna, dal quale ridiscendiamo a Mangialdo seguendo la carrozzabile Ligari-Prati Rolla. Da qui ripercorriamo a rovescio il percorso di salita tornando alla pista dove abbiamo lasciato l'automobile.


Il Piazzo

Alla rotonda di Castione lasciamo la ss 38 dello Stelvio prendendo a sinistra (se viaggiamo in direzione di Sondrio) ed imbocchiamo la strada che sale a Castione. Giunti al paese dopo pochi tornanti, ad un bivio prendiamo a sinistra e passiamo fra le case ed a lato della chiesa. Dopo una stretta, siamo ad un nuovo bivio al quale prendiamo a destra, proseguendo sulla stretta carrozzabile fra le case alte del paese. Usciti dall’abitato, proseguiamo salendo verso Triangia, fino a trovare, all’ultimo tornante destrorso prima di Triangia, la deviazione, a sinistra, per la frazione di Bonetti. Percorriamo la stradina che scende fra le case di Bonetti, e termina alla chiesetta di S. Maria Maddalena, sul limite del bosco, lasciando il posto ad una pista sterrata, la quale prosegue, con un lungo traverso, fino a Piazzorgo, piccolo nucleo di baite a monte di Castione.
Percorriamo per un tratto la pista, fino ad un incrocio: da sinistra sale una pista secondaria (che parte dalla strada Castione-Triangia) che prosegue sulla destra. Lasciamo qui, in uno slargo, l’automobile (siamo ad una quota di circa 700 metri) ed incamminiamoci su questa pista che sale verso est-nord-est, in una bella pineta, restringendosi, dopo il primo tratto, a mulattiera, fiancheggiata a monte da un grande muro a secco. Usciti dalla selva, ci ritroviamo alle case di Gadoli, piccolo nucleo fra Bonetti e Mangialdo.


Il Piazzo

La mulattiera prosegue alle spalle delle case più occidentali (le prime che incontriamo), e sale fino a Mangialdo (m. 882). Se non dovessimo trovarla, possiamo attraversare le case e giungere in vista della stradina asfaltata che sale fin qui da Gatti; prima della stradina troviamo, sulla sinistra, una pista sterrata, che sale fino ad una casetta isolata, dove termina. Oltre la casetta, ed a monte della stessa, si trova una fascia di prati: saliamo a vista, tagliandola, ed intercettiamo, ben presto, un sentierino che, percorso verso sinistra, ci porta alla strada asfaltata che raggiunge Mangialdo. Fin qui potremmo giungere anche in automobile (la strada asfaltata, infatti, si stacca dalla strada che da Triangia sale a Ligari e Forcola, a primo tornante destrorso sopra Triangia), ma poi avremmo il problema di chiudere l’anello con un lungo tratto in salita e soprattutto non è facile trovare parcheggio. Il sentierino, dunque, intercetta la pista appena prima del cartello “Mangialdo” (prendiamolo come riferimento importante), posto all’ingresso del nucleo.
In corrispondenza del cartello, sulla destra (a monte della strada), vediamo un nuovo sentiero che si stacca dalla strada e riprende a salire: imbocchiamolo. Tagliamo, ben presto, un sentiero che sale da sinistra, da Mangialdo, e prosegue alla nostra destra, verso Ligari: noi restiamo, però, sul sentiero, che procede in direzione nord-ovest. Superato un roccione, a destra del sentiero, pieghiamo leggermente a destra, procedendo verso nord.


Sentiero Piazzo-Piana

Dopo una nuova svolta a destra, intercettiamo una pista sterrata, che però lasciamo subito: non appena, infatti, questa descrive un tornante destrorso, la lasciamo, imboccando il sentiero che se ne stacca sulla sinistra. Si tratta di una mulattiera che sale, verso ovest-nord-ovest, con andamento abbastanza ripido. Dopo il primo tratto, troviamo, a monte, un muretto a secco che la delimita. Poi la pendenza si fa meno severa, compaiono i primi pini ed attraversiamo un tratto suggestivo, nel quale la mulattiera è scavata nella viva roccia. Descriviamo, così, un lungo traverso, prima di incontrare una coppia di tornanti, destrorso e sinistrorso, che precedono di poco la conclusione della mulattiera che, dopo una svolta a destra, intercetta la pista che sale al maggengo di Piazzo ("Piazzòo", cioè piccola spianata), sul suo limite orientale.
Il maggengo, a 1240 metri, è raggiunto, infatti, da est da una pista sterrata che parte da Ruvari, nucleo che si trova a monte di Mangialdo. Ottimo il colpo d’occhio sulla parte occidentale della media Valtellina: si distinguono i cupoloni gemelli del Crap del Mezzodì, a sinistra, e del Culmine di
Dazio, a destra, sopra i quali si erge l’inconfondibile corno del monte Legnone, perentorio punto fermo della catena orobica nel suo limite occidentale. Poi, a destra di un breve scorcio delle cime della Mesolcina, il massiccio ed armonioso profilo della cima del Desenigo, sul limite sud-occidentale della Val Masino. Ancora più a destra, verso nord-ovest, si distinguono le cime erbose del monte Colina, a sinistra dell’alpe omonima, e del monte Caldenno.


Sentiero Piazzo-Piana

Comincia ora una salita abbastanza impegnativa (dal punto di vista fisico), fino all’alpeggio della Piana. Per trovare l’imbocco della mulattiera, ci conviene tornare indietro per un breve tratto sulla pista ed imboccare una deviazione a sinistra (a destra, se ci dirigiamo verso il maggengo). Si tratta della prosecuzione della pista, che si addentra sul versante orientale della valle del Bocco. Dopo un primo tornante sinistrorso, prima che la pista svolti a destra per addentrarsi nella valle, troviamo, sulla nostra destra, la mulattiera che sale, decisa, nel bosco. Imbocchiamola, inanellando diversi tornanti verso nord-nord-est e guadagnando quota rapidamente. La suggestione del bosco che attraversiamo ripaga i nostri sforzi, ed alla fine, dopo un ultimo tratto verso sinistra, raggiungiamo il limite basso dell’ampia fascia di prati della Piana, ad una quota di 1550 metri. La parte bassa dei prati propriamente è chiamata Pra Curt.


Prati della Piana

Ci accoglie, prima delle baite, una fontana, che può essere provvidenziale se non abbiamo una sufficiente scorta di liquidi. Una sosta ci permette di ammirare un panorama assai simile a quello di cui abbiamo già goduto al Piazzo. Molto bella è anche la visuale sulla sezione centrale della catena orobica, che ci permette di passare n rassegnate tutte le sue cime più significative. I prati della Piana si stendono su una fascia compresa fra i 1550 ed i 1634 metri. Risalendoli, troviamo, a quota 1580 metri circa, il sentiero che sale da Soverna: si tratta di una diramazione secondaria del già citato sentiero che da Soverna sale all’alpe Piastorba.
Portiamoci, infine, sul limite superiore dei prati, quella propriamente chiamata Prati della Piana, dove troviamo una seconda fontana: qui parte, sulla destra di un casello per l’acqua, la partenza del sentiero che sale in direzione nord, verso l’alpe Prato Secondo, in una fantastica pineta. Se vogliamo visitarli mettiamo in contro di allungare l'escursione di circa un'ora e un quarto.
Per il ritorno potremmo sfruttare il sentiero che, alla nostra sinistra scendendo, a quota 1580 metri circa lascia i Pra Curt e scende diritto in diagonale alla località di Soverna, dalla quale poi possiamo scendere su comoda carrozzabile a recuperare l'automobile. Le condizioni di questo sentiero, però (a meno che sia stato pultio di recente) non sono ottimali: in diversi punti vegetazione e piante cadute rendono difficoltoso il transito. A scanso di complicazioni, quindi, ci conviene ridiscendere al Piazzo per la medesima mulattiera di salita.
Qui scegliamo se tornare a Mangialdo seguendo il sentiero utilizzato nella salita, oppure, con giro più largo, imboccare la pista che scende verso sinistra e dopo lunga traversata porta al nucleo di Soverna, dal quale ridiscendiamo a Mangialdo seguendo la carrozzabile Ligari-Prati Rolla. Qui giunti per l'una o l'altra via, infine, ripercorriamo a rovescio il percorso di salita tornando alla pista dove abbiamo lasciato l'automobile.


Prati della Piana

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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